
Cisal: colpevole silenzio della Regione sulla valorizzazione delle professionalità maturate
Mercoledì 31 Maggio 2017 17:48 di Redazione WebOggi.it
“Il silenzio delle istituzioni, che non danno seguito ai dettami della legge Madia, alimenta una nuova forma di precariato?”. Un interrogativo pesante, che si pone la Cisal in attesa di conoscere gli esiti della ricognizione del bacino del precariato prevista dalla Lr 1/2014 e nell’esaminare l’ormai annosa impasse in cui versano gli aderenti al comitato spontaneo per la valorizzazione delle esperienze maturate all’interno dell’Amministrazione. Soggetti, a cui il sindacato si schiera al fianco, che fin dal maggio del 2016 hanno chiesto di non disperdere le competenze acquisite in Regione a varie figure apicali di Consiglio e Giunta dell’ente, illustrando come “il massiccio impiego di professionalità esterne si sia concentrato nei settori cruciali dell’azione amministrativa. Senza contare che le risorse disponibili, ricavate in parte dai Pac, possono coprire il fabbisogno di tale personale”. Iniziative che la Cisal ritiene legittime e, come premesso, appoggia in pieno. “Spiace infatti constatare che tali ‘dipendenti’ – rimarca il sindacato – non abbiano trovato i riscontri attesi”. Eppure sono stati ricevuti dal presidente della commissione competente Michele Mirabello e da quello del Consiglio Nicola Irto. Da loro sono stati ascoltati con attenzione e rispetto, ricevendo parole d’elogio, ma sebbene ci sia stato un impegno preciso: “stimolare Dipartimenti e Assessorati all’adozione di adeguati provvedimenti al fine di sanare l’assoluta confusione e l’ingiustizia determinatasi”, dopo un anno si ritrovano ancora al palo non essendo scaturiti atti concreti. Il sindacato ritiene inaccettabile come si sia anzi assistito “alla progressiva esclusione del folto gruppo dei consulenti-esperti esterni e alla lentezza delle procedure selettive mentre, in realtà, i compiti da loro svolti sono stati assegnati a soggetti ‘entrati’ con modalità opinabili i quali, pur validi, non hanno le competenze necessarie a svolgere le mansioni a cui sono adibiti”. Si tratta, nello specifico, degli aderenti al ‘Programma Stage’ e al master Luiss-Bocconi cofinanziato dalla Regione. Eppure quest’ultima forma di reclutamento – asserisce la Cisal – non fa altro che alimentare il precariato. “Una linea di condotta incomprensibile da parte dell’ente perché portata avanti a totale discapito dei lavoratori del Comitato, esclusi da qualunque accesso in palese dispregio del principio di parità di trattamento e con il paradossale effetto di creare appunto un nuovo ghetto di precariato. E ci si chiede per quale motivo avvenga ciò, considerato che gli esperti – prosegue il sindacato – hanno sempre prestato attività con perizia e precisione per come testimoniano i risultati anche in ambito comunitario. Ma senza alcun esito. La loro dedizione si è al contrario tradotta nella beffa, che si aggiunge al già grave danno subìto, della perdita di anni e ulteriori occasioni di impiego con la terribile conseguenza di ritrovarsi ai margini del mercato del lavoro a età mature, avendo pure famiglie e forti responsabilità”. Ecco perché la Cisal appoggia tutte le richieste del Comitato. Istanze che seguono a proteste e incontri caratterizzati da rassicuranti promesse, a cui però non si ha risposta. “Strano – chiosa il sindacato – poiché si disattende l’applicazione della Riforma della Pa, poiché la mancanza di contratto va ascritta alla colpevole disattenzione della Regione. Fra le rivendicazioni di tali lavoratori vi è ovviamente anche la parità di trattamento con i giovani di Programma stage da attuarsi mediante la pubblicazione di apposito avviso riservato alle professionalità che negli anni hanno svolto varie funzioni nei Dipartimenti. E chissà se il vicegovernatore Antonio Viscomi, a cui hanno scritto, riuscirà a garantirgli un futuro meno nebuloso. Ragion per cui la Cisal chiede tramite questa nota un incontro congiunto al prof. Viscomi, ribadendo il proprio interesse alla questione e dicendosi pronta a ogni iniziativa di protesta al fianco dei lavoratori.
