
Elezioni: Molinari rinuncia alla corsa per le politiche di marzo
Martedì 30 Gennaio 2018 19:40 di Redazione WebOggi.it
Nonostante mi fossi reso conto di quanto negativa fosse la legge elettorale proposta, in essa avevo intravisto una possibilità, per tutte le forze politiche, di cambiare le proprie rappresentanze, in un ultimo sforzo di "autoregolamentazione".Obbligati - non avendo consentito l'introduzione delle preferenze - perché non potevano più scaricare la responsabilita sugli elettori attraverso la "via di fuga" del voto disgiunto. La parte maggioritaria, con il conseguente confronto diretto dei candidati all’uninominale, avrebbe potuto innescare un principio di" pulizia ", comportando una scelta, non già sulla base di una appartenenza partitica, ma di una fiducia conferita alla persona. Una sorta di preferenza indiretta obbligata, che non solo poteva rappresentare uno stimolo alla scelta per l’elettorato, ma anche una chance di composizione di liste per la quota "proporzionale" del meglio della classe dirigente da proporre al voto Ahimè così non è stato. Per l’ennesima volta i partiti e sedicenti movimenti, hanno dimostrato che il giudizio dei cittadini poco conta; l’ obiettivo è esclusivamente il consenso e non la qualità. Non importa che i voti provengano da ambienti di corruzione (o peggio) o clientelismi ormai storici, ciò’ che conta è la garanzia di percentuali, anche minime, per poi accordarsi a elezioni finite ed usare le candidature come una sorta di casting per comparse, destinate ad essere relegate ai margini del tavolo in attesa di briciole. E se aumenta l'astensionismo, ancora meglio per i “ pacchetti di voti” che avrebbero un assoluto monopolio. Dalla mia, avendo scelto di fare politica come servizio al cittadino, ho preferito la strada della rinuncia ad un posto offerto, in mezzo ad un vero e proprio delirio andato in scena in queste ultime settimane. Un tornado che esclude le possibilità a chi la Politica vuole esercitarla come missione . Ho preferito perciò tornare agli affetti ed al lavoro, unica alternativa, per chi come me ha peccato e pecca di “ingenuitas”, la peggiore delle colpe per un politico. Coltivo in me la speranza, che prima o poi, torni ad essere un valore. Continuerò comunque a fare politica (in quella piccola casa pulita che ho trovato IDV, se possibile), perché come insegnava il compianto prof. Avv. Gullo << non c’è nulla di perso, se salda l'etica dell'impegno>>.
Sen. Avv. Francesco Molinari
