
Elezioni, Associazioni di Categoria incontrano i candidati al Senato (VIDEO)
Giovedì 01 Marzo 2018 12:19 di Redazione WebOggi.it
Proseguono gli incontri tra le Associazioni di Categoria (Confcommercio, Confagricoltura e Confartigianato) ed i candidati alle ormai prossime Politiche del 4 marzo. Dopo il primo "question time" dello scorso lunedì con i candidati alla Camera, questa é stata la volta dei candidati al Senato, convocati a Palazzo di Vetro per rispondere alle molteplici domande circa il mondo del commercio e nello specifico le sorti degli esercizi di prossimità e dei piccoli e medi imprenditori, dell'artigianato in bilico tra l'inabissamento ed il recupero 4.0 della categoria, e quello dell'agricoltura che -se messo a regime- potrebbe definitivamente essere il settore trainante -assieme al turismo- della nostra Calabria nel panorama non soltanto nazionale, ma internazionale. Certo, discorsi già sentiti e risentiti negli ultimi decenni, mitologici cavalli di battaglia nell'oratoria della politica locale, ma per chi non getta la spugna, per chi non cede alle sirene della disillusione, questi temi restano quel valido pretesto per recarsi alle urne. Snoccioliamo ora le questioni affrontate, non prima di aver presentato chi ha risposto all'appello delle Associazioni. A sedere tra i banchi del consiglio provinciale, c'erano: per il centrosinistra Aquila Villella candidata con il PD, Nicola Morra (già senatore) per il Movimento 5 Stelle, per il centrodestra Vitaliano Gemelli (Noi con l'Italia). Andiamo alle domande. Quali sorti per l'agricoltura calabrese? Il nostro olio d'oliva, le nostre clementine: é finalmente il momento di restituire dignità ai nostri prodotti in un'ottica commerciale internazionale?
MORRA: "Se vogliamo privilegiare i nostri prodotti che devono garantire comunque alti standard qualitativi, puntualmente assoggettabili a controllo, dobbiamo in prima battuta combattere contro le politiche commerciali che vedono la grande distribuzione organizzata distruggere la rete delle PMI. L'emergenza dell'agricoltura é una costante di ogni anno in questa regione. Bisognerebbe altresì emettere in sede regionale un qualche provvedimento che preveda all'interno di ogni ufficio pubblico, scuola, ospedale, un distributore di prodotti a kilometro utile in alternativa alle classiche macchinette che distribuiscono snack e bevande. Si guadagnerebbe in termine di salubrità di prodotto ma anche in termini di stabilità di valore del prodotto nella zona in cui è consumato. Proprio in funzione della volontà di garantire il riconoscimento della qualità dei nostri prodotti, dovremmo imporre sul mercato prima gli stessi nostri prodotti, poi quelli di provenienza marocchina o tunisina o comunque estera"
GEMELLI: "Sono dell'idea che non si possano bloccare i trattati internazionali e non si possa ricorrere al protezionismo, poiché quella del protezionismo è una garanzia vuota e di valenza provvisoria. Sono due gli aspetti che oggi ci possono far vincere: la qualità e le reti. Aspetto necessario è che i nostri prodotti siano riconosciuti qualitativamente. Conseguentemente la Regione dovrebbe impegnarsi a costruire e supportare i produttori in rete, creando così un marchio regionale per l'olio d'oliva, le clementine o altri nostri prodotti locali. Comprendo che le grandi reti vadano all incanto ed il mercato ceda davanti a prezzi inferiori. Ma se c'è una maggiore massa critica, sfido qualsiasi grande distribuzione a non voler offrire sui propri scaffali il locale prodotto migliore". Sulla base di una serie di preoccupanti dati statistici, quali strategie adottate per lo sviluppo delle PMI in un'ottica di salvaguardia dei negozi prossimità?
VILLELLA: "Ho la sensazione che negli ultimi tempi ci sia un ritorno alle piccole realtà ed alle relazioni personali tra chi acquista e chi vende. Perciò concordo nel pensiero secondo cui non dovremmo agevolare i centri commerciali ma incentivare i centri urbani. I piccoli locali commerciali dovrebbero rivitalizzare i centri storici. La Calabria, ora più che mai, necessita che i ristoratori e gli albergatori si mettano in rete, una rete turistica".
