
Confedilizia: Si mette finalmente la parola fine a una vera e propria vergogna di Stato
Giovedì 16 Novembre 2017 10:16 di Redazione WebOggi.it
«Si mette finalmente la parola fine a una vera e propria vergogna di Stato! Infatti, 1300 giorni dopo il riconoscimento in Senato, da parte del Ministro dei beni culturali, del debito dello Stato nei confronti dei proprietari di dimore storiche, sono state stanziate le somme volte ad estinguere i debiti pregressi, pari a oltre 97 milioni di euro nel disegno di legge di bilancio per il 2018. In precedenza, solo ad alcuni erano stati corrisposti esigui acconti, mentre la gran parte dei soldi risultano versati a favore di enti pubblici (come non ne avessero a sufficienza, anche per gli sprechi e il clientelismo di rito).
È un riconoscimento importante, che interessa anche la Calabria, il cui territorio è morfologicamente diversificato e ricco di memorie storico-artistiche; i frequenti eventi sismici hanno, nei secoli, danneggiato e trasformato il patrimonio architettonico storico, rendendo difficoltosa l’opera di conservazione dei beni nella loro integrità originaria.
Sino a oggi, l’impegno dei proprietari delle dimore storiche ha permesso, attraverso difficili e onerosi interventi di conservazione, il tramandarsi dei paradigmi della tradizione costruttiva propria dell’edilizia signorile calabrese».
È quanto dichiara l’avv. Sandro Scoppa, presidente di Confedilizia Calabria, il quale precisa che sono stati necessari più di tre anni e mezzo, una molteplicità di atti di sindacato ispettivo - presentati da numerosi parlamentari – e un puntuale memoriale scandito mese per mese dalla stessa Confedilizia, per riuscire a ottenere lo stanziamento necessario a sostenere gli interventi di manutenzione sugli immobili di interesse storico-artistico. In proposito, si ricorda che l'articolo 31 del codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 421/2004) dispone che in caso di restauro o di interventi conservativi autorizzati su immobili sottoposti al vincolo delle Soprintendenze - che hanno il compito di valutarne la tutela e conservazione e di richiederne interventi di manutenzione - il proprietario, il possessore o il detentore del bene che abbia dato corso a detti interventi a spese proprie possa ottenere i contributi statali previsti.
Il lento e farraginoso meccanismo di erogazione di questi contributi - che si aggiunge ai limiti delle disponibilità che il Ministero alloca annualmente - ha portato all'accumulo di debiti nei confronti dei privati che ammontano, come detto, a oltre 97 milioni di euro. Il disegno di legge di bilancio per il 2018 ha ora stanziato, per ogni anno relativo al triennio 2018-2020, la somma di 60.167.301 euro da destinare all'estinzione dei debiti pregressi.
L'auspicio è che non si incorra in nuovi ostacoli burocratici e si renda così finalmente giustizia ai proprietari interessati.
Le dimore storiche italiane, in esse ricomprese quelle calabresi, presenti nei territori delle cinque province, sono patrimonio irrinunciabile della cultura del nostro Paese, la cui conservazione richiede che siano tramandate alle generazioni future attraverso la tutela e la valorizzazione, preservandole dal degrado e dalla distruzione. Ovviamente, l’utilizzazione impone oneri e impegni che vanno ben oltre la normale manutenzione, e vi è altresì da considerare che coloro che detengono proprietà di così rilevante importanza sono peraltro assoggettati a obblighi, vincoli e costi che ne riducono la piena disponibilità, e sovente a penetranti controlli che limitano usi o variazioni di usi al pari degli altri immobili.
È comunque innegabile che le dimore storiche, se ben valorizzate e, soprattutto, non più penalizzate, posso fare da volano all’economia d’interi territori.
