
Catanzaro Capitale: "La tana del luppolo e lo sceriffo scalibrato"
Domenica 05 Marzo 2017 10:09 di Redazione WebOggi.it
Riceviamo e Pubblichiamo
A volte la Pubblica Amministrazione assume comportamenti scellerati, li assume ancora di più in questi ultimi anni, dove una crisi economica senza eguali ha messo in ginocchio ogni forma di impresa, con un incidenza molto alta in quella che è l’attività di prossimità e le piccole e medie realtà, che a Catanzaro come nel resto della nazione, sono ormai diventate un patrimonio da aiutare e non da seppellire. Se è così anche in considerazione che il disagio economico sta diventando un problema sociale e che c’è di fatto un impoverimento della classe media, particolarmente imprenditoriale cui la nostra città non è certamente esclusa, allora appare paradossale, pericoloso e soprattutto miope, per chi lo concerta, azzerare sul principio di una burocrazia non dialogante ogni forma di impresa, continuando a creare povertà e disorientamento dei cittadini, che continuano a vedere la Pubblica Amministrazione come un nemico e non come un riparo in un rapporto di reciprocità e di collaborazione. Questo è quello che è avvenuto a Catanzaro nei confronti della nota birreria Tana del Luppolo nella considerazione che pochi giorni addietro la prima sezione del Tar ha ritenuto l’azione dell’Amministrazione Comunale di Catanzaro, viziata da eccesso di potere, annullando il provvedimento di revoca della licenza e condannando lo stesso Comune al pagamento delle spese. A questo punto non scendendo nel tecnicismo dell’azione di repressione dell’Amministrazione Comunale e partendo dal principio che bisogna instaurare un dialogo con i cittadini, favorendo la sburocratizzazione dei processi, ma soprattutto invertendo il sistema dei controlli e gli attori degli stessi, quello che emerge è la potenziale discrasia nell’agire, dove “forse” non è tanto la Legge che è uguale per tutti, bensì diventa diseguale a seconda di chi la applica. La città di Catanzaro, il suo tessuto economico ed i cittadini non possono essere ostaggi di “sceriffi” che in virtù del potere conferito dal ruolo e dalla Legge a seconda dei settori cui gravitano o hanno gravitato, applicano la norma a volte con eccesso di zelo, come nel caso in oggetto, mentre altre volte sono meno zelanti a secondo delle convergenze e delle opportunità politiche variabili. La regola non è variabile soprattutto quando a pagare è il cittadino due volte: la prima in quanto vittima e la seconda in quanto contribuente di un’Amministrazione chiamata a pagare le spese di errori ed orrori dei suoi attori…
Giuseppe Pisano – Presidente “Catanzaro Capitale”
