I Quartieri: "Fondazione Betania non può morire per insipienza"

Martedì 27 Marzo 2018 11:12 di Redazione WebOggi.it

<< Ci sono alcune domande alle quali prima o poi, volenti o nolenti, dovremo dare delle risposte. Queste domande e le risposte non potranno essere dilazionate, diluite, spostate nel tempo quando si parla di sanità, di malattia, di bisogni, di rispetto delle famiglie e, soprattutto di rispetto dei lavoratori. Una vicenda che non viene dalla luna, ma investe la nostra città – Catanzaro – come uno tsunami, la cui forza distruttiva creerà ulteriori disagi sociali, scavando ulteriormente il solco dell’insoddisfazione civica. Tutto questo ha un nome, una storia, una tradizione nella nostra città si chiama FONDAZIONE BETANIA ONLUS. E’ la rappresentazione di un futuro (im)possibile che se per un verso tocca una pietra miliare della comunità catanzarese come Fondazione Betania, dall’altro mette in luce, nonostante lo svogliato disinteresse accertato, lo stato di crisi del sistema socio sanitario territoriale, del welfare e di tutta quella rete di protezione della malattia che non si coniuga solo con ospedalità. Il sindaco Sergio Abramo attento al tema della sanità cittadina, non può volgere lo sguardo da un'altra parte, deve mettere nella sua agenda pubblica il mantenimento ed il miglioramento della rete socio sanitaria territoriale e dei posti di lavoro connessi, con la stessa intensità e lo stesso impegno rivolto all’integrazione ospedaliera cittadina ed al superamento della crisi del Pronto Soccorso. Ci vuole coraggio a parlare di sanità a Catanzaro. Quel coraggio che è responsabilità politica ed istituzionale che ad Abramo non può mancare, soprattutto nella considerazione che per derubricare le responsabilità: bisogna risalire a ritroso la strada che ha l’odore dei soldi, quelli che fanno la sanità del profitto e non della malattia. Questa è la verità che incrocia interessi privati, coinvolgimenti all’interno dell’Asp cittadina e del Dipartimento Regionale alla Salute, un verminaio dove la malattia è un appendice e dove i lavoratori, sono un disturbo. La città di Catanzaro ed i suoi rappresentanti istituzionali questo lo sanno, perché è fatto storicamente risaputo, perché le cronache sono sature e perché ormai i tempi sono maturi, lo hanno decretato le urne…se non bastasse! Fondazione Betania non può essere la vittima sacrificale insieme ai suoi collaboratori. Non serve parlare di sanità, di area centrale della Calabria, di nuova A.O. Dulbecco, se poi non abbiamo il coraggio di dire… Di dire che la politica a tutti i livelli è in correo, che l’insipienza di Oliverio - in quanto governatore - non fa più notizia, che il rinnovo dei contratti di accredito nel settore socio sanitario non possono essere un “cavallo di ritorno” e che, la prossima data del 12 Aprile p.v. con l’udienza al TAR della Calabria non può essere lo spartiacque sul futuro della malattia e sul futuro dei lavoratori in sanità e di Fondazione Betania. Già non può essere solo perché la politica regionale, con il governatore Oliverio in testa, dimentica volontariamente che la vicenda in discussione al TAR può essere sanata, salvando così un comparto, peraltro con un costo minore in termini economici, ma non sociali rispetto alla sanità pubblica. Quella politica che ha già azzerato il welfare in Calabria, ammesso che mai sia esistito e che oggi, vuole azzerare - perché esiste e Fondazione Betania è una testimonianza ingombrante - il pianeta socio sanitario anche a Catanzaro. Il sindaco Sergio Abramo è avvisato. Sono avvisati anche quanti negli anni hanno lucrato, senza qualità e rispetto, sul denaro della malattia. Perché noi lo diremo e lo diremo pubblicamente. >>

Alfredo SERRAO – Presidente I QUARTIERI


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