
Costanzo: Abramo convinca la Lorenzin, Centro regionale di Terapia intensiva pediatrica a Catanzaro"
Lunedì 29 Maggio 2017 17:03 di Redazione WebOggi.it
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Per l’ennesima volta ad essere colpito è il capoluogo di regione. Nei giorni scorsi, durante la discussione parlamentare e rispondendo a una sollecitazione della deputata Rosanna Scopelliti, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato che il Centro regionale di Terapia intensiva pediatrica sarà realizzato all’ospedale di Cosenza. Indubbiamente, l’ospedale Pugliese di Catanzaro perde un’occasione per elevare il livello di eccellenza di un suo comparto già giudicato fra I più qualificati del Meridione. La responsabilità di un'ulteriore spoliazione nei confronti del capoluogo non può essere addossata al governo regionale, il quale non ha avuto nessun potere decisionale, dal momento che il decreto è di competenza della struttura commissariale. La decisione di realizzare il Centro nella città bruzia è, come si evince dagli atti parlamentari, una indicazione sostenuta dal ministro Lorenzin, espressione di Alternativa popolare, che oggi appoggia la coalizione di centrodestra di Abramo. Questo elemento dovrebbe far riflettere sul livello di attenzione e cura che il centrodestra dedica al capoluogo. La coalizione di centrosinistra, guidata da Vincenzo Antonio Ciconte, invece, ha un’altra idea della sanità catanzarese. Dall’11 giugno la città ha la possibilità diventare finalmente il polo sanitario regionale e un punto di riferimento per l'intero meridione. Non riteniamo possibile lasciarsi sfuggire questa opportunità. Il nostro intendimento è quello di realizzare il più importante hub della Calabria, un punto di riferimento per efficienza, modernità e qualità dell’assistenza sanitaria. La sua collocazione rappresenta un elemento determinante per i catanzaresi, per questo esprimiamo la volontà che venga collocato nell’attuale area urbana cittadina, al fine di preservare il carattere identitario della zona in cui oggi risiede. La piena realizzazione della vocazione sanitaria del capoluogo parte da un nuovo approccio culturale. La risposta alla domanda di cura si deve basare sull’integrazione dei diversi servizi assistenziali, e sul potenziamento di tutte le modalità extraospedaliere per quei pazienti che oggi accedono impropriamente all’ospedale per acuti (accessi al pronto soccorso).
Consigliere Comunale Sergio Costanzo
