
Fondazione Campanella, dipendenti disabili abbandonati al loro destino
Sabato 07 Ottobre 2017 13:30 di Redazione WebOggi.it
A più di due anni dalla chiusura, la Fondazione Tommaso Campanella continua a far parlare di sé. Il licenziamento dei dipendenti, tiene quindi ancora banco. Lo ha ricordato Ivan Mancuso, fondatore del Movimento civico "Parliamone". “La politica, quella che ha fatto chiudere la Fondazione “Tommaso Campanella”, struttura pubblica oncologica di primissimo piano, ma anche quella che durante le ultime elezioni regionali ha incontrato i lavoratori licenziati, promettendo loro soluzioni immediate, - dice Mancuso - deve dare risposte certe ed in breve tempo, altrimenti saranno attivate tutte le possibili procedure legali per consentire agli 11 dipendenti amministrativi licenziati, appartenenti alle categorie protette, di tornare a lavorare e di dare il proprio fattivo contributo a questa sanità “malata” che si trova quotidianamente ad affrontare situazioni gravissime dovute alla nota carenza di personale. La cosa più grave è che questi dipendenti sono gli unici a non essere stati ricollocati perché tutti gli altri (medici, infermieri, oss) sono stati assunti nelle altre strutture ospedaliere attraverso concorsi specifici”. “La disattenzione dei rappresentanti istituzionali nei confronti delle categorie deboli è un fatto ormai acclarato, non per questo - continua il rappresentante di “Parliamone” - dobbiamo abbassare la guardia rinunciando a sostenere ragioni sociali di grande drammaticità, come può essere il lavoro. Ecco perché, in assenza di un immediato intervento che consenta il riutilizzo, da parte delle istituzioni preposte, dei dipendenti della “Tommaso Campanella”, ci attiveremo con ogni mezzo per garantire loro una possibilità di ricollocazione nell’ambito dei servizi sanitari del territorio, o comunque all’interno degli Uffici regionali, così com’è avvenuto per gli ex dipendenti di altre strutture”. “In tale ottica - prosegue Ivan Mancuso - abbiamo già contattato uno studio legale che si è dichiarato disponibile a garantire il gratuito patrocinio a tutti quei dipendenti della Fondazione Campanella, appartenenti alle categorie protette, che intendono attivare possibili azioni nei confronti della Regione, unica responsabile della chiusura del Polo oncologico. La responsabilità regionale, dovuta alla mancata trasmissione e/o riduzione negli anni dei fondi specifici, è nota a tutti ed è emersa anche in sede giudiziaria. Auspichiamo quindi un positivo intervento da parte di chi, direttamente o indirettamente, ha contribuito a far fallire la Fondazione, facendo licenziare centinaia di dipendenti che assicuravano cure amorevoli e altamente specializzate a tanti cittadini calabresi affetti da patologie tumorali. La chiusura della Tommaso Campanella - conclude Mancuso - è stato un grande dramma per tutti. E non solo sotto l’aspetto occupazionale. Sono aumentati i cosiddetti “viaggi della speranza”, le liste di attesa, ma anche le spese pro-capite delle famiglie degli ammalati. Confidiamo quindi nel buon senso delle istituzioni, anche se le azioni sin qui attivate sembrano andare contro ogni ottimistica previsione”.
