
Capigruppo maggioranza: "Costanzo e la convergenza politica di cui non sembra esserci traccia"
Lunedì 25 Giugno 2018 17:03 di Redazione WebOggi.it
“Vorremmo sapere se il leader del movimento Fare per Catanzaro, Sergio Costanzo, stesse pensando alla canzone “La solitudine degli amori impossibili”, quando ha parlato di paura nelle fila della maggioranza per una non meglio precisata convergenza, sostantivo familiare alla gente comune e comprensibile a tutti, ma di cui non sembra esserci traccia nell’altra metà della coppia politica. Ci riferiamo a Cambiavento, che sulla nascitura alleanza civica 3.0 ha nicchiato, glissato, preso tempo e forse persino le distanze. Peccato non sia bastata, questa freddezza del gruppo Fiorita, per evitare di leggere la frase auto-incoraggiante di Costanzo, quell’“abbiamo seminato il panico” di cui, francamente, non ci siamo accorti. La preoccupazione di Cambiavento sarebbe alimentata da un fantomatico accordo, che - detto fra noi - il popolo fioritano sembra proprio non digerire neppure facendo ricorso a massicce dosi di bicarbonato di sodio. Non ditelo però all’amico Sergio. E non ditegli neppure che Nicola Fiorita l’idea di aumentare il lusinghiero 23,2% ottenuto alle amministrative di un anno fa - ragionando sulla formazione di una coalizione a sostegno della sua candidatura a sindaco - l’ha sì accarezzata, ma anche accantonata in fretta osservando i musi lunghi dei principali collaboratori e amici fidati mentre facevano spallucce sui loro nuovi, possibili, compagni di viaggio. Le teste pensanti del Movimento si sono affannate a spegnere gli entusiasmi sul miraggio di un’unione che fa la forza. E non è che si siano dovute impegnare più di tanto, limitandosi a rievocare la composizione del centrosinistra, allargatissimo, del 2017 e il flop registrato nonostante tutto. Già, proprio quel centrosinistra che adesso appare diviso e lacerato a tutti tranne che a Costanzo e Fiorita, concordi solo nell’alimentare la grossolana quanto comica bugia della sua compattezza. Una tesi fantasiosa e bizzarra, questa, e che ricorda quella dell’esistenza dell’Unicorno. Il fronte anti-Abramo, infatti, è spaccato in almeno due, se non addirittura tre, tronconi in guerra aperta tra loro. Altro che coesione. La faccenda è ben diversa, oltretutto, per l’impossibilità di imporre la vecchia linea del “turiamoci il naso e votiamo Dc”: molti nel centrosinistra pur di non votare per Fiorita e lo ‘strano alleato’ Costanzo opterebbero a occhi chiusi per l’alfiere del fronte opposto. Senza contare che aspettiamo di toccare con mano l’intesa culturale tra Fiorita e Costanzo, evocata dall’ottimo Sergio, ma di cui per ora non vediamo nessuna traccia. E ancora, è il caso di battersi affinché sia restituito il diritto di parola al Grillo Parlante di Cambiavento, Gianmichele Bosco, che in un empito di improvvisa quanto folgorante popolarità aveva preso l’abitudine di discettare sulla… qualunque, non intesa come Cetto sia chiaro, prima di essere zittito dal prof. davanti alla tentazione, che pare sia stata transitoria, di cedere lo scettro del comando e la linea politica proprio a Costanzo”.
capigruppo Luigi Levato (Forza Italia), Ezio Praticò (Catanzaro da Vivere), Rosario Mancuso (Catanzaro con Abramo), Giuseppe Pisano (Officine del Sud) e Andrea Amendola (Obiettivo Comune).
