FdI-An: "Catanzaro e l’epoca coloniale"

Sabato 04 Febbraio 2017 13:47 di Redazione WebOggi.it

Catanzaro e l’epoca coloniale, sembrerebbe una pagina di storia da leggere? No, sbagliato. E’ la pagina di brutta storia che qualcuno sta tentando di scrivere sulla pelle di questa città, mitigandola in un politichese scritto e non parlato, di senso civico, di valore sociale e di associazionismo. La verità, purtroppo è un’altra. E’ una verità che non è civica o civile dire. Dove però il senso di civiltà prende un sonoro schiaffo in faccia, quando civiltà si coniuga con democrazia, ma soprattutto quando questo valore, la democrazia, nelle mani di presunti politici – dove il termine di presunzione è valore di cortesia verbale – si trasforma in money-crazia (?), dove il valore del cosiddetto “dollaro” presente o futuro, diventa motivo e strumento di costruzione di un progetto politico “alternativo”, più facilmente rappresentabile come strumento consortile (!) Già è questa la verità. Una verità che non potrà essere sottaciuta e che, magari in campagna elettorale, darà il giusto senso alle cose, farà capire ai catanzaresi che su un progetto di “consorzio” giustamente fermato, si è consumata una frattura, che qualcuno vuole dichiarare politica, ma che poi in verità tanto politica non è… Allora su tutto questo appare giusto, per chi se ne ascrive il presunto merito, stracciare la dignità politica e democratica di scelta di una città – Catanzaro – dando luogo a nuovi modelli di aggregazione politica. Oggi il “modello Cosenza” o del cosiddetto caciocavallo: dove è rimasto il cacio, visto che il cavallo, schifato, è già fuggito. Mentre ieri era in voga il “progetto Reggio”: la storia ci ha restituito il conto anche con gli ultimi sviluppi. Noi restiamo fermi alla nostra storia. Restiamo fermi ad un valore di storia che si scrive con i cittadini, su un impegno di onore quello sottoscritto dal sindaco Sergio Abramo con questa città. E restiamo ancora di più fermi su queste posizioni, quando la democrazia viene messa in subordine da dirigenti politici che si dichiarano catanzaresi – visto che ora abbiamo il fondato dubbio – che (s)vendono quote di sovranità cittadina usando comportamenti al limite dell’aggiotaggio, alzando o abbassando strumentalmente il valore delle quote di un qualcosa che immaginano al loro orizzonte, che per noi resta un sostantivo maschile, ma che per loro si chiama…”consorzio”. Se questi sono i modelli, scusate, noi preferiamo il nostro di modello: quello che si chiama “modello Catanzaro”, che resta ancorato alle scelte dei catanzaresi, che non vuole essere colonizzato e che soprattutto non attribuisce valore, oltre il limite dignitosamente riconosciuto, al denaro.

Fratelli d’Italia-AN Catanzaro


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