Celia: "Madonna di Porto Salvo, da evento religioso tradizionale calabrese a festa parrocchiale"

Mercoledì 18 Luglio 2018 18:00 di Redazione WebOggi.it

“Finalmente il sindaco Sergio Abramo ha centrato un risultato inseguito a lungo e mai trovato dai suoi predecessori: ha unito la città tutta, rendendola uguale in ogni quartiere, perché ovunque ha devastato il futuro e la dignità del capoluogo di regione”. Lo afferma il consigliere comunale di FareperCatanzaro, Fabio Celia. “Questa giunta comunale – prosegue Celia – ha svuotato il centro dilaniando ingenti somme di denaro per rianimarlo. Ultimo caso la festa di San Vitaliano. Tanti soldi spesi senza programmazione, professionalità e servizi, ma semplicemente sprecati per osannare il suo operato e quello della sua squadra, fallimentare esattamente come chi li guida. Al concerto dei “Dear Jack” poche presenze, mentre gli eventi collaterali, a fatica svolti e con molte problematiche riscontrate, sono ben raccontati dagli stessi protagonisti sulle loro pagine social: critiche per l’operato e per la consueta arroganza ostentata come di consueto da coloro che amministrano la città da circa due decenni. Migliaia di euro utilizzati per vedere il solito centro storico vuoto. Qualcuno potrebbe immaginare che fosse vuoto poiché essendo estate le persone si riversano nel quartiere Lido. Purtroppo non è così, anche Lido paga infatti un’amministrazione scellerata e mediocre della cosa pubblica: è vuota, senza attrazioni e fa molto male guardarsi attorno ammirando le meraviglie naturali e rendersi conto di quanto siano incapaci a valorizzarle coloro che governano la città. Una classe politica che cura il suo orticello, affogata nella mediocrità cronica del suo operato, che diffonde sui giornali foto e comunicati spacciando per successi le pezze trovate per ricucire gli enormi strappi creati dai loro insuccessi. A volte mi chiedo in quale città sia residente il sindaco, certamente non conosce la nostra di città, mentre gli crolla attorno. L’importante è da sempre curare le personali ambizioni a discapito della collettività. Ma i catanzaresi, per strada e sui social, parlano chiaro: sono stanchi e molto arrabbiati. L’unica via di fuga da codesta drammatica condizione nella quale la giunta Abramo ha trascinato il capoluogo di regione sarebbe il turismo. Ma questi signori, e lo dicono i fatti oggettivi, sono incapaci persino di pronunciarla la parola turismo. Turismo per loro è clientelismo, esattamente come qualsiasi altra problematica trattata. Tutto è clientelismo. Nel quartiere Lido tra pochi giorni sarà celebrata la tradizionale festa della “Madonna di Porto Salvo” con la meravigliosa processione in mare. Un evento iscritto tra le feste tradizionali calabresi, per il quale il Comune di Catanzaro avrebbe deciso di investire 5.000 euro, più altri 2.000 per un evento correlato. Il programma civile prevede una fiera agroalimentare, un paio di eventi in chiesa, un concorso canoro per bambini ed un concerto nell’ultima sera che, con tutto il rispetto per chi si esibirà, non è certo paragonabile al programma di eventi pianificati ed andati molto male durante i festeggiamenti per il patrono della città, San Vitaliano. Preme ricordare che quanti danni abbia fatto nel quartiere Lido il sindaco Abramo è ampiamente risaputo e non basta qualche giorno di un festival di cinema, seppur di alto livello ma con costi elevatissimi, per programmare e monetizzare una stagione turistica lunga almeno quattro mesi. Anche i consiglieri ed assessori comunali del quartiere Lido hanno le loro responsabilità. Loro che sui social annunciano grandi eventi e programmi finalizzati al rilancio del territorio, ma che alla pratica restano a guardare mentre un evento come quello della festa della “Madonna di Porto Salvo” viene relegato con rispetto parlando a “semplice festa parrocchiale”. In realtà, l’evento è altamente importante dal punto di vista religioso, ma anche fondamentale, se programmato e valorizzato, per le tante attività commerciali di Lido, che ogni anno attendono la stagione estiva carichi di aspettative per vivere solo qualche giorno di celebrità, con attori, registi e artisti che visitano la città. Senza considerare che idea si possano fare loro di questa città così come il sindaco Abramo la presenta. In queste settimane non sono mancati coloro che si sono spacciati per politici di servizio, che a mezzo stampa e sui social affermano di aver curato il programma, per poi dimostrarsi assolutamente inadeguati. Una fiera di tre giorni, per quanto idea positiva, non basta, sempre che si dimostri alla fine idea vincente in termini di partecipazione. Considerando che, da quanto si dice, il ricavato sarà donato alla parrocchia Santa Maria di Porto Salvo, auspico che sia un grande successo. Ma la verità è che il programma non può minimamente essere all’altezza di un evento che dovrebbe portare respiro economico al quartiere. Per la festa di San Vitaliano l’investimento c’è stato, ma è finito per essere utile ad una scarsa utenza. A Lido, si svolge una splendida processione in mare, partecipata da decine di migliaia di persone, unita alle tante iniziative religiose tradizionali e cariche di spiritualità che i diversi parroci hanno in questi anni incentivato nel corso della novena, in ultimo il parroco attuale, che molto si sta impegnando e tanti buoni risultati sta raccogliendo, anche intervenendo sulla chiesa con lavori di ristrutturazione importanti compiuti grazie ai suoi sforzi ed a quello dei fedeli. Dove sono le istituzioni? Non è compito di esse incentivare e supportare tutto ciò che accresce la qualità sociale ed economica di un territorio? Il programma civile è davvero all’altezza del blasone e della tradizione di questa storica festa dall’enorme valenza spirituale e culturale? E’ così che si incentiva il turismo religioso che spesso è citato da molti politici durante le campagne elettorali come risorsa irrinunciabile di sviluppo e crescita? Ognuno si dia la sua personale risposta, - conclude Celia - ma un dato oggettivo rimane: il quartiere Lido e tutta la città meritano uno sforzo decisamente maggiore da parte di chi governa”.


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