Candidati alla Camera ed Associazioni di Categoria: IL CONFRONTO (con GALLERY)

Martedì 27 Febbraio 2018 07:34 di Redazione WebOggi.it

Un intenso momento di confronto quello tra le principali associazioni di categoria -Confartigianato, Confcommercio e Confagricoltura- ed i candidati alla Camera per le ormai prossime Politiche del 4 marzo. 

PMI, imprese artigiane, digitalizzazione, infrastrutture, legalità, fiscalità e tassazione, ed ancora rappresentanza, occupazione, salari, senza dimenticare agricoltura e prodotti tipici, inquinamento e rigenerazione urbana: sono molteplici i temi affrontati nel talk pomeridiano che ha visto confrontarsi in una sorta di "question time" Pietro Falbo (presidente Confcommercio Calabria Centrale), Raffaele Mostaccioli (segretario generale Confartigianato) e Walter Placida (presidente Confagricoltura Catanzaro) con Antonio Viscomi (Candidato alla Camera per il PD), Wanda Ferro (per Fratelli d'ITalia), Giuseppe D’ippolito (Movimento 5 stelle) e Domenico Furgiuele (con la Lega). Presente anche Paolo Parentela, già deputato, assenti per motivi personali ed istituzionali tutti gli altri. 

Cinque i punti programmatici della proposta di Confartigianato, sottoposti indistintamente a tutti i candidati: una riduzione della pressione fiscale e conseguente semplificazione del sistema tributario, favorire l'accesso al credito, sostenere la crescita e la competitività, migliorare gli interventi per il Lavoro e la Formazione, puntare sull'impresa 4.0 ed il digitale. Obbiettivi condivisi anche dalle altre Associazioni, che chiaramente focalizzano l'una sul commercio (Pietro Falbo: "Vi è la sensazione da parte degli esercenti, piccoli e medi, di essere mira primaria della fiscalità italiana, più colpiti dalla burocrazia e dalla fiscalizzazione rispetto a quei canali che, realmente,  producono grosse finanze") e sull'agricoltura (Clicca qui per leggere le dichiarazioni di Walter Placida).

Il pensiero dei candidati.

WANDA FERRO (FRATELLI D'ITALIA)

"Voglio ben credere che quanto inserito in questa bozza di proposta programmatica sia attuabile su scala nazionale, probabilmente per troppo tempo abbiamo sentito soltanto promesse -ha esordito la Ferro- Credo che dovremmo basare il nostro futuro sull'identità: non saremo mai una Nazione famosa per le acciaierie e la Calabria mai famosa per i poli tecnologici o industriali. Perciò proprio sul Made in Italy e nello specifico sul Made in Calabria dobbiamo fondare il vero asse portante della nostra politica, provando ad incidere maggiormente su scala nazionale valorizzando le nostre imprese artigianali e P.M.I., senza tralasciare il dover fare rete tale tanto da poter sostenere una identità territoriale e di conseguenza il nostro sviluppo. Bisogna agire inoltre sul piano della formazione, che finora è stata focalizzata su rami differenti da quelli artigianali. Un occhio di riguardo andrebbe riservato alle donne in età fertile, la cui assunzione potrebbe comportare sgravi fiscali per le imprese e la reale possibilità per la donna di mettere su famiglia, fare figli".

"Bisogna agire sulla mancata volontà di quelle aziende che dovrebbero e non vogliono consorziarsi -continua, al secondo giro di domande- Nessuno finora ha mai supportato con incentivi un cambio di rotta verso i consorzi. Occorre premiare il Made in Italy. E snellire la burocrazia, che uccide il turismo, l'agroalimentare ed i beni culturali, ambiti di eccellenza nel panorama nazionale. Non è una questione di colori politici -ha concluso- qualunque partito deve ripartire dal sud per una politica di sviluppo nazionale".