GEMELLI: "Il problema del commercio in Calabria è un problema di capacità di reddito dei cittadini. Nessuna rete di commercio può valere se non si creano nuovi posti di lavoro che, conseguentemente, aumentano la capacità di reddito e di spesa. In questo sarebbe fondamentale la Regione, che dovrebbe supportare una serie di iniziative ed incentivi su attività che diventano poi oggetto di commercio. Ad esempio, la sequela di capannoni chiusi nelle nostre aree industriali degli anni '70, i kilometri di costa mai presi in considerazione per lo sviluppo della nostra vocazione turistica. Abbiamo riempito le nostre coste di seconde case ma se ci fosse stato un grande albergo ogni 5 Km, oggi ci sarebbe stato un mercato del turismo enorme che avrebbe interessato l'utenza probabilmente a livello europeo. Poi abbiamo il problema del credito, irrisolto per quanto riguarda il commercio. Occorre uno strumento di credito mirato a rafforzare il commercio ed il sistema economico e sociale".
MORRA: "Siamo di fronte ad un formidabile attacco condotto dal capitalismo finanziario anonimo nei confronti di strutture produttive tradizionali prossime al collasso. Fare la spesa nei grossi centri commerciali dalle nostre parti significa sottrarre valore a questi territori e fare l'esatto contrario di ciò che facevano i nostri nonni con le rimesse degli emigranti, quando la forza lavoro mandata all estero restituiva valore per mezzo delle rimesse. La nostra non è una guerra tra grandi e piccoli, ma una lotta per sopravvivere. Non abbiamo ancora capito che il sud è oggi a rischio desertificazione: i dati statistici sono preoccupanti e dimostrano che non abbiamo più popolazione giovane qui residente. Il nostro territorio non è più in grado di essere attrattivo anche in segmenti una volta attrattivi come l'edilizia o l'agricoltura. Dobbiamo prendere quindi il toro per le corna e, dove possibile anche con regolamenti comunali, dobbiamo ostacolare la realizzazione di grandi aree commerciali che a livello sociale prima ancora che economico producono un danno enorme. Penso ad esempio al degrado urbano subìto dai centri storici che nei tempi hanno visto allontanarsi tutte le attività che erano il loro fiore all'occhiello. Dobbiamo ribadire come modello prioritario quello dei "tanti piccoli Davide" che dovranno imparare a far rete che fronteggino l'attacco dei vari "Golia", operatori internazionali. Si tratta di fare valutazioni di natura sociale ancor prima che di natura macroeconomica e finanziaria. Dobbiamo trattenere valore". Calabria e innovazione di sistema, nel rispetto della specificità. Quale potrebbe essere il giusto provvedimento atto a garantire il futuro 3.0 all'Italia ed alla Calabria ma non con riferimento al solo digitale, piuttosto pensando ad una lettura multiculturale e multietnica. Quale la chiave di volta di un processo in questo senso riorganizzativo?
MORRA: "I risultati si ottengono dove si impiega il più alto tasso di innovazione. Solo così puoi diventare il monopolista di un segmento di mercato e far sì che tutti cerchino il tuo prodotto. Bisogna investire in innovazione, conoscenza, istruzione, formazione, e ne abbiamo gli strumenti di legge per poterlo fare. Ad esempio avevamo il microcredito, che stava prendendo piede anche in Calabria con qualche risultato però bisogna essere disposti ad aprirsi all'innovazione, sposare dei modelli. Dovremmo leggere tra le pagine di molti sociologi che hanno profetizzato la fine dei lavori tradizionali, che però può essere compensata con innovazione e cultura. In questa regione la formazione professionale purtroppo non dà da lavorare ai ragazzi, piuttosto fornisce ai magistrati materiale per le inchieste. Abbiamo 796 km di costa, eppure abbiamo pochi istituti turistici ed i giovani calabresi continuano a laurearsi in giurisprudenza. Se investiamo in capitale umano, in intelligenze, mettendo però a disposizione gli strumenti, quali ad esempio la banda larga, la rete, anche nei piccoli centri montani, possiamo ottenere risultati".
VILLELLA: "É ormai chiaro che dobbiamo fare i conti con una società multiculturale e che vi sia necessità di integrazione tra le diverse culture, checché ne dica Salvini. Questo governo ha già dato dei risultati positivi. Il nostro sistema non ha bisogno di ulteriori disposizioni normative, il nostro é un sistema già completo. Stiamo crescendo ma non ce ne stiamo accorgendo. E lo stiamo facendo in questo senso grazie alle startup innovative, ad oggi anche in collegamento con gli atenei. Sono stati stanziati 128 milioni di euro per le università, vari finanziamenti per il diritto allo studio, corsi di formazione e borse di studio per agevolare l'accesso alla formazione. Questa regione sta già investendo in ricerca e innovazione". GEMELLI: "Più che di una legge nazionale, forse avremmo bisogno di un intervento della Regione che valorizzi le produzioni locali di nicchia ma caratteristiche. Poi ovviamente questi prodotti, una volta realizzati e valorizzati localmente, hanno bisogno di una rete di distribuzione adeguata che consenta di lavorare in ambito nazionale. Relativamente al microcredito dico di no, piuttosto avremmo bisogno di una cassa rurale e artigiana rivisitata a livello nazionale". Infine, come formulare una nuova legge sul lavoro agricolo che dia competitività e crescita a questo settore strategico per l'intera nazione e, per il commercio, quali iniziative in tema di legalità volte alla salvaguardia della sicurezza delle PMI e ad una fiscalità che non sia opprimente?
