Comunali a Catanzaro. Accordo Pd-Ncd, ribellione dell'asse Ciconte-Costanzo: non comanda Cosenza

Mercoledì 01 Febbraio 2017 10:28 di Redazione WebOggi.it

A Catanzaro c'è un Pd "aziendalista" ed un Pd "controcorrente". Se l'accordo romano tra democratici e Nuovo Centrodestra, sancito dalle segreterie nazionali e gestito dai referenti principali in Calabria, i cosentini Ernesto Magorno e Tonino Gentile, il primo segretario regionale del Pd e il secondo senatore Ncd, puntava a dare ordine alla convulsa collocazione delle forze in campo, il risultato ottenuto è attualmente l'esatto contrario di quanto auspicato.

Un terremoto politico, infatti, di altissima magnitudo, sta interessando in queste ore il Centrosinistra, che in cerca di un candidato, ha come prima necessità quella di esorcizzare la mano cosentina sulle sorti catanzaresi. 

Il Centrodestra, intanto, in piena corsa con Sergio Abramo, sindaco ricandidato, allarga le sue prospettive e rivendica un'autonomia territoriale che non sembra appartenere agli avversari, tacciati di essere manovrati da Roma e Cosenza.

Un appunto intelligente quello sollevato, che non è passato indenne neppure alle valutazioni di molti esponenti del Centrosinistra. Su tutti il consigliere regionale Enzo Ciconte, il forte alleato Sergio Costanzo, con il suo nuovo movimento Fare per Catanzaro, e i socialdemocratici guidati da Fabio Guerriero.

Sono stati i primi a battere i pugni sul tavolo difendendo l'autonomia catanzarese delle scelte politiche da compiere e sfidando l'intero blocco Pd-Ncd paventando un percorso solitario con il candidato a sindaco individuato proprio in Costanzo.

Per ora è poco più di una provocazione lasciata trasparire come fosse un sms spedito a Roma e a Cosenza.

Immediata, infatti, la reazione del Pd, che in fretta ha affidato a Magorno il compito di mediare e prendere tempo su scelte avventate. Nelle prossime ore, domani mattina per l'esattezza, sarà proprio un confronto tra il segretario regionale, Enzo Ciconte, Sergio Costanzo e Fabio Guerriero a definire il futuro dell'intera coalizione.

Ncd non ha un candidato e non gioca la carta Sinibaldo Esposito, ma soprattutto, a parere degli alleati, non può essere la componente più forte tale da determinare le regole del gioco. A Catanzaro deve prevalere la politica catanzarese, ma questo lo sanno tutti, tranne a Cosenza.


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