Caccia: piove? Chiudiamo le scuole

Mercoledì 24 Ottobre 2018 18:38 di Redazione WebOggi.it

Siamo ancora all’inizio dell’autunno ed nella città capoluogo così come in molti comuni della provincia , sono state già diverse le giornate in cui le scuole, di ogni ordine e grado, sono rimaste chiuse. Siamo d’accordo, la sicurezza viene prima di tutto e di tutti.  E’ comprensibile che, quando un sindaco riceve la segnalazione di rischio da parte della protezione civile regionale, questi si metta al sicuro a colpi di ordinanze. Al netto delle  imprecisioni sulla effettiva pericolosità dei bollettini meteo, è notorio che in diversi casi all’allarme non abbia corrisposto alcuna situazione di pericolo,  delle domande sorgono spontanee. Siamo in autunno ed, almeno fino al mese di  marzo,  è naturale attendersi piogge e temporali, dobbiamo abituarci all’idea di frequenti periodi di interruzione delle attività scolastiche? Come e quando gli studenti ( ed i professori) recupereranno il terreno perduto a causa delle impreviste  vacanze? Chi potrà venire incontro alle famiglie con figli in età scolastica in cui entrambi i genitori lavorano e non hanno nessuno a cui appoggiarsi per gestire le nuove necessità determinate dalla chiusura delle scuole? Se i bollettini  meteo, diramati dalla protezione civile regionale, prefigurano condizioni in cui sarebbe opportuno evitare il transito sulle strade , come mai le ordinanze dei sindaci interessano solo ed esclusivamente le scuole?       E’ vero, anche il tempo è cambiato negli ultimi anni. Tuttavia la pioggia ed i temporali rappresentano delle condizioni atmosferiche che  l’essere umano ha saputo gestire da millenni e con cui dobbiamo  saper convivere, come singoli e come comunità.  E’ compito di noi adulti  indicare ai più piccoli i comportamenti da adottare per affrontare con serenità e sicurezza l’inclemenza delle stagioni. Sarebbe  altrettanto doverosa un’azione di tutela da parte dei sindaci centrata su un miglior coordinamento dei diversi enti e relativo, quanto robusto, contingente di mezzi e personale spesso mal utilizzato, in modo da assicurare la corretta manutenzione a strade, canali, ponti e tombini.  Si potrebbe così arrivare, finalmente,  a vivere  anche dalle nostre parti, la pioggia come evento benefico per il territorio e per la nostra economia e non come una calamità assassina.

Franco Caccia Presidente Associazione Sociologi Italiani – Sez. Calabria


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