
I Quartieri: la regola dell'“io speriamo che me la cavo!”
Sabato 28 Luglio 2018 11:00 di Redazione WebOggi.it
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Alfredo SERRAO – Presidente Associazione I QUARTIERI
"Ebbene si… siamo ormai diventati tutti ubriachi non perché convinti alcolisti, visto che siamo astemi, solo perché ogni giorno le “veline” che vengono sfornate da Palazzo de Nobili, quelle che ci erudiscono sul pensiero oscillante della maggioranza, sono diventate un serio attentato alla salute pubblica. La difesa è un atto inutile per noi - non siamo seguaci di Gandhi e della sua resistenza passiva - solo perché abbiamo maturato che si tratta di una forma di suicidio (quasi) collettivo, fatto di rincorse sbracate, di un abbaiare di gruppo ed in particolare di una selezione della specie darwiniana che ha già celebrato il suo apice in negativo. Eppure in tutto questo il nostro sindaco Abramo – nostro perché noi l’abbiamo votato convintamente – non si rende conto dei detriti continui che volano dalle finestre del palazzo, quelli che sono i residuati bellici di neuroni morti per tristezza nei corridoi. Ma, è cosi! Intanto la città si prepara alla sua kermesse di celebrazione, dove l’eleganza va in scena. Quella di chi ce l’ha nel suo DNA e di chi, sembrerà un tombino in ghingheri, ma comunque festa sarà. La stessa festa che i catanzaresi fanno quando leggono le note del consigliere Pisano (Officine del Sud) diventato il soggetto in pectore, la nota di colore circense. Lui rappresenta tutto – merita di essere paparazzato – è riuscito a cassare la Legge 142/90 e tutto quello che la riforma Bassanini aveva stabilito a tutela degli Enti comunali. Pisano – il “reuccio stonato” della canzone dei tre colli – interverrà, disporrà, farà…insomma ha fatto abdicare il suo assessore Cavallaro e l’ha trasformato in un satellite innaturale della costellazione dell’Astronave. Ed in tutto questo il sindaco Abramo osserva, inconsapevole del danno che si sta maturando, quello che ha distrutto il gradimento della città e di quanti l’hanno sostenuto, perché non è più distinguibile la differenza che passa fra un pallottoliere e l’enciclopedia Treccani, in questa giostra da cortile a targa padovana. Però Catanzaro è diventata a strisce “blu” senza stelle, perché quelle che dovevano essere – il governo della città – sono fulminate a prescindere! Avevamo detto che le strisce sono inospitali tanto che hanno disorientano anche quei poveri turisti tedeschi, che domenica scorsa ne sono stati vittime e noi testimoni di questa vergogna. Vittime di un turismo di plastica in città, con le gallerie del San Giovanni chiuse, ma aperte su internet (?), vittime di una mancanza di ogni indicazione, vittime di una città desertificata che vive la sua magnificenza solo attraverso i “selfisti” seriali, quelli che infestano il palazzo. Quelli che magari impacchetteranno la candidatura del sindaco Abramo verso il governo della regione Calabria (?), forti certamente della loro credibilità politica nella città di Catanzaro (?). La stessa credibilità che caratterizza la giunta municipale, dove si passa dal nulla assoluto, come il già citato turismo, allo sceriffo della differenziata Cavallaro, i cui compiti di difesa della quiete notturna gli imporrà di dotare i netturbini – chiediamo perdono per il termine vintage – di pantofole d’ordinanza, oltre a tutto quanto già in dotazione per la difesa del decoro urbano, fatto salvo quello che prevede l’obolo per i carrellati. Già perché con il denaro si sana il decoro, un’altra regola imperfetta e perfettibile della regola Cavallaro. Per noi il decoro è sostanzialmente intellettuale, fatto salvo chi è rimasto al pallottoliere, lo stesso decoro che esiste in politica e che, forse anche Abramo, dovrebbe ritornare a recitare non affidandosi al motto: “io speriamo che me la cavo!”
