
Flash Mob del personale precario dell’Università Magna Graecia
Venerdì 28 Luglio 2017 15:15 di Redazione WebOggi.it
Continua lo stato di agitazione del personale precario dell’Università Magna Graecia di Catanzaro di fronte al silenzio assordante del Rettore Aldo Quattrone che a tre giorni dalla proclamazione dello stato di agitazione non ha inteso ricevere alcuna delegazione delle Organizzazioni sindacali aderenti, unitamente al personale precario. Questa mattina un flash-mob, che ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e di chi era in attesa di entrare nell’Edificio del Campus in cui è ubicato il Rettorato, con tanto di maglietta con l’indicazione “Io sono precario” e “il precariato ti uccide”. Gli obiettivi dello stato di agitazione sono: la stabilizzazione del personale a tempo determinato nel triennio 2018- 2020 garantendo la continuità dei rapporti in essere fino all’avvenuta stabilizzazione; l’attivazione delle procedure previste dal decreto legislativo 75/2017 per il personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa; il monitoraggio del fenomeno del precariato al fine di evitare l’instaurarsi di nuovi rapporti flessibili in sostituzione del reclutamento ordinario previsto dalla normativa vigente. Nessuna risposta hanno avuto le ultime sollecitazioni delle OO.SS., compresa la lettera aperta indirizzata al Magnifico Rettore dal Segretario Generale della Federazione Cisl Università, Francesco De Simone Sorrentino, rispetto alla non-azione del Rettore Aldo Quattrone e del Direttore Generale Roberto Sigilli in ordine alla vertenza sul precariato di Ateneo, che hanno costretto le Organizzazioni Sindacali, tranne una, a dover assumere nella predetta vertenza un nuovo livello di azione che – si sperava- non si dovesse raggiungere, sperando nel senso di responsabilità che dovrebbe contraddistinguere chi detiene il governo di una delle più importanti Istituzioni pubbliche del territorio. Le istanze sindacali volte alla stabilizzazione dei precari dell’Ateneo sono finalizzate a potenziare i servizi all’utenza; servizi, dobbiamo ricordarlo ancora una volta, garantiti fino ad oggi dal prezioso contributo offerto dai lavoratori precari. Le OO.SS. dell’Ateneo stigmatizzano l’indisponibilità ad intrattenere relazioni sindacali costruttive su un problema così importante da parte dell’Università di Catanzaro, a differenza dell’Università di Cosenza ove nonostante la notevolmente minore incidenza del rapporto percentuale fra personale strutturato e personale precario, già da molto tempo si intrattengono relazioni sindacali nell’intento di trovare soluzioni definitive al fenomeno del precariato, con la chiara assunzione di responsabilità da parte del Rettore Crisci che ha già dichiarato la sua massima disponibilità all’applicazione del decreto Madia. I lavoratori hanno il pieno diritto di difendere con tutti i mezzi consentiti dalla legge il loro posto di lavoro e troveranno nelle OO.SS. aderenti alla proclamazione dello stato di agitazione del personale, il pieno sostegno perché parliamo di ben oltre 10 anni di precariato. Di precariato si muore, si muore innanzitutto dentro, soprattutto per l’incertezza del futuro”, come rappresentato al Rettore Quattrone nell’ultima missiva sindacale. La certezza è che la vertenza proseguirà e non si esaurirà finché non verranno accolte le istanze dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione presso l’Ateneo cittadino.
Le OO.SS: USB, SNALS, C.S.A. CISAL, FLC – CGIL, CISL Università, UGL – Università e Ricerca
