
Cgil: "A sostegno dell'integrazione aziende ospedaliere Pugliese-Ciaccio e Mater Domini"
Lunedì 05 Febbraio 2018 16:20 di Redazione WebOggi.it
Da tempo non sospetto come CGIL territoriale, insieme alla categoria del pubblico impiego che ricomprende anche la Dirigenza Medica, abbiamo salutato con positività l’avvio delle procedure per l’unificazione delle due aziende ospedaliere di Catanzaro. Su tale scia valutiamo positivamente la scelta, bipartisan, di predisporre un disegno di legge regionale che vada in questa direzione, tuttavia non possiamo non rilevare che al momento solo alcuni esponenti della minoranza in consiglio regionale, e tutti del solo catanzarese, hanno preso a cuore questa vicenda, sebbene sostenuti dal Sindaco di Catanzaro che assolutamente non è poca cosa. Auspichiamo che, in questa direzione, si trovi un dialogo costruttivo con la maggioranza che sostiene il Presidente Oliverio, per avere in campo quella necessaria sinergia per raggiungere l’obiettivo prefissato. Se cosi non fosse ai cittadini catanzaresi, ma ancor di più ai cittadini calabresi, che aspettano delle risposte in campo sanitario ed occupazionale, sarà consegnata l’ennesima boutade elettorale, e visto il periodo a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Come CGIL siamo sempre stati disponibili al confronto sul tema e non saremo tacciati di partigianeria se, ancora una volta, ribadiamo di non essere stati mai coinvolti. Le strategie hanno riguardato solo il tavolo tecnico e solo gli esponenti universitari ed ospedalieri sotto la legittima regia del Commissario Scura, se si rivelerà giusta lo dirà il tempo. Ora però a nostro avviso l’appello dell’On. Pacenza non deve cadere nel vuoto, perché sul punto riteniamo abbia ragione: la Regione Calabria va coinvolta. La nascente “Dulbecco” non è patrimonio della sola città di Catanzaro, in quanto per le caratteristiche che vorrebbe assumere è patrimonio di tutta la Calabria, e perché no, con una punta di orgoglio, anche del mezzogiorno un domani. Al netto delle precedenti considerazioni, come sindacato, poniamo delle domande. Lo stato di salute economico delle due attuali aziende è indifferente rispetto al progetto, oppure ha un rilevante peso specifico? La realizzazione di un secondo pronto soccorso, scelta che condividiamo, avrà o no dei riflessi sull’organizzazione del lavoro e sulla necessaria implementazione di nuovo personale del comparto non dirigente? Le nozze con i fichi secchi non hanno lunga durata. Per la dirigenza medica, ospedaliera ed universitaria, che provengono da due realtà contrattuali diverse quali strumenti di armonizzazione sono stati previsti, senza che gli universitari prevalgano sugli ospedalieri? Anche se ciò per certi versi è inevitabile. Ed infine, nelle linee guida del Commissario ad Acta per la definizione degli atti aziendali l’Azienda Mater Domini è stata volutamente tenuta fuori, a giusta ragione, visto che va rinnovato il protocollo d’intesa con la Regione Calabra. Ebbene perché su tale protocollo, che tutti dicono essere pronto e chiuso in un cassetto, non si apre un confronto anche con il sindacato? A queste domande vorremmo ricevere delle risposte, fermo restando che, a prescindere, noi siamo per l’unificazione. Ovviamente daremo il nostro contributo, anche qualora non fosse richiesto, poiché riteniamo di non poterci sottrarre visto che rappresentiamo migliaia di lavoratori, dirigenti e non, i quali fanno la differenza e senza di loro le due aziende non esisterebbero.
Raffaele Mammoliti – segretario generale CGIL Catanzaro/Lamezia
Bruno Talarico – segretario generale FP CGIL Catanzaro/Lamezia
