
Elezioni a Catanzaro: un voto amministrativo nel solco dei valori della Carta Costituzionale
Giovedì 27 Aprile 2017 10:11 di Redazione WebOggi.it
Non è intenzione dell’ANPI entrare nel merito delle competizioni elettorali e delle scelte dei singoli partiti. Le elezioni – a qualsiasi livello – rappresentano comunque un momento di partecipazione di cittadine e cittadini su cui si ritiene necessario esprimere qualche riflessione. Non ci sono dubbi – purtroppo – sulla disaffezione alla politica e sui giudizi impietosi di moltissime persone all’operato dei partiti e delle classi dirigenti in generale. Proprio per questo una Associazione come l’ANPI non può che essere preoccupata sullo stato della democrazia nel nostro paese. Si tratta dunque di sottolineare alcune cose da non dimenticare nel prossimo mese di giugno quando i catanzaresi saranno chiamati ad eleggere il Sindaco della Città ed a rinnovare, aspetto altrettanto importante ma spesso in secondo piano, la propria rappresentanza nel Consiglio Comunale. Pur trattandosi di elezioni amministrative, come sempre ed inevitabilmente accade, la partecipazione al voto non potrà essere richiesta esclusivamente con argomentazioni, seppur fondamentali, di carattere localistico, ma dovrà necessariamente dare risposta alle questioni di carattere globale che attraversano il nostro tempo, i nostri luoghi, la nostra vita. Certamente anche il tempo, i luoghi, la vita della Città di Catanzaro, che non è però un’isoletta staccata dal contesto generale. A chi si candida ad amministrare la Città per i prossimi 5 anni, a chi ritiene di poter rappresentare interessi ed istanze nel prossimo Consiglio Comunale del Capoluogo di Regione, ai catanzaresi che sono chiamati a dare il proprio voto, l’ANPI intende ricordare che sono trascorsi 70 anni da quando l’Assemblea Costituente - il primo Parlamento eletto in Italia con suffragio universale - ha approvato con ampio consenso ed un voto significativo (85%) la Costituzione della Repubblica Italiana. L’Italia era appena uscita a pezzi dalla tragedia della II^ guerra mondiale, che il regime fascista aveva dichiarato alleandosi alla Germania nazista, con obiettivi di conquista di un fantomatico impero fondato sulla tirannia e sull’odio razziale. Il nostro paese, 70 anni fa, è riuscito a rifondarsi dandosi una Costituzione, i cui princìpi e valori hanno bisogno di essere ripresi, riaffermati e rivalutati, per poter superare la grave crisi economica, sociale, politica e morale che sta attraversando. E non si pensi minimamente di relegare la Costituzione negli archivi storici. Va rispettata e attuata anche nella nostra città. L'art. 1 della Costituzione dice che la nostra è una Repubblica democratica. Democratica vuol dire governo di molti e non di pochi e partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Pertanto, la Costituzione - tutti i suoi princìpi e valori contenuti nella prima parte - sono incompatibili, si pongono in netto contrasto con ogni forma di autoritarismo, ed il primo valore che deve essere posto in luce, riaffermato e rilanciato è quello dell'antifascismo. Il fascismo non si identifica solo nel regime di Mussolini. Il fascismo, comunque lo si denomini, può assumere mille forme che hanno come connotati costanti l’autoritarismo, il razzismo, il diniego delle libertà e dei diritti dei cittadini. È scritto in una sentenza della Corte di Cassazione che fascismo e razzismo sono termini pressoché indissolubili. E non solo perché il regime fascista perseguitò, e duramente, gli ebrei, ma perché alla base e collante di ogni autoritarismo c'è sempre un insieme di fattori che vanno dal nazionalismo, all'egoismo, all'odio razziale, all'odio per chiunque sia “diverso”. Il fascismo e il nazismo potranno anche non riprodursi nella stessa forma, ma è anche vero che sarebbe follia rifiutare la lezione della