Direzione Dogane: la boria metropolitana di Falcomatà

Venerdì 23 Marzo 2018 11:25 di Redazione WebOggi.it

Quanta boria “metropolitana” nelle parole del giovane sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, il quale nell’ultimo consiglio metropolitano tenutosi lo scorso 21 marzo ha avuto l’abilità, in solo poche battute,  e non era affatto semplice, di rappresentarsi borioso e vanaglorioso parlando della vicenda Dogane. Pare che la scelta razionale di Catanzaro quale sede interregionale per Calabria e Basilicata delle Dogane e  dei Monopoli abbia sollevato il solito ottuso vespaio campanilistico sulle rive dello Stretto. Infatti, il giovane Falcomatà, ferito nell’orgoglio metropolitano, afferma che tale scelta sia frutto di “una grave violazione della sentenza del consiglio di Stato”. Dice ancora che “Reggio è oggettivamente deputata ad essere sede della Direzione delle Dogane in quanto sede dell’autorità portuale più grande del Mediterraneo e città con maggiore traffico doganale”. Ma il meglio arriverà subito dopo, quando il giovane sindaco, in un crescendo di auto-esaltante mania ossessiva-compulsiva di grandezza, ricorda all’universo intero che “non può trascurarsi il fatto che esista un nuovo soggetto istituzionale qual è la Città Metropolitana di Reggio”. Insomma, ragazzi, scherziamo su tutto ma non azzardiamoci ad offendere la metropoli! Che poi in tutta Europa ci ridano dietro  e di gusto per il fatto che in Italia si affibbi il titolo improbabile di metropoli ad una città di 180.000 abitanti, beh… questo è un altro discorso. Lessico, comiche e geografia a parte, il diritto e la buona amministrazione burocratico- politica ci insegnano qualcosa di completamente diverso dai vaneggiamenti di Falcomatà: in primis che non vi è alcuna violazione di qualsivoglia sentenza giacché la sede interregionale delle Dogane di che trattasi è un presidio totalmente nuovo che niente c’azzecca con la sede attualmente e irrazionalmente presente a Reggio (ufficio, quest’ultimo, scippato a Catanzaro nel 2007). Inoltre definire Reggio come la città “oggettivamente deputata” ad ospitare la sede interregionale Dogane e Monopoli per Calabria e Basilicata è una farneticazione delirante sia perché sono falsi i dati vantati dal sindaco reggino, sia perché Reggio è semmai la meno adatta fra tutte ad ospitare una simile Direzione; ma soprattutto perché non sono quelli illustrati dal giovane Falcomatà i criteri con cui si stabilisce la sede. Le direzioni regionali svolgono infatti funzioni direttive, di coordinamento e di controllo, interagendo quotidianamente  con le altre amministrazioni pubbliche quali la Commissione Tributaria Regionale, la Direzione Regionale Agenzia Entrate, la Direzione Regionale Demanio, il Comando regionale Guardia di Finanza, la Corte dei Conti, il TAR: tutti presidi ubicati correttamente a Catanzaro, che non è una metropoli ma è il capoluogo di regione. Sorvoliamo poi, per mera misericordia, sulla barzelletta del “nuovo soggetto istituzionale qual è la città metropolitana”, in ordine al quale Falcomatà vorrebbe far credere che qualsiasi atto a lui non gradito configuri il reato di lesa maestà alla sua metropoli. Si rassegni, Falcomatà; e con lui si rassegnino i campanilisti d’ogni risma: se c’è uno status  istituzionale da rispettare e giuridicamente da ossequiare, quello è il Capoluogo di Regione. E il capoluogo di regione è la piccola Catanzaro, graziosa e baricentrica cittadina che non supera nemmeno i 100.000 abitanti e che perciò si vanta di non poter essere una metropoli, fiera com’è del suo ruolo e della sua posizione tramandati dalla storia e non certo da un inganno. Una riflessione, comunque sia, ci induce il sindaco Falcomatà: mentre la politica reggina si adopera in tutti i modi nel sostenere le proprie tesi, anche a rischio di cadere nel ridicolo come in questo caso, quella catanzarese appare invece troppo molle, inconsistente, inadeguata; spesso si bea e si culla su rassicurazioni verbali prive di garanzie, com’è avvenuto in passato per la chiusura dell’Ospedale Militare, o per la Scuola di polizia penitenziaria dirottata a Catania, o per la Scuola di Magistratura.   

Movimento Civico “Catanzaronelcuore”


Galleria Fotografica




Notizie più lette