
Elena Morano Cinque ad evento di sostegno a legge su doppia preferenza
Giovedì 19 Luglio 2018 18:09 di Redazione WebOggi.it
La Consilgiera di Parità della Provincia di Catanzaro, avv. prof. Elena Morano Cinque, pure componente della Commissione Regionale per le pari opportunità, ha partecipato ieri pomeriggio ad un evento pubblico di sostegno all’approvazione della legge sulla doppia preferenza di genere, tenutosi a Reggio Calabria presso il la Sala Monteleone del Consiglio Regionale su iniziativa della CRPO. Presenti anche diverse associazioni ed altri organismi di parità del territorio regionale, la provincia di Catanzaro era rappresentata oltre che dalla Consigliera di Parità anche dalla Vice Presidente della Commissione PO , dott.ssa Caterina Ermio. L’Assessore alle PO del comune di Catanzaro, prof.ssa Concetta Carrozza non ha fatto mancare la sua vicinanza ed il suo sostegno per tramite dell’avv Morano Cinque: Ha inviato un messaggio di vicinanza anche l’onle Wanda Ferro in quanto impegnata a Roma alla Camera dei Deputati, dove proprio ieri è stata nominata vice capogruppo di FdI. Successo che inorgoglisce la Calabria e testimonia (in sala non si è mancato di sottolineare) che quando una donna intelligente competente e volitiva ha la possibilità di emergere, allora inevitabilmente si farà apprezzare. In questa logica gli interventi della presidente Cinzia Nava, della consigliera on.le Flora Sculco, firmataria della proposta di legge che dovrebbe essere approvata dal Consiglio Regionale e dell’on.le Lella Golfo (firmataria della cd. Legge Golfo Mosca sulla rappresentanza di genere nei CdA delle società quotate in borsa) ed anche del simdaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. In particolare, la presidente Nava, tra le altre cose, ha ricordato che tutti i conciglieri regionali erano stati inviatti a partecipare all’evento di ieri ma nessuno aveva ritenuto di essere presente (sic!). E’ stata poi la voltà dell’ottimo intervento dell’on.le Sculco, che ha portato i saluti anche del Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto ed ha evidenziato che il testo di legge da lei proposto, dopo essere stato approvato nella commissione competente, purtroppo tarda ad essere calendarizzato per la votazione in aula. Ecco perché, ha affermato la battagliera consigliera Sculco, “bisogna passare dall parole ai fatti poiché la Calabria ha accumulato enormi ritardi e continua ad arrancare, senza mostrare segni di ripresa. Per queste ragioni, è necessario richiamare all’impegno e alla partecipazione tutte le energie e le risorse di cui la nostra terra dispone, e, dunque, le specialmente le donne”. Interessante anche l’intervento dell’on.le Golfo la quale, dopo aver ricordato il travagliato iter della legge che porta il suo nome e gli ottimi risultati riportati nell’incremento della rappresentatnza femminile, non ha mancato di sottolineare come, purtroppo detti risultati non registrino la medesima portata nella nostra regione (specie nelle società partecipate), ed ha concluso esortando le donne calbresi a non arrendersi mai anche perché: “le battaglie vostre sono le mie battaglie”. Scettico circa l’efficacia della legge, invece, il sindaco Falcomatà, giusta la esigua rappresentanza femminile registratasi nel comune da lui amministrato anche dopo le ultime elezioni che si sono svolte nella vigenza della legge sulla doppia preferenza di genere. E’ seguito l’intervento della Consigliera di Parità Morano Cinque la quale anzitutto ha evidenziato che, contrariamente all’esperienza reggina, nella città di Catanzaro, invece, durante le ultime elezioni amministrative, la vigenza della legge sulla doppia preferenza ha palesato ottimi risultati facendo arrivare la presenza femminile in Consiglio a numeri a due cifre, mai registrati prima. Di seguito, la Morano Cinque – operati gli opportuni distinguo con la doppia preferenza di genere che, com’è noto è meccanismo di voto plurimo ma facoltativo - ha ricordato il pensiero prof.avv. Guido Alpa che, nel periodo in cui fu Presidente del Consiglio Nazionale Forense, tuonò spessp contro le cd “quote rosa” che offendevano la donna vedendola come una “minus habens”. Eppure, continua la Morano Cinque, sebbene concettualmente ed astrattamente si può anche concodrare con il prof. Alpa, invece la storia - specie delle avanzate democrazie del nord Europa - testimonia in senso contrario. Ovvero laddove il cambiamento culturale stenta a palesarsi (come è assolutamente evidente nella nostra regione sic!), allora sono necessarie delle leggi che “accompagnano” gli uomini ad un cambiamento concettuale e morale. Poi, magari, nulla esclude (come appunto sta succedendo nei paesi nordici) quando i tempi saranno maturi e la democrazia paritaria sarà entrata a far parte del DNA dei popoli, solo allora si potranno anche abrogare queste leggi. Infatti, ha proseguito la Morano Cinque, da avvocato dico che “la democrazia paritaria dovrebbe essere un diritto e non una conquista. Eppure, laddove un diritto non può essere esercitato è come inesistente. Pertanto, allo stato, la democrazia paritaria (che in se stessa sarebbe un diritto) è, invece, purtroppo una dura conquista per le donne, specialmente le donne calabresi”. Infine, ha concluso la Morano Cinque, io voglio evidenziare che non condivido la retorica del “devo esserci a tutti i costi sol perché sono donna”. Io vorrei, infatti, che nei posti di responsabilità e di comando (ad ogni livello, gesionale, finanziario, politico,) ci sia una persona intelligente, colta, competente e onesta, donna o uomo che sia. Quello che francamente mi indigna, ha tuonato tra gli applausi la Morano Cinque, “è che fin troppo spesso quando si deve scegliere chi porre ai vertici di una istituzione, di una azienda, una società o qiant’altro, ad una donna di grande intelligenza venga preferito un uomo di grande mediocrità!”
