
Cisl: "Precariato all'Umg talmente grave da sfociare in un vero problema sociale"
Venerdì 10 Marzo 2017 09:06 di Redazione WebOggi.it
La situazione del precariato all'Università di Catanzaro "Magna Graecia" è divenuta talmente grave da sfociare in un vero problema sociale. Scelte quanto meno discutibili in termini di definizione dei fabbisogni e di reclutamento negli anni hanno consegnato alla Città e al Paese un Ateneo precario per molti aspetti. Precaria, quindi, non solo la vita di lavoratrici e lavoratori ma anche precario il contributo fondamentale che essi offrono all'Ateneo grazie al quale sono stati garantiti quotidianamente alla collettività i servizi dell'Università. Vite che si è scelto nel tempo di lasciare sospese in una precarietà lunga malgrado vi fossero possibilità di una progressiva stabilizzazione dei contratti applicando semplicemente le norme dello Stato. Vite sospese a cui la Segreteria Nazionale della Federazione Cisl Università ha ritenuto giusto dare voce chiedendo all'Ateneo più volte di avviare i processi di stabilizzazione sospendendo anche un concorso bandito alla fine dello scorso anno, oggetto di molte polemiche. Il Segretario Generale della CISL Università rispetto ad un assordante silenzio dell'Ateneo ha deciso di chiedere su questa problematica l'intervento della Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, della Ministra per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia e dei rispettivi Ministeri affinché si faccia chiarezza su quanto è accaduto e accade e affinché sia garantita anche presso l'Ateneo di Catanzaro l'applicazione delle norme volte al superamento del precariato nella PA anche in considerazione della prossima approvazione del decreto legislativo attuativo della delega Madia che apporterà sulla fattispecie ulteriori novità.
Di seguito la nota inoltrata dalla Cisl ai Ministeri di competenza
Com’è noto il decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, recante "Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni", ha dettato, tra le altre cose, significative disposizioni in materia di razionalizzazione ed ottimizzazione dei meccanismi assunzionali nel Pubblico Impiego. Il citato decreto-legge affronta, tra l’atro, il tema del precariato mediante previsioni contenute in alcuni commi dell'articolo 4, introducendo procedure di reclutamento speciale dettate per un graduale superamento dell’odioso fenomeno del precariato storico e per porre rimedio alle situazioni irregolari determinatesi a seguito del ricorso improprio ai contratti di lavoro flessibile per esigenze permanenti legate al fabbisogno ordinario delle Amministrazioni. Via Rovereto, 11 – 00198 Roma – Tel. 06 8840772 – 06 8413556 – Fax 06 8844977 – www.cisluniversita.it - [email protected] 2 La predetta disciplina speciale ha carattere transitorio ed eccezionale, quindi di questa peculiarità le Pubbliche Amministrazioni, ivi comprese le Università relativamente al personale tecnico-amministrativo, avrebbero dovuto tener conto nell’ambito della programmazione triennale dei propri fabbisogni quale momento essenziale di pianificazione. Le previsioni normative del decreto in parola forniscono, nei limiti previsti in materia di contenimento della spesa pubblica, efficaci strumenti d'intervento tra i quali assume senz’altro rilievo primario la disciplina della "proroga finalizzata" dei contratti a tempo determinato da esercitare, inequivocabilmente, a fronte di possibilità di stabilizzare i rapporti di lavoro a tempo determinato mediante il c.d. reclutamento speciale. Il reclutamento speciale si configurava, in particolare, come uno strumento transitorio consentito dal 1° settembre 2013 al 31 dicembre 2018 a cui le Pubbliche Amministrazioni avrebbero dovuto ricorrere utilizzando una quota al fino 50 per cento delle proprie facoltà assunzionali. Ciò premesso e in vista dell’approvazione della nuova disciplina finalizzata al superamento del precariato storico che sarà introdotta a seguito dell’emanazione del decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al