Fiorita si sfoga su Facebook

Mercoledì 21 Febbraio 2018 21:13 di Redazione WebOggi.it

E' un lungo sfogo "amaro" quello di Nicola Fiorita, che affida le sue riflessioni postume alle pagine del più celebre dei social network, all'indomani di un consiglio comunale che lo ha visto silente osservatore.

"Quello di ieri è stato un consiglio comunale decisamente strano. Non soltanto perchè si è tenuto nella sala del consiglio provinciale, non soltanto perchè a dirigerlo c'era un Presidente di centro destra - Marco Polimeni - che in quegli stessi medesimi banchi siede normalmente con il centro sinistra, ma soprattutto perchè si è parlato molto di elezioni e poco di città. -esordisce Fiorita su Facebook- Eppure di cose da dire ce ne sarebbero tante, e qualche consigliere di opposizione ci ha provato a spostare il dibattito su depuratore, piscina, gestione del verde pubblico, rapporti con l'anac e via dicendo, ma alla fine il dibattito tornava sempre lì: al 4 marzo".

"Ma qualche cosa interessante è comunque venuta fuori" -continua, snocciolando in quattro punti le incongruenze riscontrate-

"1. La maggioranza continua ad avere problemi interni. Giovanni Merante si è dimesso da vice capogruppo di Forza Italia con motivazioni che sembrano dire ai suoi che si è stancato di fare la badante. Il capogruppo Levato, con i suoi pesanti 1400 voti, resta da solo a dover gestire il ruolo (in verità non consono al numero di preferenze ricevute) di capogruppo".

"2. Il Sindaco, in gran spolvero, ha sfoggiato tutto il suo repetorio di numeri, dati, promesse mirabolanti e accuse agli altri, Da grande manipolatore quale è ha cercato di ribaltare la sua clamorosa sconfitta sulla zes, che segna ancora una volta l'isolamento della città, in un atto di accusa alla regione. Come sempre, nella sua ventennale autoglorificazione, è colpa degli altri se Catanzaro muore".

"3. Il Sindaco, però, ha detto una cosa netta: a Giovino non si costruisce in assenza di un piano strategico di alto livello. L'esatto contrario di quanto affermato dall'assessore in una recente commissione urbanstica. Che dire? per adesso registriamo questa dichiarazione e restiamo con gli occhi ben aperti".

"4. Le elezioni. In un clima surreale, in cui non si capiva chi parlava a chi, i consiglieri della maggioranza si sono esibiti nella glorificazione di Tallini e di Aiello, difensori senza macchia e senza paura della nostra città, magnifica e fedelissima. Peccato che questi due baldi giovanotti siano i protagonisti principali di un ventennio in cui Catanzaro ha perso forza economica, centralità politica e prospettive di sviluppo. Consiglieri dalla memoria corta quelli che hanno dimenticato dove stavano Tallini e Aiello quando Mastella ci privava della scuola di magistratura, quando Reggio calabria diventava città metropolitana, quando l'università abbandonava il centro storico, quando Abramo abbandonava la città per candidarsi alla regione, quando Traversa abbandonava la città per ragioni ancora misteriose, quando i quartieri sud diventavano la scampia calabrese, quando catanzaro veniva tagliata fuori da ogni progetto di sviluppo economico".

Conclude: "Affidare a Tallini e Aiello la difesa degli interessi della città è come affidare a Padre Fedele una bandiera giallorossa. Eppure, ci sono ventuno consiglieri comunali che ci credono (o che fanno finta di crederci ...)".

Ai follower gli ardui commenti.


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