 

ANTONIO VISCOMI (PARTITO DEMOCRATICO)

"Ho trascorso la mia infanzia in una falegnameria, perciò ne ricordo momenti floridi ma anche lo svuotamento negli anni '70/'80, quando l'artigianato è stato soffocato dalla normativa nazionale. Da allora non si è più ripreso. -ha esordito così il candidato per il PD-  Perciò sposo il principio "THINK SMALL FIRST" ("prima pensa -al- piccolo", trad. ndr):  questo non è solo un principio di organizzazione aziendale, ma è un principio di organizzazione sociale. Pensare per primo sul piccolo non significa pensare “in piccolo”, significa pensare alla dimensione umana, alla qualità della vita, alle relazioni sociali. I centri commerciali onnivori e fagocitanti non sono il destino a cui qualcuno ci ha condannati. "Think small" significa pensare ai negozi di prossimità, e di conseguenza alla qualità della vita. E' un principio di ricostruzione e riqualificazione delle nostre città".

"Il problema dell'artigianato -ha aggiunto- non può essere affrontato come fosse una questione separata rispetto alla costruzione delle nostre città. Va pensato per tutelare una quantità di esercizi di prossimità che stanno chiudendo uno dopo l'altro. Il negozio è luogo di socializzazione, di formazione di cultura e di esperienze condivise, specie in un momento di perdita di qualità delle relazioni umane.

Dobbiamo poi risolvere il problema delle “3 B”: Banche, Burocrazie e Buste paga. Per prima la questione salariale: se non entrano soldi nelle buste paga dei nostri lavoratori, questi poi non possono accedere ai consumi. Tutti i nostri discorsi rischierebbero di essere vani. Vi è poi la questione burocratica: pazzesce. Ultima la questione delle banche: come è possibile sostenere l’imprenditoria, l’artigianato ed il commercio se l’accesso al credito costa qui molto più di quanto costi in tutta Italia?"

"Parliamo poco di politica internazionale -prosegue Viscomi, al secondo turno di domande- sebbene siamo al centro del Mediterraneo e possiamo considerarci tra le più importanti piattaforme logistiche euromediterranee, purtroppo continuiamo a considerarci periferici. Peccato che questo potenziale sia stato colto soltanto dai mafiosi".

"La vessazione burocratica può essere ridotta nei confronti di talune imprese agricole se sussistono certi requisiti: cioè per chi realmente paga le tasse. Credo sia il caso di portare a compimento la legge sulla rappresentanza. Le rappresentanze imprenditoriali e sindacali così avranno un peso, per distinguerle da meccanismi lobbistici e da reti ed alleanze nell'ombra, tutelando così la PMI che paga regolarmente le tasse e passa attraverso il ruolo formale degli organismi di rappresentanza, ruolo definito per legge".

Il problema dell'agricoltura è anzitutto un problema di superficie agricola media. Qui in Calabria ognuno fa per se, e per tremila consorziati cii ritroviamo davanti a 4.2 ettari di superficie media: ognuno produce il suo vino, il suo olio.   Non riusciamo a fare massa critica, non è un problema di politica e partiti ma un problema di testa, di mentalità. Sono orgoglioso di aver sostenuto il primo consorzio di imprenditori nautici in Calabria: dobbiamo stare insieme per fare peso, consorziarci. Inoltre va messa mano al sistema della contrattazione collettiva, che ci penalizza e ci spinge verso forme di caporalato. Si deve parlare anche di Artigianato 4.0, ovvero il digitale applicato all'artigiato.o Il digitale che non sia visto come vetrina ma come processo produttivo, meccanismo per lavorare nell'artigianato. Stenderei a man bassa tutti i possibili incentivi al sistema artigianale, che diventa sempre più di qualità e rispetto a cui i ragazzi stanno facendo ritorno. Il loro, è un ritorno al futuro".

