
Fusione Corigliano-Rossano, Greco: "Rammarico per richiesta sospensione sindaco"
Lunedì 20 Febbraio 2017 18:01 di Redazione WebOggi.it
Il 27 gennaio nella seduta del Consiglio Regionale è stato approvato all’unanimità il provvedimento che indiceva il Referendum consultivo per la Fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano. All’unanimità il voto e grande soddisfazione da parte tutti che considerano la fusione come necessaria alla sviluppo di quell’area e grazie alla realizzazione di un nuovo ente questo sia in grado di recitare nell'alto Ionio cosentino un ruolo di primario rilievo istituzionale che possa imporsi nei contesti nazionali e internazionali. Ed con grande rammarico che oggi apprendo della missiva indirizzata al Presidente della Regione Mario Oliverio, dal sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci, con la quale si chiede formalmente di soprassedere all'indizione del Referendum consultivo. Rammarico ma senza dubbio condivisione delle perplessità avanzate dal sindaco Geraci, che vede nella precarietà dei conti del Comune di Rossano, che potrebbero addirittura scadere nel dissesto finanziario, un pericolo legittimo per la realizzazione, da lui stesso auspicata, della fusione. Lo stesso dubbio, tra l’altro era già stato da me avanzato, in una nota di qualche mese fa, in relazione alla fusione della grande Cosenza che, atteso il ricorso che i Comuni di Cosenza e Rende hanno fatto al predissesto, difficilmente raggiungerà il perfezionamento. L’importanza della realizzazione di nuovo ente, che nasca dalla fusione di più realtà territoriali, nella fattispecie dei tre più importanti comuni della Sibaritide, se si aggiunge anche Cassano all'Ionio, non può essere messa in discussioni da problematiche contingenti sottovalutate e non esaminate con lo giusto spirito di responsabilità. Più che mettere in discussione o peggio inficiare in qualche modo, quella che potrebbe diventare un’area di rilevanza strategica per la Calabria intera, sia come nuova grande città (che sarebbe la seconda in termini assoluti per numero di abitanti nella regione) sia come porto del Mediterraneo, non fosse altro per le peculiarità che caratterizzano la Città Ausonica e quella bizantina, è meglio soprassedere, così come richiesto dal primo cittadino, e attendere il corso delle cose. Del resto, la conoscenza delle reali condizioni dei bilanci comunali potrebbe suggerire percorsi di fusione più attenti all'interno dei quali rintracciare soluzioni altrimenti non individuabili. Il maggiore rivendicato tempo a disposizione potrebbe, da una parte, sollecitare il Consiglio Regionale a condividere l'allargamento della fusione anche al comune di Cassano all'Ionio, senza il quale il nuovo ente risulterebbe fortemente ridimensionato rispetto alle maggiori aspettative di successo dell'iniziativa; dall'altra a redigere in tempi brevi una proposta di Legge regionale, da me più volte sollecitata, che definisca, tra le altre cose, percorsi istituzionali e amministrativi sicuri per le diverse ipotesi di fusione dei comuni calabresi.
Orlandino Greco
