I Quartieri: "Cavallaro, uno, trino e in quattro pezzi"

Giovedì 19 Aprile 2018 10:04 di Redazione WebOggi.it

Ci viene in mente il film Forrest Gump, quando il personaggio principale afferma: “nessuno è migliore di qualcun altro, ognuno è speciale a modo suo”. Questa potrebbe essere la risposta più adeguata da fornire all’assessore all’Ambiente del comune di Catanzaro, Dott. Domenico Cavallaro che nel suo posizionamento sul piedistallo, crede di fornire lezioni da scuola serale, dimenticando il rispetto istituzionale e la sostanza – peraltro grave – alle domande a lui indirizzate! Solidarietà e vicinanza al consigliere Eugenio Riccio non perché oggetto di minacce, ma solo perché comprendiamo il suo disagio e disgusto politico nel tentare di interloquire con fantasmi istituzionali, la cui consistenza è pari a zero. Questa incapacità è il logico prodotto di quel tessuto sfacciatamente (non) politico, che ha messo un opzione in negativo nella vita amministrativa della città di Catanzaro. Questo è l’imprinting dell’Officina meccanica che indirizza e governa l’azione dell’assessore Cavallaro. Qui la politica grippa, va a due cilindri, si ingolfa e non fornisce i termini di chiarezza e di legalità, che il consigliere Riccio ha da tempo messo a revisione… meccanica. Aspettando che il sindaco Abramo strappi a Cavallaro i gradi di generale, quello che noi e la città abbiamo già fatto, restano sul tappeto le risposte che Cavallaro deve fornire. Perché ha consumato un presunto abuso d’ufficio nella vicenda Palagallo? E’ quello che emerge anche dopo l’ultima ordinanza del sindaco. Perché si usa personale della Catanzaro Servizi, senza ridere della barzelletta della donazione di piante, mentre si paga un servizio esternalizzato? C’è l’ipotesi potenziale di altro reato di mancato controllo in vigilando dell’assessore Cavallaro? La stessa cosa che si ripete rispetto alla gestione del privato nella raccolta differenziata, dove non solo il servizio è carente rispetto alla gara, ma il controllo anche e soprattutto di ordine politico e di indirizzo è assente. Perché? Scopriamo però e lo sapevamo tanto da pagarlo come peccato originale, che abbiamo creato delle aspettative, nuove (?) che oggettivamente hanno bisogno di gambe e di cervelli, che sono lontani in modo siderale dall’esempio Abramo, perché sono e restano una platea di mummie dedite al selfie. Una considerazione sconsolante dove l’originalità delle idee, carburante per la democrazia, è in braghe di tela, salvo mutuare il ragionamento al ribasso che muove la polvere nel “transatlantico” di Palazzo de Nobili, dove: Cavallaro è uno, trino e…in quattro pezzi (Pisano dixit), ma nessuno se ne accorge! Non si è accorto nemmeno il consigliere Riccio, tanto da aver pensato che l’assessore Cavallaro avesse optato per le dimissioni – giuste e sacrosante – sottolineiamo noi, senza difesa d’ufficio, senza nessuna dimostrazione pubblica di sostegno, senza nessuna primavera neanche araba, senza un sit-in nemmeno usato, senza un flash-mob, insomma senza che nessuno si sia accorto, questo giustifica Riccio. La stessa giustifica di tanti altri, dove il Cavallaro si è affacciato, si è sdegnato, se n’è andato…lasciando le briciole di qualche giropizza, anche questo non ben lievitato.  

Alfredo SERRAO – Presidente I QUARTIERI


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