FdI-An: "La sanità calabrese non può essere scacco al Re"

Giovedì 05 Gennaio 2017 14:42 di Redazione WebOggi.it

Se la risposta del Ministro Lorenzin al question time all’interrogazione dell’on. Roberto Occhiuto (FI) circa l’applicazione automatica del cosiddetto emendamento De Luca, non è stata compresa dal governatore Oliverio, allora c’è il fondato dubbio che siamo in presenza di momenti di confusione, con l’augurio solo di tipo politico. Capitolo chiuso. Sembrerebbe proprio di no! Oliverio ritorna alla carica, invocando il rispetto di una volontà del Parlamento, che vuole assurgere a volontà popolare, quando ben sa, che trattasi del classico “contentino” dal sapore referendario, la cui validazione ha lo stesso valore del contrabbandiere di sigarette. In questi termini appare politicamente un azzardo chiedere la sospensione a Scura del Dca 134/2016 che garantisce i termini di assunzione di 616 unità, in una regione che ha fame di lavoro e dove il diritto, oggi più che mai, deve essere garantito, giammai messo in predicato su una risposta elettorale, viste le scadenze venture, cui Catanzaro non è certamente esclusa. Diversa è invece la valutazione sui Dca 135 e 138 del 2016, che stabilisce i budget per le strutture private erogatrici di prestazioni di assistenza ospedaliera e territoriale, perché secondo noi il dialogo deve essere riaperto e, questo il commissario Scura lo conosce bene, partendo dall’assunto che l’imprenditorialità privata in sanità nella regione Calabria è fatta da persone responsabili, per bene che ben conoscono il loro ruolo e la loro funzione, se vogliamo anche sociale e che, probabilmente sono anche aperti ad un ragionamento di premialità, tali da garantire qualità di servizio, capace di invertire il trend negativo della migrazione sanitaria. In tutto questo la nota stonata, forse pericolosa, incrostata di vecchi metodi e ragionamenti è e resta il governatore Oliverio, capace di mangiare e rimangiare vecchi dogmi, di dubbia legittimità o di opportunità, nel tentativo – sfacciato – di scrivere le tavole sacre del suo modo di fare politica. Ormai abbiamo capito che il governatore Oliverio vuole che il suo verbo venga riportato, però senza commenti, tanto da giustificare le sue continue dichiarazioni di superamento del suo ruolo, in verità abbastanza silenzioso, in buona compagnia dei vari sindacati e di quasi tutti i consiglieri regionali fino ad oggi – cosa che suscita qualche sospetto – in verità riconosciuto da un consenso elettorale, oggi carta straccia, in una logica tutta silana di una continua partita nel tentativo di fare scacco al Re! Il silenzio – in questo caso non degli innocenti – sarebbe cosa buona, non fosse altro per il rispetto dei calabresi, della malattia e perché no, anche di questa terra, maledetta dalla storia e da certa classe politica dirigente.

Alfredo Serrao - Portavoce cittadino Catanzaro – FdI-AN


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