
Celia: "Ciconte fugge dal confronto politico, pensa solo a se stesso"
Venerdì 03 Agosto 2018 14:17 di Redazione WebOggi.it
L’inconsistenza politica del “consigliere” Ciconte, non richiede ulteriori commenti, ma ieri, nel civico consesso si è superato la fantasia, come non avviene neanche nei migliori film del produttore Steven Spielberg. Sollecitato dal sottoscritto e dal nostro capogruppo, Sergio Costanzo, a chiarire agli elettori catanzaresi la sua attuale posizione politica, dopo la “pseudo” sospensione dal gruppo consiliare regionale del PD, e se conseguenzialmente si sarebbe, come dovrebbe essere di norma, sospeso anche dal gruppo consiliare comunale del PD, oltre che da vice presidente del consiglio regionale, per tutta risposta si è allontanato dall’aula, fuggendo ancora una volta al confronto politico. Purtroppo, è questa una sua prerogativa! Già nelle scorse elezioni comunali, l’unica traccia che è rimasta della sua candidatura a Sindaco sono le reiterate ritirate “strategiche” dai confronti televisivi con i suoi avversari: Abramo, Fiorita e Granato. Atteggiamento che ha portato la colazione di centrosinistra a perdere le amministrative, e oggi a far scomparire dai banchi del consiglio comunale per la seconda volta consecutivamente, ed in due diverse consiliature la sua lista di riferimento Svolta Democratica. Quindi ancora una volta, ieri, il veterano consigliere regionale ha preferito riproporre questo suo atteggiamento sfuggente che contribuisce a fare accrescere la sfiducia verso la politica da parte dei cittadini, favorendo, così, l’allontanamento degli stessi dalla partecipazione democratica alla politica e facendo cosi accrescere sempre più consensi nel populismo. Un atteggiamento il suo che da il fianco a una sola lettura, quella che il Presidente dell’ordine dei medici starebbe cercando una nuova casa visto che, per statuto, dopo due legislature non potrà candidarsi nelle liste del PD alle regionali del 2019, fregandosene, dunque, altamente dei valori e dei colori politici e pensando solo ed esclusivamente al suo io e alla comoda poltrona. Purtroppo oltre ad essere stato sonoramente bocciato alle scorse amministrative dagli elettori catanzaresi, deve prendere atto che è stato respinto anche dal suo partito a livello nazionale, che, avendo capito bene il soggetto, lo ha escluso dalle candidature delle politiche del 4 marzo, forse proprio perché ritenuto inaffidabile e inadeguato. La “pseudo” sospensione dal gruppo regionale dai più è vista come un ricatto verso il governatore Oliverio, reo di averlo escluso dalla giunta regionale dopo che lo stesso Ciconte era stato rinviato a giudizio per la vicenda Rimborsopoli. Ma come poteva il governatore non prendere questa decisione dopo un’accusa tanto grave dal punto di vista politico? Poi noi siamo garantisti, al contrario di altri POLITICANTI che per semplici insinuazioni o video montati ad arte non hanno perso tempo a decretare sentenze e condanne che oggi però gli si ripercuotono contro. A noi interessa l’aspetto politico e capire se Ciconte è in rottura con il PD o con il Governatore Oliverio? Perché se è in rottura con il PD dovrebbe sospendersi anche dal gruppo consiliare comunale a meno che non ci siano due PD e noi non ne siamo a conoscenza. Se è in rottura con il Governatore dovrebbe dimettersi da vice presidente del consiglio regionale e rinunciare alla struttura con tanto di incarichi e prebende. Siamo certi che non farà ne una ne l’altra, continuerà a lavorare sotto traccia coltivando da una parte la goffa e patetica soluzione di un eventuale terzo polo insieme all’ On. Guccione o addirittura una probabile candidatura nel centro destra. Caro Ciconte le converrebbe aprirsi un banchetto per praticare il gioco delle tre carte invece di proseguire un fantomatico e incerto cammino politico, dove ha solo dato prova di prendere in giro i CALABRESI prima ed i CATANZARESI dopo.
Fabio Celia
Consigliere Comunale #fareperCatanzaro
