Camera Commercio, Esposito: lupo perde il pelo, ma non il vizio

Lunedì 29 Ottobre 2018 14:12 di Redazione WebOggi.it

Intervengo sulla vicenda del commissariamento della Camera di Commercio di Catanzaro, premettendo che, per come è mio costume, non intendo polemizzare sui nomi o sulle singole persone, bensì sul metodo che continua a caratterizzare, ovviamente in negativo, l’operato del presidente Oliverio e della sua sempre più rimaneggiata coalizione. Pur non volendo approfondire l’aspetto giuridico della questione, non essendo io un tecnico, tuttavia da un rapido excursus sulla vicenda, è agevole rendersi conto di come la materia dell’accorpamento delle Camere di Commercio sia assai spinosa e delicata, visto che negli ultimi anni, già diverse volte i T.A.R ed il  Consiglio di Stato hanno stoppato l’operatività dei provvedimenti attuativi e che, con specifico riferimento alla costituenda Camera di Commercio di Catanzaro (in cui dovrebbero confluire quelle di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia), è tuttora vigente un’ordinanza di sospensiva del Consiglio di Stato. Ciò premesso, arriviamo al metodo, di cui dicevo prima. Mi sorprende l’apparente zelo ed l’inconsueta iperattività del presidente Oliverio che, pur con tante emergenze ed urgenze da risolvere, ha ritenuto inevitabile procedere alla sostituzione del commissario già nominato (che, giova ricordarlo, per accorpare le Camere di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia era stato prescelto nella provincia di Cosenza “...per assicurare equilibrio e sicura terzietà”, disse allora il governatore!), con altro soggetto, scelto intuitu personae (e questa volta di Catanzaro, ma evidentemente anch’egli garanzia di “equilibrio e terzietà”!). A questo punto, mi chiedo: come mai il governatore che, da anni, tuona quando ad essere commissariato è lui (anche minacciando -ma solo minacciando!- gesti eclatanti), sia invece così lesto a nominare commissari a lui graditi, anche disattendendo una pronunzia di sospensiva del Consiglio di Stato? Anche se, per Oliverio, la nomina del commissario della Camera di Commercio pare essere più utile ed urgente dell’allerta meteo o della disoccupazione in Calabria, non mi è chiaro perchè l’attuale Presidente eletto (e soltanto gli organi preposti, non certo Oliverio, potranno accertare se legittimamente o meno) non dovrebbe essere naturalmente idoneo ed adeguato a traghettare l’Ente nella costituenda nuova Camera di Commercio. Ecco perchè non intendo denigrare o esaltare la persona e le capacità di nessuno dei soggetti direttamente coinvolti nella vicenda, ma soltanto censurare il solito “metodo Oliverio” che, come sempre, anzichè ricercare confronto e collaborazione, continua invece ad imbastire inutili scontri, a tutti i livelli istituzionali, puntualmente riportando la peggio, per come esemplarmente dimostrato dalla nota questione della gestione della sanità calabrese. Eppure, avrebbe dovuto ormai imparare come non sia costruttivo minacciare improbabili “incatenamenti” in luogo di ricercare il confronto, anche duro, con il Governo e come non conviene, nè è utile, continuare a lanciare sfide ed anatemi contro tutti quelli che non la pensano come lui (che, ormai, sono veramente tanti!) e, soprattutto, contro l’opposizione politica che (visto che da molti mesi è ormai evidente che la maggioranza non garantisca il numero legale in Consiglio regionale e nelle Commissioni), rimanendo in aula, ha consentito l’approvazione di importantissime pratiche, delle quali Oliverio e la sua maggioranza hanno fatto gran vanto in ogni dove. Ma tant’è... il lupo perde il pelo ma non il vizio!


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