
Catanzaro in Movimento: no al Tar fuori dal centro
Mercoledì 03 Ottobre 2018 09:40 di Redazione WebOggi.it
Sulla vicenda della nuova sede del TAR Calabria ha perfettamente ragione il Consigliere Comunale Eugenio Riccio. Il centro storico di Catanzaro non può assolutamente perdere questo importantissimo Ente. La parte antica della città rischia seriamente la desertificazione. Bisogna interrompere l’emorragia di uffici e strutture pubbliche verso altre zone della città. Sia chiaro: non siamo assolutamente contrari che Catanzaro allarghi gli orizzonti, ma siamo contrari a scelte illogiche e scellerate. Sin dagli inizi del 1900 l’area di Piazza Matteotti è diventata il cuore degli uffici giudiziari. Prima di allora, è bene ricordarlo, erano ubicati in Piazza del Rosario, in quella che ora ospita la caserma della Guardia di Finanza. Catanzaro ha una grande e secolare tradizione giuridica, da sempre è stata la città guida della Calabria anche sotto questo punto di vista. Nei mesi scorsi avevamo appreso con grande soddisfazione l’idea di creare la cittadella giudiziaria intorno allo storico Tribunale della città. Proprio per questo motivo non capiamo la logica di ubicare a viale De Filippis il TAR Calabria. Com’è possibile venga “aggirato” un bando di evidenza pubblica che richiede esplicitamente che la nuova sede del Tribunale Amministrativo Regionale debba essere ubicato “nella zona centrale di Catanzaro, non distante dagli uffici delle autorità locali, dagli altri uffici giudiziari…”? Non ci sembra che viale De Filippis sia il centro città, così come non ci risulta che in quella zona esistano altri uffici giudiziari e uffici di autorità locali. E’ chiaro che la vicenda apre a tante domande e a tanti interrogativi che però, a chi conosce bene questa città, hanno già delle risposte. Se poi aggiungiamo che l’imprenditore che dovrebbe realizzare la sede del TAR è lo stesso che ha realizzato la nuova ala del tribunale nuovo, tremiamo per Catanzaro, visto che secondo il nostro modesto concetto di bello quello che è stato realizzato su viale Kennedy è un vero e proprio scempio. Una specie di termovalorizzatore ancora chiuso che stona incredibilmente vicino al bellissimo Tribunale di Catanzaro. Anche allora bisognava porsi delle domande lecite sul perché si realizzava quell’orrenda struttura invece di riprendere l’architettura del Tribunale nuovo. Fa bene quindi il consigliere Riccio a sottolineare che in questa città, brutture e devastazioni urbanistiche e architettoniche, avvengono alla luce del sole davanti a giudici, magistrati, architetti, ingegneri, politici ed inermi cittadini. Così come fa bene a porsi una domanda elementare: ma con 11 milioni di euro possibile che non poteva essere acquistato uno dei tanti palazzi del centro chiusi da anni? Ai catanzaresi l’ardua (ma ovvia) risposta...
Associazione Culturale CATANZARO IN MOVIMENTO