Testo Unico del Pubblico Impiego, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettere c), e), g), l), o), q) e s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, la scrivente Segreteria Nazionale della Federazione CISL Università rappresenta quanto segue. Esiste ormai da lungo tempo presso l’Università degli Studi di Catanzaro “Magna Graecia” un preoccupante fenomeno di precariato storico che concerne il personale tecnico-amministrativo. Negli anni, infatti, sono proliferati rapporti flessibili in numero, a nostro avviso, spropositato specie con riferimento ai contratti a tempo determinato e alle co.co.co. A tal riguardo è stato segnalato alla scrivente che l’Ateneo da oltre 15 anni utilizza le proprie facoltà assunzionali esclusivamente per effettuare reclutamento di personale docente. In tale contesto il personale precario costituisce, oggi, una risorsa irrinunciabile per garantire la continuità dei pubblici servizi erogati alla collettività. La scrivente Segreteria Nazionale ha più volte rappresentato ai vertici dell’Università che, stante il quadro normativo vigente, la proroga dei rapporti a tempo determinato necessariamente avrebbe comportato l’avvio delle procedure per il reclutamento speciale ai fini della stabilizzazione dei rapporti medesimi e ciò non solo per la tutela dei lavoratori, ma anche per non disperdere competenze e professionalità utili alla collettività nella convinzione, comunque, che le scelte operate nel passato in termini di programmazione dei fabbisogni fossero chiaramente discutibili. Via Rovereto, 11 – 00198 Roma – Tel. 06 8840772 – 06 8413556 – Fax 06 8844977 – www.cisluniversita.it - [email protected] 3 Tuttavia, malgrado il chiaro intento del Legislatore di consentire il superamento graduale del precariato storico, l’Ateneo, pur prorogando i contratti a tempo determinato in essere, non ha attivato il reclutamento speciale. Questa circostanza ha determinato un forte fermento nel personale precario sfociato in un grave problema sociale determinato da una ulteriore e discutibile decisione dell’Università di bandire un concorso pubblico (dopo oltre 15 anni) prescindendo dalla attivazione delle procedure riservate previste dal richiamato art.4 del D.L. 101/2013. Con DR n.1149 del 16.11.2016 l’Università degli Studi di Catanzaro “Magna Graecia” ha, infatti, indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n.1 posto a tempo indeterminato di categoria C, posizione economica C1, dell’Area Amministrativa per le esigenze dell’Amministrazione Centrale e/o dei Centri Autonomi di Gestione dell’Ateneo. A tal riguardo la scrivente Segreteria Nazionale della Federazione CISL Università ritiene necessario evidenziare alcune singolarità che attengono al predetto concorso sulle quali si chiede un’attenta valutazione di codeste Istituzione per tramite degli Uffici competenti e per le funzioni di verifica e controllo dagli stessi esercitate. Il predetto bando fa seguito a una delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo del 15.06.2016 con la quale sono state assegnate facoltà assunzionali per il reclutamento di personale tecnico amministrativo per un complessivo di punti organico pari a 0,50 e precisamente “per la messa a concorso di n. 2 posti a tempo indeterminato di categoria C”. Relativamente ai suddetti posti, con nota prot. n.9411 del 26.07.2016, l’Università di Catanzaro ha attivato la procedura di comunicazione preventiva prevista dall’art.34 bis del D.Lgs. n.165/2001 ed in pari data, senza attendere un eventuale riscontro del Dipartimento della Funzione Pubblica, ha avviato anche le procedure di mobilità di comparto ed extra comparto ai sensi rispettivamente dell’art.57 del vigente CCNL Comparto Università e dell’art.30 del D.Lgs. n.165/2001. Dal suindicato DR n.1149 può evincersi che alla data dell’adozione del richiamato decreto, la procedura di mobilità extra-comparto di cui all’art.30 del D.Lgs. n.165/2001 era ancora in itinere e malgrado ciò l’Ateneo ha ritenuto possibile bandire n.1 posto a