Fallimento Us Catanzaro, Poggi: "Subiti attacchi ed invettive di ogni genere"

Domenica 29 Ottobre 2017 19:00 di Redazione WebOggi.it

Il sottoscritto Massimo Poggi Madarena, alla luce dell’esito del processo penale, relativo al fallimento dell’U.S. Catanzaro S.p.A., è a richiedere la pubblicazione del presente comunicato, chiedendo espressamente di dare risalto al medesimo, avendo in questi anni dovuto subire, da più parti, attacchi ed invettive di ogni genere,  su presunte responsabilità, ormai fugate e dissipate integralmente dal Tribunale Penale di Catanzaro, con sentenza pronunciata all’udienza del 26.10.2017. “Dopo undici anni d’indagini, con grandi strumentalizzazioni (e forti violenze) di ogni genere, utilizzate per aizzare tifosi e distorcere la verità, anche il Tribunale penale, dopo ordinanze e sentenze tutte favorevoli da parte del Tribunale Civile, del Tribunale del Riesame e della Cassazione, ha, finalmente, assolto tutti gli amministratori che si sono succeduti nella gestione dell’U.S. Catanzaro, nel periodo 2003-2006, dai gravi capi d’accusa mossi dalla Procura. Solo l’interpretazione - molto discutibile - di una operazione contabile, che  il Tribunale Civile di Catanzaro aveva ritenuto corretta, ha portato ad una condanna residuale nei confronti di Claudio Parente, con pena sospesa e non menzione. Tra l’altro, trattasi di quell’operazione contabile che permise il ripescaggio in serie B del Catanzaro, regolarmente autorizzata dal Collegio Sindacale e dalla Covisoc. Quindi, si sono rilevate false ed infondate, tutte quelle ipotesi di reato, relative a presunti ”insussistenti lavori allo stadio, a false sponsorizzazioni, a stralci di crediti inesigibili dal bilancio, a truffe finalizzate a ricevere contributi della lega”, su cui, per anni, in tanti hanno fantasticato; soprattutto ed in specie, coloro che avevano interesse a distorcere la verità dei fatti e degli atti che, durante il processo, hanno, invece, dimostrato come l’impegno economico e la grande passione  del sottoscritto, di Claudio Parente, siano stati reali ed imponenti. Al riguardo, sarebbe - come sarebbe stato - sufficiente, per chi avesse (ancora nutrito) qualche dubbio residuo, consultare le perizie depositate in Tribunale e redatte dai consulenti contabili, nominati dalla Procura. Ancora, si precisa, per chi non abbia o non avesse ben capito, come la mancata iscrizione al campionato di serie C1, non sia dipesa da motivazioni finanziarie, ma da quei “motivi” – o meglio quel “motivo” - che tutti conoscevano (e che, tuttavia, hanno sempre fatto finta di ignorare), e che noi abbiamo sempre denunciato in ogni sede. Un “motivo” fatto di estorsioni, minacce e via dicendo che fummo costretti a subire. Spero, pertanto, che la decisione del Tribunale Penale di Catanzaro metta, in modo definitivo, la parola fine alle artefatte ed inverosimili ricostruzioni di quel periodo, che comunque ci aveva regalato grandissime soddisfazioni sportive e sociali, prima di imbatterci (purtroppo e per nostra sventura)  con” soggetti” e/o “motivi”, che avevano a cuore ben altri fini, rispetto all’amore per una  squadra di calcio. Ciò detto, valuterò con i miei legali, le opportune azioni risarcitorie da esperire nei confronti di coloro che avrebbero dovuto ricercare e ricostruire la corretta e reale verità dei fatti, sottesi alle dinamiche di questo processo e che invece, hanno, paradossalmente,  contribuito ad un totale (e gravissimo) travisamento degli stessi. Mi corre, altresì, l’obbligo di ringraziare mia Moglie ed i miei Figli, per il continuo sostegno ed appoggio incondizionato ricevuto; tutti i miei parenti, i cari amici, e tutti quei dipendenti e collaboratori, che sino ad oggi, hanno manifestato al sottoscritto una vicinanza, un affetto encomiabile ed una fiducia illimitata; i miei legali Avv. Antonella Canino ed Avv. Francesco Gambardella, nonché l’Avv. Giacomo Maletta, gli Avv.ti Armando e Clara Veneto, per aver saputo affrontare e chiarire questo delicato processo, con impegno, dedizione e professionalità. Sono certo, e lo dico perché ci credo veramente, che a breve anche la valutazione della residua imputazione (comunque già derubricata) al Dr. Parente, sarà finalmente chiarita in secondo grado, come è giusto che sia. Infine, a corredo di questa fattispecie, per far meglio comprendere quanto accaduto, vissuto e sofferto, vorrei citare una frase, ascoltata durante l’accorata arringa finale dell’Avv. Maletta, che ha estremamente colpito l’animo del sottoscritto e di tutti i presenti in aula: “…MEGLIO FALLIRE CHE ACCETTARE COME SOCIO DI MINORANZA UN MAFIOSO CHE PORTA CAPITALI FACILI MA CHE POI ASSUME COMPLETAMENTE IL CONTROLLO DELL’AZIENDA ...”. Frase estrapolata (ed inserita perfettamente nel contesto processuale), da quanto il Procuratore Capo della Repubblica del Tribunale di Catanzaro, Dr. Nicola Gratteri, Persona di grandissimo spessore umano e culturale, ebbe a dire durante una seduta del Consiglio Comunale di Modena, a cui lo stesso era intervenuto nel 2013 e che vale, a parere di chi scrive, come autentico e doveroso epilogo, ed al contempo anche quale segnalibro, di questa triste ( e dolorosa) vicenda.

Massimo Poggi Madarena  


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