
FareperCatanzaro: Maddalena torni ad essere una scuola
Venerdì 30 Novembre 2018 11:03 di Redazione WebOggi.it
Quando si dice, come nel caso del Sindaco Sergio Abramo, nella nota stampa del 04/07/18, la Maddalena, è un fabbricato fatiscente, brutto, privo di significato : quindi abbattiamola, si commette un'atto di arroganza culturale che allo stato attuale non può essere sopportato.
L’uomo che ha vilipeso una città, portandola agli ultimi posti di tutti gli indicatori economici e sociali, gridava ai sette venti i soliti ed infondati proclami “un milione e 900mila euro per abbattere e ricostruire l’edificio dell’ex scuola Maddalena, dichiarato inagibile da anni, e ospitarvi alloggi delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. Un altro passo avanti, sempre e solo secondo lui, per il ripopolamento e il rilancio del centro storico del capoluogo che in questo modo, avrebbe ridato un nuovo aspetto e nuove funzioni, in totale sicurezza, a un immobile abbandonato.”
Oggi, dopo la pronuncia della Sopraintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio sulla scuola Maddalena, che attesta che bisogna invece mantenere integro il prospetto che da su largo Marincola Cattaneo e quello che dà su Via Carbone, assistiamo al tentativo del “politico” che è maestro di tecniche ipnotiche, che fra una promessa e l’altra, che puntualmente non vengono mantenute, ed i soliti tagli del nastro, di sovvertire le parole, (che ricorderemo sempre che erano parole), di cambiare le carte in tavola, dimenticando invece di affrontare i veri problemi di Catanzaro che, intanto sprofonda al 95° posto come qualità della vita.
La Maddalena torni ad essere una scuola, e non faccia la fine della Scuola Mazzini abbandonata anch’essa al degrado, dopo le solite annunciazioni di Abramo e Longo del 19/01/2017 o della Scuola Chimirri.
Senza la voce dei bambini le città sono morte.
Potrebbe essere anche l’ispirazione per un romanzo alla Stephen King. Una città perfettamente sterilizzata dalla presenza dei bambini, via dalle strade e dai giardini, dai ristoranti e dai cinema. Una città abitata solo da adulti, o meglio da vecchi ancora in salute, dediti ai loro piaceri e ai loro passatempi senza impegno né scadenza. Una città senza il vociare dei bambini piccoli all’uscita dalle scuole o dagli asili, finalmente liberati dalle angustie degli spazi scolastici, quando esplodono con fuochi d’artificio, festosi e acuti. Una città senza le biciclette, i passeggini, i monopattini, gli skateboard. Una città compostamente in silenzio, come i silenzi assordanti dei tanti Sabato neri di un luogo e di una città che forse non c’è più.
Caro sindaco, la vita quotidiana reclama risposte, e le ricordiamo che la politica che è l’arte della soluzione dei problemi di una comunità non dipende solo dal consenso elettorale, che lei non ha, ma da una reale volontà di affrontare e risolvere i nodi del vivere civile che attanagliano Catanzaro, che invece vive una brutta pagina politica dedita alla spartizione delle poltrone in vista delle elezioni regionali.
Non abbiamo bisogno di lei e dei suoi pretoriani, ma di gente che pensi, che progetti, che non si plasmi a seconda delle stagioni e che sappia coltivare sogni.
#fareperCatanzaro
