
I Quartieri: "In Calabria esistono ancora uomini coraggiosi, uno di questi è Manno"
Martedì 31 Ottobre 2017 10:09 di Redazione WebOggi.it
Alfredo SERRAO – Presidente I QUARTIERI Catanzaro
“In Calabria esistono ancora uomini coraggiosi, uno di questi senza alcuna possibilità di smentita è Grazioso Manno, presidente del consorzio di bonifica dello Jonio catanzarese. Uomo di grande spessore umano e professionale, il cui garbo comportamentale è lezione per tutti, ma allo stesso tempo uomo di grande carattere, intransigente quando c’è da difendere un patrimonio – quello dei Consorzi di Bonifica – ed oggi quello del progetto della Diga del Melito che, altri cervelli votati alla mediocrità, non hanno ancora realizzato che trattasi di un opera strategica per il futuro di questa terra. Questo la Calabria l’ha capito, per come ha capito che Grazioso Manno è la rappresentazione di quella calabresità autentica che si ricollega ad una storia di grande cultura che si chiama Magna Grecia, che altri non hanno captato, forse perché l’altitudine della montagna della Sila li ha abituati al silenzio, dove anche l’eco delle valli è diventato un eccezione, per l’imposizione della regola Oliverio. Bene, il silenzio è diventato la costante della politica regionale in Calabria, il silenzio del presidente Mario Oliverio ci convince – a voler essere buoni – che gli anni ruggenti del governatore sono finiti, sempre ammesso che mai ci siano stati e che, il ruggito del presunto leone calabro è diventato un insignificante miagolio, inutile sottofondo ai tavoli romani. Quei tavoli dove anche la narrazione del ministro Graziano Del Rio circa il rifinanziamento della Diga del Melito, resta l’ennesimo inconsistente miagolino del micio silano. Pensare diversamente sarebbe uno schiaffo all’intelligenza comune, ma soprattutto a quella di Grazioso Manno, che invitiamo a desistere da subito da forme eclatanti di protesta, perché la Calabria ha bisogno di veri leoni – con schiena dritta e cervello pensante – che restano autentico patrimonio e garanzia per questa Calabria, abituata alle balle speculative del presidente Oliverio. Le guerre scodinzolanti che ci hanno lasciato il trenino ciuf-ciuf degli Aristogatti, dove i micini della politica calabrese hanno fatto da scenografia al micio della Sila verso la stazione del binario morto”.
