Cardamone (FI): "Noi credibili. Fiorita? Come potrà mai allearsi con alfiere della vecchia politica"

Mercoledì 14 Giugno 2017 18:04 di Redazione WebOggi.it

E' il coordinatore cittadino della prima forza politica della città, Ivan Cardamone, presidente uscente del Consiglio Comunale di Catanzaro. Le elezioni dell'11 giugno non lasciano spazio alle interpretazioni quando a parlare sono i numeri. Ed i voti raccolti dalla lista di Forza Italia (5.254) non li ha raccolti nessun altro. Per la prima volta orfana dell'attuale coordinatore provinciale e consigliere regionale Domenico Tallini, la lista di Forza Italia ha dimostrato ancora una volta la sua leadership politica nel capoluogo di regione. Il candidato sostenuto da Forza Italia, il sindaco uscente Sergio Abramo, affronterà il candidato di centrosinistra, Vincenzo Ciconte, al ballottaggio in programma domenica 25 giugno con un sotanziale vantaggio che lo pone come favorito. 

Una prova di forza politica, quella del partito di Silvio Berlusconi, ottenuta anche grazie agli 868 voti ottenuti da Cardamone, piazzato al secondo posto della lista dietro a Sergio Levato (1.349), raggiungendo il 10,12% delle preferenze totali espresse dai catanzaresi.

Proprio con il presidente del Consiglio comunale abbiamo analizzato il risultato dei candidati a sindaco e delle coalizioni in campo domenica scorsa.

"Le opinioni lasciano giustamente lo spazio ai fatti e ai numeri - racconta a Weboggi Cardamone - che sono impietosi per Ciconte e il centrosinistra. Gridavano che avrebbero vinto al primo turno ed invece si trovano staccati di quasi dieci punti da Abramo. Sul piano della novità politica la “rivelazione” è stato il centrodestra che si è dimostrato compatto, forte e coeso, nonché fautore della vera “rivoluzione” rappresentata dalla composizione delle liste. Saranno, quindi, solo otto gli uscenti e ciò consentirà al sindaco di poter contare su una maggioranza rinnovata con l’ingresso di 12 nuovi consiglieri. New entry che porteranno energie fresche in consiglio non solo dal punto di vista anagrafico, ma anche in termini di qualità e di competenze. L’opinione pubblica ha premiato il nostro coraggio di rinnovamento e ora attendiamo il responso finale del ballottaggio per chiudere il cerchio e dare il via all’attesa svolta politica e culturale in città".    

Avete ottenuto circa il 40% dei voti, quale qualità secondo il coordinatore di Forza Italia è stata meglio espressa per riuscire a fare breccia nei cittadini?

"Abbiamo puntato molto sulla buona amministrazione, sulle cose fatte, sulla cultura di governo. Mentre il centrosinistra faceva chiacchiere, noi abbiamo parlato al cuore della città, mostrando i risultati raggiunti. La forza delle nostre liste è sotto gli occhi di tutti, tant’è che è stata premiata dal voto dei catanzaresi a fronte della presunta “corazzata” del centrosinistra che, nonostante potesse contare su 11 liste, alle urne non ha raggiunto la maggioranza. Anzi, con cinque liste in meno, abbiamo sfiorato il 40%. Una buona comunicazione, in grado di raggiungere tutte le case, e una forte presenza sui social, oggi fondamentale per costruire un contatto diretto e coinvolgente con i cittadini, ha fatto il resto mettendo in evidenza la qualità e la credibilità della nostra proposta".    

Cosa si aspetta dal ballottaggio contro Ciconte il 25 giugno prossimo: teme un'alleanza del vostro contendente con Nicola Fiorita?

"Cosa mi aspetto? Quello che dice la logica. Abramo allargherà a suo favore la forbice rispetto ad un Ciconte massacrato dal voto disgiunto. Noi possiamo contare sulla partecipazione compatta e coesa delle nostre liste e dei nostri sostenitori, a differenza di Ciconte costretto a dover chiedere aiuto all’esterno della sua coalizione perché bocciato personalmente e politicamente. Forte del risultato ottenuto e del ruolo che potrà legittimamente recitare in Consiglio comunale, Fiorita, se accettasse le avances di Ciconte, rovinerebbe quanto professato finora in campagna elettorale. Se la sua parola chiave è stata quella del cambiamento, come potrà mai allearsi con l’alfiere della vecchia politica?".

 

di Alessandro Manfredi 


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