
Bosco-Fiorita: "Capigruppo di maggioranza, strana e misteriosa entità si aggira per la città"
Mercoledì 06 Giugno 2018 12:28 di Redazione WebOggi.it
Una strana e misteriosa entità si aggira per la città di Catanzaro, la attraversa silenziosa e invisibile per giorni e giorni e poi si palesa con cadenza bisettimanale attraverso comunicati stampa che non dicono assolutamente nulla: è l’unione dei capigruppo di maggioranza. I capigruppo di maggioranza sono cinque, raramente li vedi tutti insieme, qualcuno si aggira la mattina tra gli uffici del comune con fare falsamente indaffarato, qualcun altro compare sporadicamente con aria serafica, spesso litigano tra di loro, ma poi come per miracolo si riuniscono all’improvviso e partoriscono la loro altisonante dichiarazione. Fanno un grande sforzo i capigruppo per mantenersi fedele al loro standard comunicativo, riescono sempre a impastare il vuoto con qualche offesa personale. E conoscendoli non è difficile intuire chi ci mette il vuoto e chi ci aggiunge la cattiveria. Oggi, giornata vuota in cui proprio non avevano altro da fare, se la prendono con chi ha osato andare in giro per i quartieri cercando di fare quello che spetterebbe loro, ovvero dialogare con i cittadini, intercettarne i bisogni, capirne il disagio, elaborare risposte. Ahi che delitto di lesa maestà, nella città del sindaco Abramo in cui la maggioranza vuole governare e fare opposizione, vuole essere destra e sinistra, vuole essere élites e popolo, vuole proporre e criticare e infatti approva i bandi per il verde e li annulla, predispone i bandi per la raccolta differenziata e ne critica l’attuazione, emana le ordinanze e le ritira, scrive i regolamenti della pubblicità e ne rimanda l’approvazione ad altro consiglio, fa tutto e il contrario di tutto ma nemmeno per caso riesce a fare qualcosa di buono. Nulla dice il comunicato dei capigruppo della situazione del quartiere Pistoia, nulla afferma di concreto, nulla risponde alle osservazioni avanzate dai cittadini e raccolte da un consigliere comunale, nulla dice di come verranno impiegati i finanziamenti che richiama, ma invece discetta di Unione sovietica e di altre amenità per dire all’opposizione che nel magico mondo degli Abramo-boys non è prevista l’opposizione. Ci scusino lor signori, ma noi siamo fatti così e non cambieremo, continueremo a girare la città, a stare tra la gente, ad andare nei quartieri anche se non ci sono le elezioni, a parlare la lingua della chiarezza e della verità. Ci scusino lor signori ma non ci faremo intimidire dalla loro arroganza. Certo, i capigruppo scrivono questi comunicati per dare un senso alla loro funzione, alla loro esistenza politica, ma la grande attenzione che continuano a rivolgere all’opposizione genera più di qualche dubbio. Di cosa hanno paura i cinque piccoli scrivani catanzaresi? Non gli basta essere maggioranza schiacciante in consiglio? Non gli basta imbarcare uno, due, tre consiglieri delle liste Ciconte? Perché tanta aggressività? Forse perché sentono che la città non ne può più? Forse perchè sentono che l’insoddisfazione verso questa amministrazione cresce giorno dopo giorno e che la proposta politica nata nella campagna elettorale di una anno fa rappresenta sempre più chiaramente un’alternativa necessaria? Lo sanno anche loro che non c’è nemmeno un cittadino catanzarese, eccetto i tre consiglieri di cui sopra, che abbia votato per Ciconte, per Fiorita o per Granato che oggi voterebbe per Polimeni o per Cardamone, mentre è pieno di gente che ripete pubblicamente di essersi pentita di aver dato ancora fiducia ad Abramo. Ecco da dove nasce la paura, ecco da dove nasce l’aggressività. Le cronache politiche di questi giorni ci dicono che il confronto va polarizzandosi intorno all’alternativa tra le élites e il popolo. Ma le cronache nazionali ignorano che a Catanzaro sopravvive una classe di burocrati della politica, chiusa nelle proprie stanze, refrattaria all’ascolto del popolo come al confronto con le élites, che passa il tempo aspettando di firmare il prossimo comunicato stampa. Sono sempre loro, gli ineffabili capigruppo di maggioranza. Li inviteremo al prossimo giro in un quartiere, li sfideremo ad un confronto pubblico, li aspetteremo nelle strade e nelle piazze della nostra città, ma sappiamo già che sarà un’attesa inutile. Come un comunicato stampa.
Gianmichele Bosco
Nicola Fiorita
