
Cambia vento a Catanzaro: sul prato della politica è Fiorita una nuova occasione
Domenica 05 Febbraio 2017 08:00 di Redazione WebOggi.it
Una partecipazione larga e condivisa, sostenuta da tantissimi giunti alla Casa delle Culture della Provincia di Catanzaro per il debutto in politica del professore Nicola Fiorita, docente universitario sospinto dal vento che cambia.
E' decisamente una figura nuova nel panorama politico catanzarese che ha affascinato il folto pubblico. Un nuovo movimento che è stato annunciato da mesi e che finalmente esce dal guscio. Si chiama "Cambiavento", e nonostante la grande partecipazione di pubblico sono stati pochi gli osservatori politici di rilievo presenti, se si esclude il diretto concorrente Maurizio Mottola D'Amato unico di Catanzaro, perché gli altri due esponenti il consigliere regionale Arturo Bova e il deputato Pd Sebastiano Barbanti sono dell'hinterland. Nicola Fiorita oltre che docente è anche presidente dello Slow Food e la sua ricetta la esplicita chiaramente: è facile vincere con determinate alleanze ma è difficile governare, una ricetta semplice che tradotta dall'elegante politichese di Fiorita vuole dire niente alleanze con il gruppo Ncd-Udc capeggiato dal senatore Piero Aiello, ma alleanze solo a sinistra. Certo il rompicapo adesso è ancora più amplificato per l'area del centrosinistra in città; come proseguirà il percorso del movimento guidato dal professore Fiorita? Cerchera' di coagulare tutte le componenti di sinistra sulle posizioni del suo movimento? È quanto vorrebbero e sognano molti, ma perdere il centro sarebbe molto rischioso per il PD. Tenterà la scalata alla coalizione che si sta creando tra PD e NCD? Per esclusione sembra l'ipotesi più probabile, certo il tentativo di schiacciare completamente l'area cattolica anche culturale sembra azzardato. Farà una sua lista e concorrerà da sola? È l'ipotesi più affascinante e se ci sarà il ballottaggio potrebbe rivelarsi una grande idea. Cercherà alleanze a sinistra? La candidatura di Occhini a sindaco per l'area più a sinistra dello scacchiere politico sembra già un ostacolo che gli si contrappone a quest'ultima ipotesi, anche perché Occhini conosce bene la città ed i margini di manovra. La verità è una sola: il Partito democratico è nel pallone e continua a muoversi in ordine sparso senza una vera guida e se non fosse intervenuta la direttiva romana, forse, avrebbe fatto anche peggio. Mancano solo tre mesi e queste elezioni il PD le può solo perdere. E probabilmente, come stanno i fatti al momento, sta solo scegliendo come.
