Beni sottratti alla Basilica dell’Immacolata: un plauso a chi ne ha denunciato la scomparsa

Lunedì 12 Marzo 2018 12:09 di Redazione WebOggi.it

Nello scorso mese di gennaio la stampa cittadina si è interessata di una vicenda abbastanza grave, ossia i beni sottratti – pare di recente – alla  Basilica dell’Immacolata, che da sempre è la Chiesa più frequentata dai fedeli catanzaresi. Negli articoli giornalistici che si sono susseguiti si è fatto riferimento ad una lettera-denuncia che il Segretario dell’Arciconfraternita Maria SS. Immacolata di Catanzaro,  Massimo Robertelli, ha indirizzato al Priore ed al’arcivescovo. Nella missiva veniva riportato un elenco dettagliato degli oggetti trafugati: corone, anfore, pergamene, e altro materiale ancora. La nostra associazione, ad onor del vero, non è rimasta affatto sorpresa da tale notizia, in quanto la stessa circolava nell’ambiente cittadino già da tempo. Pertanto, avendo avuto la percezione di quanto stava verificandosi, volevamo intervenire tempestivamente ma abbiamo desistito dal farlo per l’assoluta mancanza di elementi probanti. Avevamo tentato di saperne di più ma con scarsi risultati. Comunque sia, in questa disdicevole vicenda l’unica nota lieta viene rappresentata dalla passione e sensibilità del signor. Robertelli, a cui va il nostro apprezzamento accompagnato da un plauso per il coraggio dimostrato. Non condividiamo, pertanto, l’invito rivolto a quest’ultimo a dimettersi dall’incarico di Segretario dell’Arciconfraternita in questione,  anzi, a nostro parere, il denunciante meriterebbe un premio che si potrebbe configurare in una futura propria candidatura a priore della medesima Congregazione laica con fini religiosi. La comunità catanzarese freme e preme per sapere l’esito  delle indagini, di sicuro già avviate, in modo che si possa finalmente far luce su questa deprecabile e grave situazione descritta. A lavoro ultimato, qualora si dovesse riscontrare l’effettiva mancanza degli oggetti sacri, si auspica che - prima di ogni altra azione -  gli stessi, anche in forma anonima, possano far ritorno nel luogo originario. Tale speranza si trasforma, quindi, in un fiducioso appello. Catanzaro, città fortemente religiosa che vanta ben diciassette chiese nel solo centro storico, non rimane certo indifferente dinnanzi episodi del genere.   

Amedeo Chiarella                                                                                

Assoc. “Petrusinu ogni minestra”


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