FareperCatanzaro: "Via Fares, dissesto che ha portato ad una situazione insostenibile"

Mercoledì 06 Giugno 2018 12:39 di Redazione WebOggi.it

L’espressione “case popolari” attiva, nell'immaginario comune alimentato spesso dai pregiudizi, l’idea - certamente scorretta - che siano abitate da persone di livello economico, scolare e intellettivo prevalentemente basso. Addirittura, è luogo comune ritenere che “le palazzine delle case popolari” (così definite anche dalle istituzioni) siano in realtà dei quartieri “a sé”, rioni qualche volta malfamati, spesso abbandonati nella confusione dell’autogestione. Siamo a Via Fares, dove anche qui divampa la protesta dei residenti del palazzo della casa parcheggio gestita dal Comune. Un cortile condominiale completamente consegnato all'abbandono, alla puzza, alla sporcizia e al rischio di cadere e farsi male da un momento all'altro. Un dissesto che ha portato a «una situazione insostenibile – raccontano i residenti che abbiamo incontrato; continuiamo a chiamare il Comune per sistemare questo disastro ma non si fa altro che rimandare. Tali spazi sono occupati da cumuli di materiali di vario genere e natura. Ma soprattutto, si denuncia l’invasione di insetti blattoidei di vario tipo che avrebbero lasciato larve e depositato uova. Anche dai condotti della fognatura, escono non solo blatte, ma anche topi, e spesso il piazzale si trasforma in un ristagnare di acqua maleodorante e contaminata. Come se non bastasse, le palazzine presentano lesioni strutturali visibili anche in lontananza creando un pericolo per i residente che potrebbero essere colpiti dalla continua caduta di calcinacci. Anche l’apparato di sollevamento risulta essere costantemente fuori uso, anche a causa di condomini incivili, che però, causano gravi disagi a chi ha bisogno di cure ed abita ai piani alti. Insomma, qui vi è un cambio di rotta: la straordinaria manutenzione ora spetta agli inquilini, in barba alla legge che stabilisce che è dovere del locatore, nella fattispecie del Comune di Catanzaro, la “manutenzione straordinaria della rete di fognatura”. La verità, estremamente palese, è che il pregiudizio sulle case popolari, sullo stato in cui versano e in cui vivono gli inquilini, non dipende esclusivamente dal livello degli stessi inquilini, ma è soprattutto direttamente legato al menefreghismo con cui l’edilizia popolare e le persone vengono considerate dalle istituzioni. In fondo, i più pensano: “già ti assegna una casa, cosa vuoi di più?”. A nulla serve controbattere che per quell'appartamento la famiglia ha presentato una istanza, dimostrando di avere i requisiti di assegnazione, violati da chi occupa abusivamente qualche alloggio. A nulla serve neppure dichiarare di pagare regolarmente un canone di affitto; né serve - ancora peggio! - far riferimento all'art. 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Che, a voler essere precisi, stabilisce al comma 1: “Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.” Agli inquilini della palazzina della casa parcheggio di Via Fares non resta che armarsi di scoponi e dividersi in due squadre: una colpirà, sperando di ucciderle, le blatte nere; l’altra tenterà di inseguire e far perire quelle rosse alate. Che vinca il migliore, mentre i topi tiferanno per tutti guardandosi lo spettacolo, in attesa che il Comune e l’assessore alle politiche sociali intervenga tempestivamente per ridare una condizione di vita dignitosa ai residenti.

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