
Corso per assistente sanitario a Rende: un assist a chi sogna la seconda facoltà di medicina
Venerdì 26 Gennaio 2018 11:57 di Redazione WebOggi.it
Lo ribadiamo ancora una volta: crediamo ciecamente nella buona fede del Rettore dell’UMG Prof De Sarro, ma insistiamo a dire che le sue repliche alle tante rimostranze manifestate in questi giorni per la convenzione interateneo che istituisce il corso per Assistente Sanitario, non risultato rassicuranti. Per nulla. Infatti, a fronte di un dato certo, messo nero su bianco, qual è la sua firma apposta su una convenzione che potrebbe preludere all’istituzione di una nuova facoltà di Medicina, non c’è un’altrettanto perentoria convenzione interateneo che metta nero su bianco l’unicità della scuola medica della UMG. Quello che vogliamo dire, in pratica, è questo: perché De Sarro non si fa promotore presso il CORUC (Conferenza dei rettori calabresi) affinché si firmi un documento che chiarisca – una volta per tutte ed in modo definitivo – che non si dovranno istituire altre facoltà mediche in Calabria? E ancora, perché questo benedetto corso interateneo non si eroga a Catanzaro, essendo il capoluogo il polo medico-universitario regionale? Siamo stanchi di dover sperare che tutto vada bene, di dover credere a dichiarazioni di intenti, a volontà espresse in interviste giornalistiche. L’unico modo per stoppare veramente ogni polemica è quella di essere consequenziali e far intervenire il CORUC. Punto. De Sarro è il rettore della UMG e ha il diritto e il dovere di rappresentarsi come colui il quale sia impegnato per la crescita del “suo” Ateneo. La patata bollente che si è trovato tra le mani, da altri avviata, deve respingerla al mittente nell’interesse supremo della “sua” Università. E proprio perché crediamo che Egli stesso non sia a conoscenza di quanto avviene ormai da anni sulle sponde del Crati, crediamo di fare cosa utile rammentandogli che a Cosenza da oltre un decennio esiste un movimento finalizzato allo scopo, il cui principale, attivo e vivace protagonista è stato – e pensiamo che tuttora lo sia – il professor Sebastiano Andò, attuale direttore del Dipartimento di Farmacia della UNICAL, che più volte negli anni ha evidenziato come all’interno della sua struttura esistano le risorse per poter organizzare il primo triennio di Medicina. Tant’è che il 9 marzo del 2011 l’allora presidente della Provincia di Cosenza, Gerardo Mario Oliverio, ottenne all’unanimità l’approvazione di una delibera con cui l’ente intermedio si impegnava ad adottare tutte le misure necessarie a istituire la facoltà medica nella città brutia. In quel consiglio provinciale intervenne lo stesso Andò, entusiasta di illustrare addirittura nei dettagli i contenuti della proposta. Ma occorre pure rammentare la convenzione che l’anno successivo, il 2012, il senatore Antonio Gentile fece siglare tra l’Università La Sapienza di Roma, la UNICAL, l’ASP cosentina, l’azienda ospedaliera di Cosenza e la Regione Calabria dell’allora governatore Scopelliti, sempre per istituire la facoltà di Medicina a Rende. L’accordo fu salutato con giubilo dal professor Gaudio (cosentino e preside della facoltà di medicina del Policlinico Gemelli), nonché dallo stesso prof. Andò. E ancora, bisogna ricordare i vari tentativi del potere politico-accademico per favorire un terreno idoneo alla creazione della scuola medica a Cosenza mediante l’istituzione di ventidue profili diversi dell’area sanitaria che spaziavano dalla logopedia all’ortottica. Tentativi giustamente bocciati dal CORUC. Sono tutti dati certi, facilmente consultabili con una banale ricerca su internet. E come l’evidenza di questi giorni insegna, i tentativi persistono e solo chi è troppo ingenuo non comprende cosa si nasconda dietro l’attivazione del corso per Assistente Sanitario che stiamo così tanto contestando al rettore De Sarro. Non si comprende che è stato servito un vero e proprio “assist” a chi lavora da anni per istituire Medicina a Rende. E allora, ben vengano le collaborazioni interateneo, purché non siano a senso unico e purché non pestino i piedi alle vocazioni specifiche. De Sarro ha ancora l’opportunità di fare un passo indietro che gli consentirebbe di farne due in avanti sotto l’aspetto dell’autorevolezza e della credibilità, perché la breve cronistoria che abbiamo fatto, solo parziale, non può certo essere sottovalutata.
CARA CATANZARO
