Comunali Catanzaro: centrosinistra tra conservatori e nuova classe dirigente, Primarie unica via

Martedì 14 Febbraio 2017 11:40 di Redazione WebOggi.it

Le prossime elezioni di Catanzaro, che determineranno sindaco e nuovo consiglio comunale, valgono tantissimo. Sono i fatti in evoluzione, ora dopo ora, a dimostrarlo. In palio c’è il controllo politico ed amministrativo del capoluogo di regione della Calabria, ma c’è anche molto di più. Lo abbiamo raccontato in questi giorni, tra vertici allargati ed incontri più o meno segreti tra politici forse maggiormente preoccupati alla tutela del proprio personalissimo status, che non interessati a logiche più ampie di partito e coalizione.

Non staremo a ripetere come posti in Giunta regionale o candidature alla Camera e al Senato alle prossime politiche tengano banco più dei tanti ed enormi problemi strutturali e sociali della città. Piuttosto, vogliamo analizzare l’aspetto socio-politico più evidente, che emerge soprattutto tra coloro che ancora non hanno scelto quale strada percorrere, vale a dire il blocco di centrosinistra e centro, che sta coinvolgendo il destino politico di decine tra partiti e movimenti. Una coalizione che, se messa in piedi, difficilmente potrebbe fallire contro il ricandidato Sergio Abramo. Ma si tratta di una coalizione che non nasce, probabilmente per un solo problema di base: è in atto una vera e propria guerra tra chi tenta in tutti i modi di conservare il proprio potere personale e chi invece, di fatto, lo mette in discussione.

Cinque anni fa qualcosa di simile è accaduto. Allora però, pur di conservarsi, la classe dirigente dell'epoca inviò Salvatore Scalzo, considerato una “debole” novità da giocarsi per rinfrescare la propria immagine senza tuttavia creare una classe dirigente autonoma ed alternativa. I maligni, all’epoca, imputarono la sconfitta sul filo di lana del giovane Scalzo proprio ai traditori, mai però individuati. Immaginare chi fossero sarebbe semplice, ma da allora ad oggi poco è cambiato e, dunque, il problema si ripropone.

I “conservatori” hanno puntato su nomi di garanzia anche questa volta: l’ex questore Gualtieri, Antonio De Marco e Rocco Guglielmo, nonostante siano prestigiose figure, possiedono profili più tecnici che politici, e i tecnici non sono quasi mai considerati in grado di determinarsi come classe dirigente. Altra cosa sono i Nicola Fiorita e i Maurizio Mottola D’Amato. Professionisti maturi, non certo giovani, non certo simili al profilo di Scalzo. Loro sono considerati candidati “rischiosi”, poiché in grado di determinarsi come nuova classe dirigente alternativa a quella attuale. Ecco perché fino ad ora sono stati “snobbati” dalla classe dirigente dominante.

Hanno “resistito” ed ora sono tenuti in considerazione. Domani entrambi saranno a colloquio con il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno. Ad entrambi sarà verosimilmente proposto un ruolo in alternativa a quello di sindaco, ma di prestigio ed incisivo. Entrambi molto probabilmente rifiuteranno la proposta. Il banco salterà. E due saranno le possibili soluzioni: ognuno per la sua strada con Fiorita e Mottola D’Amato avversari al primo turno del Pd-Ncd, oppure, l’alternativa a questo, sono sole le Primarie. Si comprende come la posizione del polo Pd-Ncd sia di difficile interpretazione: se vale la logica della conservazione sarebbe rischioso andare al tutti contro tutti, ma anche passare per le Primarie sarebbe altrettanto rischioso.

Tuttavia, la sensazione, è che i “conservatori” siano questa volta in minor numero, nonostante il potere decisionale rimanga altissimo. Troppi sono quelli che già hanno scelto Mottola D’Amato e Fiorita. E solo le Primarie potrebbero probabilmente fare da collante a tutto questo. Domani sarà un giorno importante, dunque. L’immobilismo che ha generato le sconfitte ovunque appena un anno fa non piace a nessuna delle forze in campo nel capoluogo di regione. Pertanto, la strada rimasta a disposizione di una coalizione di centrosinistra compatta sembra essere solo una.

A. M.


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