FdI-An: "In Calabria regna il caos, la sanità è l’emblema"

Giovedì 26 Gennaio 2017 15:12 di Redazione WebOggi.it

Confusione, sovrapposizioni, guerre di potere, questo è il clima che si respira all’interno dei palazzi del governo regionale targato Oliverio e in tutto questo la sanità regionale ne è diventata, suo malgrado, il simbolo e l’emblema dello sfascio politico regionale. Questo non siamo noi a certificarlo, sarebbe troppo scontato. Lo certifica, oggi dopo un lungo periodo di silenzio siderale, il sindacato Cgil, che scopre l’inefficienza del Dirigente Generale del Dipartimento regionale alla Salute e scopre, sempre oggi, fatto straordinario nei termini di un ragionamento di parte, che poi Scura non è il vero problema! In questo clima di rinnovato buonsenso, sperando nella sua durata temporale, resta però il solito peccato originale di certo sindacato: che considera “parlamentare” ogni forma di protesta dei lavoratori se da questi organizzato, mentre diventa “extra-parlamentare” se la protesta dei lavoratori avviene fuori dalle sigle sindacali. Questo è un errore pericoloso in termini, perché considera il lavoro un fattore di scambio, ma soprattutto classifica in termini eversivi la libera impresa, anche in sanità, dimenticando il dettato Costituzionale che ne riconosce la valenza. Quella Costituzione che è stata difesa da una certa delegittimazione anche dai sindacati stessi (?) Ma queste restano parole vuote di contenuto, se non si ha il coraggio di capire che i tempi sono cambiati e che, un certo tipo di politica, di sindacato, di gestione manageriale, anche e soprattutto in sanità, diventano marziani se non riescono a capire la mutazione dei processi di formazione e di informazione dei cittadini. In questi termini appare facile, applicando la regola del buonsenso, capire ed agire come correggere il panorama sanità in Calabria, partendo da un solo dato significativo: quello della migrazione sanitaria. A tal proposito chiediamo al Dipartimento Regionale alla Salute e quindi a Fatarella - dirigente contestato – di rendere pubblici i dati della migrazione sanitaria degli ultimi dieci anni, come valori disaggregati per patologie e soprattutto indicando le Asp di partenza e di destinazione della migrazione sanitaria calabrese. Scopriremo forse (?) sulla scorta dei numeri, che la sanità privata non è un vulnus e che può essere volano di sviluppo mettendo in competizione di qualità quella pubblica; che le proteste di territori, lavoratori e imprenditori hanno un senso; che in sanità la parola integrazione non è una parolaccia, se difende professionalità consolidate e mette in rete strutture esistenti; ma in particolare scopriremo che un tipo di politica e di sindacato deve passare dalla critica asettica al buonsenso nell’agire. Capiremo e capirà anche il presidente Oliverio che deve ritornare a fare il governatore –atteso che l’abbia mai fatto – facendosi una ragione che in sanità c’è già un autorità regale per investitura governativa, per cui sarà utile che anche lui – il governatore – canti la canzone anglosassone…Good save the King!

Alfredo Serrao – Portavoce cittadino Catanzaro – FdI-AN


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