
Disabilità, interventi concreti oltre le apparenze ed ipocrisie
Domenica 12 Febbraio 2017 18:05 di Redazione WebOggi.it
Disabilità, interventi concreti oltre le apparenze ed
ipocrisie.
Siamo la società dell'apparenza che finge, per
comodità, di non vedere una realtà che ci interpella e giudica per la nostra
indifferenza.
Quella di Rosita
Terranova di Cosenza è una denuncia forte, rude e cruda che richiama ognuno
alle proprie responsabilità.
La sua è una scelta di vita condizionata dal
grave stato psico-fisico del proprio figlio per una problematica che non è solo
personale ma della società alla quale tutti apparteniamo.
Una società sempre meno comunità che tende ad
isolare ogni differenza segnata da debolezza e fragilità.
Il dramma vero è che di questo modo di vivere
volto all’egoismo che tutela i forti ne è intrisa l’istituzione pubblica sempre
più lontana dal soccorrere chi chiede aiuto.
Rosita ha denunciato con determinazione e
coraggio la manifesta ipocrisia in cui viviamo, lo scandalizzarsi per il nulla,
il superficiale e superfluo anziché per i drammi veri.
Si ha ragione, con immediatezza le istituzioni
intervengono per dei manifesti che seppur offensivi, non sono certo cosi gravi
e lesivi come le condizioni in cui vivono donne, uomini, bambini costretti a
vivere e deambulare su una carrozzella, che subiscono limitazioni ed
impossibilità a causa di insensibilità e disinteresse da parte delle autorità
ma anche di tanti concittadini, ma per
questo nessuno si scandalizza.
Quante verità nelle sue parole e quanta
pochezza, come da lei sostenuto, nel tutelare e difendere la dignità della
persona umana.
Un grido forte, come quello del giovane e caro
amico Giancarlo Iacucci che continua
instancabilmente a ribadire con altrettanto vigore la necessità di interventi
immediati e concreti a tutela dei più deboli e bisognosi come le richieste de “Le mamme di Gaia” che hanno protestato
all’Asp di Cosenza per i diritti dei propri figli.
Certo le loro istanze vanno in primo luogo
verso gli organismi deputati a fornire servizi di socialità ed assistenza, ma
non solo, è anche a noi tutti che si rivolgono, a noi chiedono di vederli, guardarli
negli occhi, non solo per sostenerli ed incoraggiarli ma per metterci al loro fianco e lottare insieme.
Deve esserci l’impegno di tutti, ben
consapevoli che non è una questione personale ma della società in cui viviamo che
ha smarrito il senso vero della propria esistenza comune.
Nessuno dovrà rimanere solo in questa lotta per
far prevalere ideali e principi veri di solidarietà e condivisione collettiva
ed istituzionale.
Ed allora pieghiamoci nei confronti di queste
persone per porgere il nostro aiuto e sorriso, ed a 90 gradi, come ci dice
Rosita, laviamo ogni coscienza fino ad ora fredda e distante.
Raffaele Papa,
Coord, IdM Prov.di Cs