Infine, sulla legalità: "Legalità è parola usata e abusata, parlerei piuttosto di responsabilità. Ognuno di noi, facendo il suo, costruisce una comunità: non siamo isole. Ad ognuno di noi in ogni gesto quotidiano viene posta la domanda: tu da che parte stai? Non esiste un'area di mezzo. O si sta dentro o fuori"

E sulla rigenerazione urbana. "Non si tratta più di competere tra imprese o imprenditori. Oggi competono i territori. Dovremmo adottare questa nuova visione, e infrastrutturarli per poter competere. Dovremmo ragionare in termini di distretti industraili, avere una visione d'insieme, non pensare al singolo negozio ma a come il territorio deve andare avanti. Ecco perchè volevo la riforma costituzionale, certo sbagliata per altri versi, ma abbiamo assoluto bisogno di grandi riforme, il che significa ascoltare i reali bisogni della collettività, porre i nostri problemi locali in una prospettiva globale. Forse questa è l'occasione per inziare a pensare in grande -ha concluso- Imparare a porre la giusta ambizione e l'orgoglio della nostra storia identitaria in un contesto piu grande"

 

GIUSEPPE D'IPPOLITO (MOVIMENTO 5 STELLE)

"Provengo da 35 anni di esperienza nel mondo dell'associazionismo dei consumatori e per questo motivo sono certo che dobbiamo coniugare le problematiche dell’artigianato e dell’agricoltura assieme alle problematiche della famiglia. -ha esordito D'Ippolito- Dobbiamo intervenire su un doppio versante simultaneamente, da una parte garantendo un sostegno forte per le PMI, dall’altra in favore delle famiglie per recuperare la naturale propensione al consumo. Ci si potrà muovere su questi due binari quando si comincerà a parlare di detassazione, rimodulazione dell’Irpef, reddito di cittadinanza".

"Per dieci anni sono stato Delegato per l'Italia all’ONU in rappresentanza dei consumatori: proprio lì a Washington mi trovavo a parlare di tutela del Made in Italy, il che significa da sempre declinare una serie di prospettive, tanto vale anche per il Made in Calabria.

Sono stato inoltre autore di una proposta di legge di profonda modifica sulla riscossione esattoriale. Una reale abrogazione di Equitalia in vista di un'eliminazione dei possibi canali di favore per lo Stato nei confronti del cittadino, verso la parità di posizioni".

"In cima alle priorità legislative in Calabria, vi sono senza dubbio il turismo e l'agricoltura. Sullo sviluppo dell'agricolutra si sviluppa il concetto di qualità della vita, sia in termini di salubrità dell'ambiente che in termini di guadagno. Difendere l'agricoltura è garanzia dai rischi di dissesto idrogeologico, difendere l'ambiente dalle scellerate iniziative che prevedono il consumo del suolo. A Lamezia, ad esempio, la piana è quasi interamente vincolata ad un progetto industriale nato nel '70, abortito nel '71 e rimasto negli anni senza che nessuno proponesse una riduzione dell'eccessiva estensione dell'area industriale a favore di un'area da destinare all'agricoltura. Generazioni di vivaisti e ortofrutticoli trasferitisi nella Piana hanno visto espropriati i loro terreni per una progettualità che non aveva alla base la salvaguardia dell'ambiente e di cui oggi paghiamo le conseguenze. Bisogna che le Associazioni di categoria aprano un tavolo di discussione sui consorzi, mentre nei rapporti con l'Unione Europea la priorità va alla rivisitazione o meglio all'allontanamento da alcuni trattati internazionali che finiscono per penalizzare sia la commercializzazione che la produzione del nostro prodotto agricolo, accordi a cui l'Italia non dovrebbe aderire in difesa della propria agricoltura di qualità".

