Forum del Terzo Settore di Catanzaro e Soverato pronti a presentare istanze a Regione

Martedì 09 Maggio 2017 19:01 di Redazione WebOggi.it

“La Riforma del Welfare in Calabria non può essere una cosa per pochi funzionari regionali e per qualche addetto ai lavori”. Con questo slogan oltre cinquanta rappresentanti di Fondazioni, Imprese sociali, associazioni di volontariato e non, appartenenti al Forum del Terzo Settore di Catanzaro e Soverato si sono dati appuntamento alla cittadella regionale per rappresentare alcune istanze di criticità ed incongruenze che ci sono nei documenti e nei regolamenti attuativi della legge regionale sulla riforma del Welfare. L’incontro, fortemente voluto dal portavoce del Forum Giuseppe Apostoliti, si è tenuto nel mentre nelle stanze dell’assessorato regionale alle Politiche Sociali si svolgeva un tavolo tecnico che dovrebbe rendere operativa una riforma del Welfare che invece non sta bene proprio a chi, nel terzo settore, e quindi a diretto contatto con i bisogni dei più fragili, ci lavora ogni giorno. “Visto che il tavolo tecnico era già iniziato – ha riferito Apostoliti - l’assessore regionale alle politiche sociali Federica Roccisano non ci ha potuti ricevere. Ci ha assicurato sul fatto che potremmo essere ricevuti nei prossimi due giorni, anche se aspettiamo fiduciosi risposte per le spiacevoli situazioni che si stanno creando oramai da oltre 10 mesi in cui non abbiamo certezze concrete per le esigenze che più volte sono state rappresentate da un mondo del terzo settore che continua ad essere continuamente mortificato e non tenuto in considerazione”.  All’assessore Roccisano è stato comunque fatto pervenire il seguente documento Le strutture socio-assistenziali del territorio Catanzaro-Soverato, i cittadini che si trovano in stato di difficoltà, le associazioni di volontariato e tutte le organizzazioni del sociali          

CHIEDONO una maggiore attenzione da parte della Giunta Regionale, del Presidente Oliverio e dell’Assessore Roccisano, sulle problematiche connesse allo sviluppo delle Politiche sociali regionale e su tutte le incongruenze e le storture che si sono aperte con questa riforma del Welfare  appena approvato dalla Giunta Regionale calabrese. Vane sono risultate fino ad adesso le osservazioni che sono state fatte da decine e decine di organizzazioni sociali, dal mondo del No Profit che gestiscono le strutture socio-assistenziali della regione e da parte di tanti Comuni che in questi mesi si sono prodigati a chiedere di essere ascoltati dal Presidente Oliverio e dall’Assessore Roccisano, per contribuire a migliorare e/o sanare le tante incongruenze presenti negli atti prodotti dalla Giunta regionale. Tutto il comparto con i suoi operatori e tutti i suoi utenti vivono momenti di grande criticità. Il ritardo ormai atavico dei pagamenti delle rette,sta portando al collasso l’intero comparto,con gravi danni ai soggetti gestori dei servizi,alle utenze alle famiglie e a tutto il sistema del socio-assistenziale. Nel regolamento non solo mancano e non sono nemmeno menzionate le comunità specialistiche di accoglienza minori con problematiche di disagio psichico e comportamentale,  le donne in difficoltà, le rette di tutti i servizi sono al di sotto delle medie nazionali,ma sussistono molte altre criticità ed incongruenze. Siamo convinti che per la realizzazione e l’attuazione della nuova riforma sia indispensabile che la Regione Calabria si faccia carico di elevare il budget destinato al sociale ed elevarlo almeno all’1,5% del bilancio regionale, consentendo anche i comuni nuovi protagonisti della riforma ad affrontare con più serenità la nuova ed importante sfida di civiltà. Si chiede un coinvolgimento di tutti i soggetti  interessati con una consultazione di base degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore nella programmazione, nella organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.  Tutto ciò in accordo con le Amministrazioni comunali e gli Ambiti territoriali che sono nuovi soggetti istituzionali della Riforma del Welfare calabrese. Non ci potrà essere alcuna riforma regionale del sociale senza l’avvio di un decisivo cambio di rotta a partire dalla nomina in maniera stabile del Dirigente regionale del settore Politiche Sociale e la risoluzione dei tanti problemi fin qui sollevati. Per una buona attuazione e funzionamento della riforma è necessario il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti interessati cosi come previsto dalla Legge regionale n. 23. La Giunta regionale  prenda atto che senza tale coinvolgimento si aprirà una stagione di grande conflittualità e confusione con gravi ripercussioni sull’intero comparto dell’assistenza socio-assistenziale della ns. Regione. La Giunta regionale è chiamata a difendere gli interessi dei più deboli, degli ultimi, di quelli che non hanno parola, ma che chiedono di essere tutelati  e salvaguardati dalle Istituzioni democratiche del nostro Paese.


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