storia ed essere consapevoli che il peggio, se non è mai certo, non è neppure impossibile. Infatti, il tempo che stiamo vivendo è ricco di pericoli. La perdurante grave crisi economica e sociale, il predominio dell'economia sul diritto, il predominio dei poteri forti, le crescenti disuguaglianze hanno determinato condizioni di progressiva decadenza della cultura, dell'uguaglianza, della solidarietà. Che altro sono, del resto, i muri che vengono alzati e i fili di ferro che vengono utilizzati per creare barriere, il rifiuto o peggio ancora la caccia all’immigrato? Di tutto questo ce n'è in abbondanza in Europa e nel mondo. C'è un'enorme spinta a destra, non verso la destra liberale e conservatrice, ma verso una destra disponibile a tingersi di nero, frutto di un misto di autoritarismo, di negazione della libertà di egoismo nazionalista, di razzismo. Perché diciamo questo? Semplice: di tutto questo ce n'è anche nella città di Catanzaro. Flebili voci si sono alzate negli ultimi anni a difesa degli ultimi, dei senza dimora, dei migranti. Grandi questioni epocali che coinvolgono milioni di persone si riducono da noi ad un problema di decoro urbano e ordine pubblico. Non è mai stato semplice essere antifascisti. Oggi dobbiamo combattere non solo contro i nostalgici e i neo fascisti. Sarebbe un grave errore ritenere che tutto si riduca al contrasto dei fenomeni più appariscenti, anche se sono quelli che ci colpiscono di più perché più visibili. Bisogna contrastare tendenze e pericoli sempre più diffusi e spesso meno avvertibili. È, infatti, innegabile che il fenomeno delle grandi migrazioni possa produrre facili consensi a chi si presenta come l’uomo forte con muscoli in esposizione, mura da costruire, cannoni ed eserciti da armare. Che alimenti paure e rancori favorendo oggettivamente l'insorgere di nazionalismi, di razzismi, di xenofobia. Le migrazioni sono sempre esistite, inarrestabili, che trovano le proprie radici nel dramma della guerra, della repressione, della povertà e della fame, che gli italiani hanno conosciuto e stanno riprendendo a conoscere. Problemi drammatici da affrontare e in qualche modo governare nel più assoluto e totale rispetto dei diritti umani. È per questo che noi sosteniamo che c'è una qualche differenza fra i principi e i valori della nostra Costituzione e la realtà delle Istituzioni. La difesa dei principi e valori costituzionali contro ogni forma di antipolitica, di rinuncia alla partecipazione e di delega ad un solo uomo, una battaglia politica antifascista passa necessariamente per la rigenerazione della politica. L’ANPI di Catanzaro chiede a chi si candida ad amministrare la Città o a sedere nel prossimo Consiglio Comunale un dichiarato impegno di contrasto a qualsiasi forma di presenza, rappresentazione, rivalutazione del fascismo, qualunque proposta o presenza contrastante i princìpi di libertà, eguaglianza, dignità, solidarietà che sono il cardine dei valori costituzionali. L’ANPI di Catanzaro chiede di sentire pronunciare, nei discorsi pubblici, la parola antifascismo. L’ANPI di Catanzaro chiede che le politiche, i programmi, gli obiettivi di queste elezioni siano volti a promuovere ed affermare, nell’Amministrazione della Città, la legalità e la trasparenza nell’azione amministrativa, la centralità del Consiglio Comunale e del rapporto di tale Istituzione con i cittadini per favorirne ogni forma intensa di partecipazione, la rinascita della Città ed il suo sviluppo centrato sulla difesa dell’ambiente e del territorio come bene comune, sulla solidarietà e sull’inclusione. Ricorre quest’anno il 70° Anniversario dell’approvazione della Costituzione. Le elezioni dell’11 giugno sono un importante occasione per schierarsi nel solco del pensiero Costituzionale ed affermarne principi e valori nella pratica politica quotidiana.
Comitato Provinciale ANPI Catanzaro
