
Fiorita a Tallini: "denigrazione dell’avversario e violenza verbale il suo tratto caratterizzante"
Venerdì 02 Giugno 2017 17:59 di Redazione WebOggi.it
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Non accade mai che il vecchio lasci spazio al nuovo senza provare una tenace resistenza, non accade mai che chi ha gestito il potere – e di quella gestione ha vissuto – accetti facilmente di cedere il passo. Non poteva accadere a Catanzaro, dove il vecchio ha il volto e lo stile dell’on Tallini, che della denigrazione dell’avversario e della violenza verbale ha fatto il suo tratto caratterizzante. Trenta righe di puro fango sono la dimensione del suo timore che Catanzaro possa voltare pagina. Se ne faccia una ragione l’on. Tallini: tutto finisce. Casomai si può decidere il modo. Si può uscire di scena con eleganza o si può chiudere una carriera politica sputando veleno a destra e a manca. L’on. Tallini, evidentemente, ha deciso di essere coerente fino in fondo con la propria storia. Quanto a me, in effetti vengo dal ceto medio, o, se preferisce l’on. Tallini, dalla borghesia. Gli lascio volentieri l’esercizio teorico sulla lotta di classe nel tempo della globalizzazione, a me pare che alle persone interessi non tanto da dove vieni ma soprattutto dove vai. Perché quello che conta non è venire dalla borghesia o dal popolo ma intendere la politica come servizio per il popolo o, al contrario, per se stessi e i propri accoliti. Di una cosa, però, devo ringraziare l’on. Tallini: di aver reso ancora più chiara la posta in gioco di queste elezioni. Ai catanzaresi scegliere se restare ostaggio di vecchi metodi e di vecchie visioni o se, finalmente, aprire le finestre per lasciare che entri l’aria buona. Quella che sa di vita.
Nicola Fiorita
