Bosco, Fiorita e Guerriero ad assessore Migliaccio e maggioranza: "Le cose non stanno così"

Giovedì 09 Novembre 2017 11:48 di Redazione WebOggi.it

L’assessore Migliaccio e i consiglieri comunali di Forza Italia e Obiettivo comune, nella loro replica al consigliere Costanzo, ritornano sulla pratica approvata nell’ultimo Consiglio comunale con cui è stata disposta la rimozione del vincolo di inedificabilità che gravava su alcuni terreni (in zona Catanzaro Sala) posti a ridosso del torrente Musofalo. Assessore e consiglieri reiterano l’atteggiamento minimale mantenuto in Consiglio, cercando di scaricare tutte la responsabilità della decisione sugli uffici regionali e cercando di convincere la cittadinanza che il Consiglio comunale doveva limitarsi ad una mera presa d’atto di quanto, per l’appunto, stabilito in altra sede. Le cose non stanno così. Non stanno per niente così. Gli uffici del Comune di Catanzaro si sono correttamente rivolti a quelli regionali per avere un parere sulla richiesta avanzata da un privato cittadino di rimuovere quel vincolo di inedificabilità. La Regione, dopo aver accertato che il terreno non si trova nel letto del Musofalo ma insiste accanto ad esso, e dopo aver chiarito che si tratta di una zona ad alto rischio di esondazione, concede il parere favorevole alla rimozione del vincolo, tuttavia a condizione che vengano rispettate una lunga serie di condizioni che, di fatto, continuano a limitare la libertà del cittadino richiedente. Quello che l’assessore vuol far credere è che il Consiglio comunale doveva limitarsi – come un  qualsiasi passacarte – a prendere atto del parere della Regione, quando, al contrario, tale parere non vincola l’amministrazione comunale che resta libera di adeguarvisi o di scegliere una strada diversa, aggiungendo prescrizioni ulteriori a quelle indicate dagli uffici regionali a maggiore tutela dell’ambiente e della sicurezza pubblica o decidendo di far prevalere questi  interessi collettivi su quelli del privato. Questa era la strada che abbiamo indicato in Consiglio comunale, aggiungendo l’invito all’assessore di ritirare la pratica per consentirne un approfondimento ulteriore anche in ragione della circostanza che un’altra seduta  dell’assise sarebbe stata a breve convocata. Questa è la strada che continuiamo ad indicare, perché un territorio, già devastato dall’abuso di cemento e già scosso da tragedie recenti, non può continuare ad aggiungere rischio a rischio, cemento a cemento, pericolo ad incuria. E dunque, assessore e consiglieri dovrebbero assumersi la responsabilità della propria scelta e della propria volontà di consentire – senza esserne obbligati – la cementificazione di un’area che resta a rischio esondazione, per come evidenziato nel parere degli uffici regionali. E se pure questa scelta è certamente legittima, essa appare evidentemente non opportuna e non ragionevole, senza nemmeno bisogno di insistere sulle contraddizioni di una maggioranza che nei giorni pari parla di consumo del suolo zero e nei giorni dispari autorizza il consumo di ogni tipo di suolo.

Nicola Fiorita

Gianmichele Bosco

Roberto Guerriero


Galleria Fotografica




Notizie più lette