
Bausone: "un altro spettacolo musicale discutibile sta per arrivare in città"
Giovedì 24 Maggio 2018 14:31 di Redazione WebOggi.it
Ci risiamo. Dopo il concerto di Capodanno di Gionnyscandal, noto per le sue canzoni non proprio “women friendly”, ora all’interno del Catanzaro Sport Village di fine giugno, oggetto di mille polemiche, svariati dubbi e nodi ancora giustamente da sciogliere, un altro spettacolo musicale discutibile sta per arrivare in città. Il 23 giugno si esibirà il rapper Nitro in un concerto che ha avuto il placet dell’assessora allo spettacolo Alessandra Lobello, i cui gusti musicali opinabili si ripercuotono sulle orecchie dei catanzaresi. Il suo metro di valutazione è noto “Nitro ha tanti like e visualizzazioni, quindi va bene”. No, non va bene: i diritti, la tutela e il rispetto delle donne non sono un bene commerciale e non lo sono le donne stesse, motivo per cui l’indifferenza e la superficialità sono i primi mali da curare in un ambiente culturale “da raddrizzare”. Nitro, anzi, il giovane signor Nicola Albera, ha suscitato, insieme ad altri suoi colleghi, malumori per la sua presenza al concertone romano del primo maggio condotto da Ambra Angiolini, perchè nell’anno del #MeToo, dei movimenti spontanei, civici contro le molestie, sentire dai palchi “Ciao, Tr***! Ingoia paranoia, sei Jessica Rabbit mentre schiatti nella salamoia” non pare dare dignità artistica ad iniziative lodevoli. Già in passato, lo stesso giovane artista si è contraddistinto con uscite sui social poco apprezzabili per un pubblico femminile, ma Gionnyscandal a suo tempo mi disse che la misoginia è “normale” per un certo tipo di musica rap. Allora mi chiedo, questo secondo rapper “Lobelliano” porterà sul palco a Catanzaro, l’istigazione all’odio politico? Nitro canterà “già mi stigmatizzo, a che serve condannarmi, organizzo un droga party quando muore Giovanardi” o “sopprimeremo Letta, potrei anch’io fare il presidente di sta ceppa”? Forse non lo sapremo prima dell’esibizione, ma per il futuro propongo all’amministrazione comunale di tener fuori dalle proprie scelte politiche e amministrative la tracklist di Spotify dell’assessora Lobello.
Alessia Bausone