tempo indeterminato di categoria C dell’Area Amministrativa. Via Rovereto, 11 – 00198 Roma – Tel. 06 8840772 – 06 8413556 – Fax 06 8844977 – www.cisluniversita.it - [email protected] 4 Evidenziato ciò, la scrivente Federazione ritiene che, avendo prorogato i rapporti a tempo determinato ormai instaurati da molti anni l’Ateneo avrebbe dovuto immediatamente avviare le procedure di reclutamento speciale, utilizzando (almeno per l’anno 2016) fino al 50% delle facoltà assunzionali destinate all’assunzione di personale tecnico amministrativo, nella piena convinzione, comunque, che sussistono, a nostro avviso, evidenti criticità in termini di programmazione attuale dei fabbisogni in un Ateneo che non contempli le professionalità tecnico-amministrative necessarie. E’ lecito interrogarsi su cosa sarebbe accaduto, se negli ultimi anni, non vi fosse stata la possibilità di prorogare i contratti a tempo determinato in essere. Come l’Ateneo avrebbe potuto garantire la continuità dei servizi pubblici offerti all’utenza? A fronte di circa 110 unità di personale in servizio a tempo indeterminato operano presso la predetta Amministrazione oltre 60 unità di personale con contratti a tempo determinato che hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione oltre alle innumerevoli co.co.co. le cui funzioni in molti casi negli altri Atenei sono esercitate da personale strutturato. Come Sindacato di Categoria non possiamo che effettuare una valutazione molto negativa delle politiche di reclutamento effettuate negli anni dall’Ateneo di Catanzaro che, in modo evidente, ha scelto di precarizzare la funzione tecnico-amministrativa al punto tale che, pur in presenza di disposizione legislative volte a superare positivamente il fenomeno, ancora una volta ha inteso seguire un percorso singolare avviando un concorso pubblico su cui chiediamo l’attenzione massima di chi è preposto alla tutela dell’interesse pubblico. Non possiamo nascondere i timori di chi pensa che tale procedura concorsuale possa essere lo strumento per garantire nuove forme di precariato grazie all’utilizzo a tempo determinato delle graduatorie che si determineranno o, peggio ancora, possa essere la strada per altri attraverso la quale giungere ad un impiego a tempo indeterminato mentre i precari storici “stanno a guardare”. Per queste ragioni e tenuto conto dell’iter di approvazione della nuova disciplina finalizzata al superamento del precariato storico che sarà introdotta a seguito dell’emanazione del decreto legislativo attuativo della Legge delega n.124/2015, abbiamo chiesto all’Ateneo di sospendere la predetta procedura concorsuale. Il senso di giustizia verso i lavoratori precari lo imporrebbe così come lo imporrebbe una dovuta analisi su quanto è stato fatto fino ad ora circa la programmazione dei fabbisogni dell’Ateneo di Catanzaro rispondendo ad un solo quesito: perché, pur in presenza di tanti precari, in oltre 15 anni non si è pensato di programmare assunzioni di personale tecnico-amministrativo?. Via Rovereto, 11 – 00198 Roma – Tel. 06 8840772 – 06 8413556 – Fax 06 8844977 – www.cisluniversita.it - [email protected] 5 Riteniamo che la competenza e la professionalità degli Uffici di codeste Istituzioni possano contribuire a fornire le necessarie risposte mediante gli strumenti di verifica e controllo esistenti, richiamando le responsabilità, laddove sussistano, di chi avrà agito difformemente dal quadro normativo vigente. Nel contempo si chiede un autorevole intervento di codesti Uffici, ciascuno per la parte di rispettiva competenza, affinché, fino a quando non siano del tutto chiarite le singolarità di cui sopra, ripristinando una più attenta programmazione dei fabbisogni che tenga conto effettivamente della componente tecnico-amministrativa del personale anche in ragione del precariato storico venutosi a creare, siano sospese tutte le procedure di reclutamento ordinario attivate o programmate in autonomia dall’Università di Catanzaro “ Magna Graecia”.
IL SEGRETARIO GENERALE (Francesco De Simone Sorrentino)