MORRA: "Dobbiamo difendere la dignità del lavoro e salvaguardare anzitutto quell'imprenditore che assicura condizioni di lavoro dignitose. Dovremmo domandarci perché immigrazione regolare e irregolare diventa serbatoio da cui attingere per lavori stagionali e molto spesso sottopagati, e perché vi sia ancora un'alta richiesta di lavoro nero. Credo sia una responsabilità di filiera. Se si permette a qualcuno di dettare il prezzo in maniera monopolistica, si scatena una guerra al ribasso che fa vittime su tutti i fronti, ivi compresi quelli imprenditoriali. Se noi vogliamo salvaguardare la dignità del lavoro dobbiamo operare affinché margini dignitosi vengano garantiti a tutti quegli imprenditori "sani". Quanto ai temi della fiscalità e della legalità: molto spesso per noi tutti lo Stato è soltanto un esattore e predatore. Al contrario del cittadino dell'antica Roma, che con orgoglio si proclamava 'civis romano', condividendo in toto le scelte della Repubblica, negli ultimi decenni qualcuno ha giocato per disincentivare la partecipazione e diffondere un'idea di democrazia oligarchica. Per ottenere una fiscalità più equa dobbiamo ricordarci che la fiscalità deve essere condivisa in progressività. Inoltre in Italia c'è un problema, c.d. 'evasione fiscale' che sottende un più grave problema, quello della 'elusione fiscale', Che paradossalmente avviene nel rispetto della norma. Se facessimo pagare tutto a tutti, anche e specie ai soggetti più grandi, probabilmente il piccolo esercizio di prossimità potrebbe averne un immediato beneficio fiscale. Dobbiamo innescare poderose dosi di fiducia, ma in uno Stato diverso. Questo paese è morituro, sta a noi decidere di cambiare. E infine un appunto: non si può fare parte di un'Unione di Stati se qualcuno di questi prova a fare il furbo con la fiscalità. Va bene la visione di un'Europa come una grande società per azioni, ma prima dei diritti degli azionisti bisognerebbe guardare a quelli delle persone".
GEMELLI: "Il sistema è andato in tilt. La nostra Costituzione parla di progressività, dunque basterebbe individuare le categorie per le quali si possono creare dei vantaggi. e lavorare per realizzarli. Sono sostenitore dell'idea per cui chiunque sostenga una spesa e ne richiede una ricevuta, può testimoniarlo al fisco e fa sì che tutti la richiedano e quindi tutti dovranno documentare l'esborso fatto e in parallelo l'introito. Questo é uno strumento che può ridurre drasticamente l'evasione fiscale, anche del 90%, e che può essere corretta con leggi semplici e chiare e con meccanismi controllabili".
VILLELLA: "Sono d'accordo sul tema della dignità sul lavoro: anche il lavoro agricolo ha necessità di dignità. La legge sul Caporalato va proprio in questa direzione. Se tutti pagassero le tasse per come devono essere, tutto si risolverebbe. La progressività è un concetto fondamentale per questo governo. Sulla legalità, certo la ndrangheta comprime le imprese. Però ci sono associazioni importanti, come ad esempio quella antiracket, che si muovono contro ed invitano incessantemente a denunciare. Solo in questo modo si può uscire dalla morsa della criminalità organizzata".
IN CONCLUSIONE: profondamente interessanti e articolati gli spunti di Morra, che ben argomenta i capisaldi del suo pensiero. Segue in moderato testa a testa Gemelli, al cui centrodestra però avrebbe fatto bene anche un'altra voce a sostegno. Grande assente, infatti, il senatore Aiello. Villella molto striminzita nell'argomentare le sue risposte sui temi della giornata, che trovano forse anche meno spazio delle parole a difesa dell'ultimo governo regionale. Proprio da lei ci si aspettava una marcia in più, quanto a dialettica e contenuti, specie per chi la conosce nei panni di una brillante docente di diritto. Ora bando alle ciance. È quasi giunto il tempo di impugnare le matite elettorali. Buon voto!
