
Cara Catanzaro: "Città sotto attacco da dentro e fuori le mura"
Lunedì 02 Luglio 2018 14:00 di Redazione WebOggi.it
Ed ecco che a Lamezia ricominciano. Dopo la battaglia (perduta) per ottenere la provincia, un noto esponente della città della piana ci riprova. In un post su facebook, plaude al collegamento veloce Catanzaro-Lamezia. E fin qui tutto bene. Ma poi che fa? Anziché dichiararsi felice che gli studenti e i fruitori dell’università Magna Grecia avranno la possibilità di raggiungere la sede di studi in pochi minuti (anche quelli provenienti dal Lametino), auspica invece di portarsi gli studenti a risiedere a Lamezia “se ci sapremo fare, Lamezia potrebbe diventare una città universitaria”. E poi addirittura parla di costruire una Casa dello Studente a Lamezia; della movida lametina che attirerebbe gli studenti, di canone gratuito per il primo anno per studenti e professori; fitti a prezzi concordati in cambio di sgravi ecc. ecc. Ma possibile che questo signore non riesca a progettare la crescita della sua città senza tentare sempre di farlo togliendo qualcosa a Catanzaro? In ogni caso, tutto ciò nasce dai nostri errori. Primo fra tutti la dismissione della Stazione di Sala. E acquista ancora maggiore importanza, quindi, la proposta delle associazioni, tra le quali la nostra, per la riapertura della stessa, con conseguente dismissione di quella “fantasma” sorta a Germaneto. Stia in allerta la nostra politica. Catanzaro subisce attacchi frontali da ogni dove, e l’errore di aver spostato l’intera università in quella landa desolata delle colline di Germaneto anziché farla crescere e convivere (almeno per il polo giuridico-umanistico) nel centro storico, potrebbe davvero essere pagato a caro prezzo. Si rimedi agli errori del passato. Iniziando col riportare le facoltà giuridico/umanistiche in centro, perché è questo l’unico modo per farlo rinascere, e lo diciamo da anni. Una scelta che sarebbe opportuna anche ai fini della razionalità e della economicità di gestione della costruenda metropolitana leggera, perché un centro svuotato di contenuti rappresenterebbe un “ramo secco” della stessa, pregiudicandone l’intera funzionalità. E a questo proposito, fa rabbia constatare che si continui ad andare in direzione contraria. Sono migliaia i lavoratori che negli ultimi anni sono stati portati via dal centro. Una emoraggia che la politica non solo non contrasta, ma che anzi sembra favorire. Passi per tutti gli assessorati regionali sparsi in centro e necessariamente da riunire nella Cittadella, ma per altre migliaia di lavoratori il discorso cambia. Ispettorato del Lavoro; Caserme; Scuole: si decentra tutto. I lavori della Questura fermi con le quattro frecce per problemi giudiziari della Ditta esecutrice hanno spostato circa duecento persone, e non si intravede il loro ritorno. Addirittura, si sta costruendo il nuovo Liceo Scientifico in un’altra landa desolata: a Siano, in mezzo alla campagna. Chiudendo, quindi, quello prestigioso e storico di via A. Turco. Altre mille persone, tra studenti, corpo docente e addetti, “deportati” dal centro storico e da palazzi prestigiosi verso strutture anonime e decentrate. Si sono spostati i Carabinieri, la Finanza, addirittura la Catanzaro Servizi ha lasciato gli uffici di corso Mazzini. Quando lo capiranno quindi i nostri politici che l’unica ancora di salvezza è rappresentata dall’Università? Nell’Agenda Urbana si poteva pensare di destinare una parte dei finanziamenti per recuperare e destinare alla facoltà di Giurisprudenza uno dei tanti immobili del Centro Storico, come il Galluppi, ad esempio, o la Caserma Triggiani, la Caserma Pepe o altri ancora. Invece leggiamo solo di interventi che appaiono semplici palliativi che poco o nulla porteranno in termini di residenzialità (perché è di questo che si necessita!). Addirittura, c’è il rischio concreto che anche il nuovo Ospedale venga costruito a Germaneto. E allora sai che facciamo di Catanzaro centro? Una nuova Badolato.
CARA CATANZARO
