Confcommercio Catanzaro:"In città silenzio di prospettive e di programmi utili per il futuro"

Martedì 07 Febbraio 2017 14:33 di Redazione WebOggi.it

In questi giorni assistiamo ad una costante: l’assoluto silenzio di prospettive e di programmi e visioni utili al futuro della Città di Catanzaro. Un esercizio a cui la politica da troppi anni ci ha abituati e che ha prodotto una grande crisi economica e sociale. Ma non ci arrendiamo. A nostro avviso nessun interlocutore politico ha delineato con chiarezza la creazione di dinamiche di riavvio del commercio in Catanzaro, attraverso quali strategie si possa riuscire a definire  un coordinamento con i territori vicini anche per la creazione di un’ampia area centrale, capace di fare sinergia di costi progettando un sistema burocratico finalmente attento non solo alla sua sopravvivenza, ma anche alla sua reale finalità : aiutare i cittadini a realizzare la loro vita nel rispetto delle regole, di tutte le regole. Nessuno ci illustra come rendere compatibile lo sviluppo delle piccole e medie imprese, ossatura portante del nostro sistema economico, con la tutela del territorio e la sua preservazione. Nessuno ci dice come rendere cittadini gli ultimi e quelli, aziende o persone, colpiti duramente dalla crisi, fermi immobili perché sfiancati da tanto dolore, preda facile di malavita sempre più effervescente. La solidarietà deve essere l’obbiettivo costante del nuovo corso inclusivo e adattivo alle esigenze dei cittadini. Nessuno ci spiega come l’Università possa portare alla Città e a tutta l’Area Centrale quello stimolo in più che non è solo consumo dei suoi studenti, ma anche strategia innovativa, crescita esperienziale e comunicazione culturale. Nessuno ci dice come, in presenza del futuro nuovo anello della metropolitana leggera,si possa organizzare un sistema viario dinamico capace di unire Cerenzia a Decollatura passando per Crotone e Catanzaro e Lamezia e da lì proiettarsi sui tracciati del Nord e Centro Europa e quelli del Mediterraneo . Nessuno ci dice quali sono i programmi strategici da sottoporre all’attenzione dell’Europa e con chi gestirli, attraverso quali burocrazie rendere tangibili delle linee di bilancio sempre sbandierate che invece non sono mai state rese esigibili. La drammatica costante regressione del centro storico, è la evidente e lapalissiana mancanza di visione politica e progettuale; non basta nel novero delle positività la felice crescita del quartiere marinaro. Non è merito di nessuno se non di un gruppo di illuminati giovani imprenditoriche, interpretando le dinamiche degli universitari, ha saputo proporre efficaci prospettive ed ambiti di sviluppo commerciale e professionale. Nessuno ci dice come organizzare un nuovo piano industriale e commerciale capace di studiare le vocazioni dei rioni di Catanzaro prodromi di connessioni necessarie con i comuni dell’anello circostante in un nuovo Capoverso capace di rendere il Capoluogo centrale, come lo fu, per molto tempo, non solo per geografia ma per strategia e visione. La divisione fra populisti e riflessivi impone agli ultimi, di cui noi facciamo parte, di RIFLETTERE e comunicare metodo non parole, strategie e non sogni. La disaggregazione sociale a cui siamo ormai abituati ha creato atomi autoproduttivi ma con i limiti classici dell’autonomia ovvero la mancanza della sinergia. Nessun tessuto in natura si organizza senza un’energia aggregante. Abbiamo perso la speranza e la sua energia. Ma non cediamo e chiediamo a tutte le organizzazioni di categoria di avviare da subito un tavolo di progetto per la Città che sia al servizio della politica ma soprattutto dei nostri figli. Nessuno si senta offeso, è ora di un progetto sinergico capace di dare alla politica assente strumenti cognitivi e operativi per avviare il suo ruolo,  sostituendola in fondo, perché nessuno osi immaginare che la politica sia un mestiere che deve perpetrarsi finche non ci sia la consunzione dei suoi attori. C’è la necessita di creare una rete capace di fare e rendere trasparente il metodo politico con l’individuazione di programmi, tempi e ruoli. Uomini indipendenti, non sognatori, concreti, capaci di capire il contesto e reagire alla soluzione in contemporanea. Uomini che dimostrino discontinuità dalla disattenzione nei confronti del sistema delle P.M.I., che interpretino il servizio con umiltà e dedizione. Non abbiamo necessità del principe despota, ma nemmeno del burattino. È il tempo degli Uomini. La Cittadinanza non è un luogo ipotetico, ma l’esercizio costante delle regole di convivenza, struttura della democrazia. E’ in questo luogo che noi dobbiamo agire. Abbiamo l’obbligo di iniziare a volare, camminandoper ascoltare i suoni e sentire gli odori, per non perdere la capacita di analisi, ma dobbiamo volare perché il tempo dell’attesa è finito.  

Il Presidente Confcommercio Catanzaro         

Dott. Pietro Falbo  


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