 

DOMENICO FURGIUELE (LEGA) 

"La Calabria soffre perchè nonostante al centro del Mediterraneo subisce un certo isolazionismo. Le nostre vie di comunicazione rendono interdetto lo sviluppo del trasporto-merci e del turismo. Tra queste ricordiamo i casi eclatanti della Trasversale delle Serre, mai portata a termine, e del Medio Savuto, che resta ancora un'incompiuta. -ha esordito Furgiuele, con la sua analisi- La Calabria è inoltre ricca d'acqua ma soffre per la siccità. Non abbiamo finora mai sfruttato i nostri porti, potenziando i retroporti e le vie di comunicazione dietro le stesse. Oggi i nostri porti, grazie a Del Rio, assolvono al ruolo di transhipment per l'alta portabilità in Europa. La Lega, in virtù di questo alto potenziale, ha formulato una proposta concreta di investimento di 22 miliardi di euro per una rete di alta portabilità in grado di intercettare quei container che genererebbe anche una ricaduta occupazionale significativa sul territorio. Sono dell'idea che basti indirizzare le risorse nelle direzioni giuste per così generare posti di lavoro molto più produttivi di alcuni redditi che altri partiti paventano".

"Il requisito intrinseco per ogni commerciante ed imprenditore -ha proseguito- è quello di non essere nè permeato né vittima del sistema dell'illegalità.In un'ottica di rigenerazione urbana, per cui credo che la nostra area possa svilupparsi nel migliore dei modi, bisogna consentire ad ogni territorio di emergere per la propria peculiarità: che sia agricola, industriale o commerciale. E' da prevedere una diminuzione della tassazione, rimodulando il sistema contributivo e fiscale, dando così alle imprese la possibilita di respirare e ripartire capitalizzando quelle tasse che il cittadino comune è stato costretto a subire finora. Quello della Lega è un progamma semplice. Per noi vengono prima i cittadini italiani, ma sopratutto prima una diminuzione della tassazione per dare modo alle imprese di riprendere a sperare".

 

PAOLO PARENTELA (MOVIMENTO 5 STELLE) 

Porta la sua testimonianza a Palazzo di Vetro anche il deputato uscente Parentela, che non è seduto al tavolo per non scompensare la par condicio, ma a cui comunque la sala concede un intervento. "Ho avuto in questi 5 anni l'onore di lavorare in Commissione agricoltura alla Camera dei Deputati -racconta- Finalmente la mia Commissione è riuscita ad essere una delle più produttive in termini di stesura di testi di legge, percorso che vorremmo riprendere nella prossima legislatura. Ci siamo occupati di biologico, biodiversità, riconversione agricologica del nostro suolo con una visione a lungo raggio. Non abbiamo tralasciato che la fascia mediterranea è e sarà la più colpita dai cambiamenti climatici: dobbiamo assolutamente intervenire per salvaguardare la risorsa acqua. In olivicoltura, in cui eravamo leader mondiali, sto studiando un sistema circolare e sostenibile per smaltire le acque reflue dei frantoi. Non è tollerabile sversare ovunque, nei fiumi ed anche nelle fogne. Dobbiamo quindi investire sui piani strategici, pensare di aggiornare il piano di azione nazionale per i pesticidi, affrontare la questione climatica ed ambientale, assicurare e assicurarci una buona qualità di vita e differenziarci così dal resto del mondo"

"Stiamo procedendo con la nostra battaglia sulla trasparenza in etichetta, mentre grandi soddisfazioni ci ha dato un'altra battaglia, quella sull'olio di palma. Vogliamo infine rilanciare l'edilizia, costruendo in modo diverso, secondo il nuovo concetto della bioedilizia, investendo nella salvaguardia dei luoghi sismici. Infine, un appello contro le trivelle nel Mar Ionio: dobbiamo uscire dal fossile entro il 2050, per rispettare così anche gli accordi di Parigi".

 

L'APPUNTAMENTO TRA CONFEDERAZIONI E CANDIDATI AL SENATO E' FISSATO INVECE PER MERCOLEDI ALLE 15.30 NELLA SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA.


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