
Gratteri illustra la potenza della 'ndrangheta al mondo: prima volta del magistrato all'Osce
Martedì 11 Luglio 2017 09:20 di Redazione WebOggi.it
Circa 150 rappresentanti degli Stati partecipanti dell'OSCE e partner OSCE per la cooperazione, comprese le autorità governative e gli esperti delle agenzie di droga, nonché le organizzazioni internazionali, regionali e della società civile e del settore privato, si sono riuniti ieri a Vienna per l'inizio di una conferenza di due giorni per discutere i legami tra i farmaci illeciti, la criminalità organizzata e il terrorismo.
La conferenza è stata organizzata congiuntamente dalla Presidenza austriaca dell'OSCE del 2017 e dall'Unità per le questioni strategiche di polizia del Dipartimento Transnazionale delle Minacce OSCE e mira a sviluppare proposte concrete su come l'OSCE possa migliorare la propria assistenza agli Stati partecipanti e ai partner per la cooperazione nel rafforzare la collaborazione in materia di contrasto alla lotta contro la tratta di droghe illecite, affrontare fonti finanziarie di criminalità organizzata e terrorismo e promuovere azioni preventive.
"Il legame tra la tratta di droga, la criminalità organizzata e il terrorismo potrebbe non essere un nuovo fenomeno, ma ha raggiunto una dimensione completamente nuova grazie alla disponibilità di moderne tecnologie e alla crescente interconnessione del nostro mondo", ha dichiarato Peter Gridling, direttore dell'autorità austriaca Agenzia Federale per la Protezione di Stato e il Terrorismo nel suo punto di partenza. "Combattere questa rete di criminalità interconnesse è una sfida enorme. Le autorità responsabili delle forze dell'ordine devono sviluppare una risposta strategica comune e affrontare in maniera globale queste minacce, che sostengono i diritti umani e lo stato di diritto ".
Al dibattito ha preso parte da protagonista assoluto, prima volta per un membro del governo italiano, il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, all'esordio nel suo nuovo incarico affidatogli dal ministro Alfano.
Gratteri ha messo in guardia l'Europa descrivendo il “Caso Italia” per conto del Governo, illustrando in modo capillare gli interessi commerciali ed imprenditoriali della criminalità organizzata. Una potenza economica in grado di controllare interessi mondiali e, dunque, da non sottovalutare. "Il rischio reale - ha detto Gratteri - è che le mafie finiscano per controllare, condizionare e gestire l’intera economia globale". Il riciclaggio di enormi somme di denaro, il traffico di uomini, lo sfruttamento di migliaia di migranti, e le interconnessioni pericolosissime con le cellule terroristiche di mezzo mondo, sono gli elementi che, secondo il magistrato calabrese, devono essere colpiti, ma l'azione di contrasto, come ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro, deve essere mondiale.
