
Consap: dissennata l’introduzione del reato di tortura per la polizia
Sabato 27 Maggio 2017 11:17 di Redazione WebOggi.it
A volte per la polizia la robustezza negli interventi per la tutela del cittadino si rivela necessaria. Ma energia e vigore non vogliono dire tortura, brutalità o costrizione. Lo sostiene il Sindacato di Polizia Consap Provinciale presieduto dal suo segretario Generale Cunsolo Antonio e coadiuvato dal suo Vice Ettore Allotta. L’introduzione di un tale reato potrebbe ingenerare confusione e risultare addirittura rischiosa per gli stessi poliziotti che in caso di tumulti gravi come spesso accadono si troverebbero nell’incertezza di agire o di come agire nel dubbio di essere poi accusati del reato di tortura finendo tutto ciò col gettare quasi sistematicamente una luce sinistra sull’operato della Polizia. Ci si ritroverebbe davanti a sistematiche situazioni in cui ogni persona fermata o arrestata potrebbe in virtù dell’introduzione di tale reato sostenere di aver subiti supplizi fisici o psicologici pur di mettere in cattiva luce l’operato dei poliziotti. Questa segreteria condivide pienamente la posizione forte e autorevole del Prefetto Dr Gabrielli Capo della Polizia, sul reato di Tortura: I Poliziotti non siano punghing-ball del paese. Allo stesso tempo – ha aggiunto il prefetto Gabrielli - ciò che mi preme ribadire è che i Poliziotti devono essere tutelati. Non possono essere crocifissi quando svolgono il loro lavoro. Ecco perché, NOI della consap ci schieriamo totalmente con il Prefetto Gabrielli a difesa dei poliziotti contro questo tipo di reato di tortura. Come sindacato di polizia diciamo con forza senza mezzi termini i poliziotti vanno tutelati perché servono il Paese con dedizione e con estrema efficacia e professionalità e in alcuni casi non esitano a rischiare la propria vita pensando, principalmente, alla tutela del cittadino. ( un esempi innegabile e’ ciò che è accaduto alla metrò di Milano ) E’ indubitabile che nel paese lo scenario attuale è quello di una delinquenza sempre piu' aggressiva e violenta senza dimenticare il pericolo del terrorismo e come sostenuto precedentemente l'introduzione del reato di tortura limiterebbe certamente la libertà di azione della Polizia. Si rischia così di legare le mani a chi è impiegato quotidianamente nella tutela dell’ordine pubblico nel contrasto al crimine organizzato e diffuso per assecondare demagogie ideologiche che guardano con sospetto l’operato delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate dimenticando che esse sono a presidio della democrazia e del principio di legalità del nostro Paese.
