Cambiavento: "Modello Reggio vacuo e torbido"

Venerdì 06 Aprile 2018 11:07 di Redazione WebOggi.it

Di modelli a cui ispirarsi, le Amministrazioni della nostra città, ne hanno cambiati tanti. Ma, più di tutti, è al "modello Reggio" che i massimi esponenti del centrodestra cittadino, Abramo e Tallini, hanno più e più volte fatto riferimento in passato. Ora, l'ex sindaco di Reggio e ex governatore della Regione, Peppe Scopelliti, si trova in carcere dopo il pronunciamento della Cassazione. Non c'è niente da aggiungere sulla vicenda processuale, né ci sono da commentare in un modo o nell’altro i profili più personali di questo evento, ma l'epilogo giudiziario di una figura centrale, negli ultimi quindici anni e ancora in questi mesi, del centrodestra regionale non può che far riflettere a fondo. Non solamente per sottolineare come quel modello fosse viziato alla radice dall'illegalità, ma soprattutto per ricordare quanto esso fosse vacuo e torbido nei suoi contenuti. Un concetto fatto notare, a suo tempo, da una sparuta minoranza a chi occupava trionfalmente ogni postazione di potere ed elargiva a piene mani lezioni di modernizzazione ed efficienza amministrativa . Tanti effetti ottici e lustrini appariscenti che tanto risalto hanno consegnato ai singoli ma nessun concreto e duraturo benessere alla collettività hanno prodotto. Del resto i fatti parlano chiaro: ci troviamo di fronte alle città più importanti della Calabria che – inebriate da quel modello -  hanno perso il contatto con la realtà e con i loro abitanti sempre più smarriti. E se le recenti elezioni suggeriscono nuovi modelli, come quello della Lega (di cui proprio Scopelliti è stato nell'ultimo periodo tessitore di rapporti nella costellazione del centrodestra) che ha forza propagandistica ma propone soluzioni sbagliatissime e le persegue con mezzi inaccettabili, questa volta sarà bene che i calabresi non si facciano sedurre dalla tentazione di cavalcare la tigre. Come insegna la vicenda Scopelliti i modelli fallimentari, purtroppo, tendono a replicarsi. E a lasciare sul terreno, insieme alle sentenze di condanna, debiti, fallimenti sociali e nuovi protagonisti del torbido.  

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