Ballottaggio, esponenti centrosinistra: "Basta falsità, Abramo è un mistificatore"

Mercoledì 21 Giugno 2017 20:26 di Redazione WebOggi.it

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

"E’ necessario portare avanti un’operazione verità e spiegare ai catanzaresi perché in tanti abbiamo deciso – in tempi non sospetti – di prendere con forza le distanze da Sergio Abramo e dal centrodestra e appoggiare la candidatura di Enzo Ciconte al Comune di Catanzaro. Altro che traditori e voltagabbana, la verità è molto diversa e racconta di un sindaco “padre-padrone”, concentrato in una gestione del potere clientelare e piegata a interessi di parte, generatore di una asfissiante cappa di piombo sull’amministrazione comunale e sulle scelte che dovrebbero essere compiute per il bene dei cittadini e non di pochi e selezionati soggetti. E gli esempi di cattiva amministrazione abbondano e ne potremmo citare a decine. A partire dalla mancata approvazione del Piano strutturale comunale, unico strumento di legalità nella gestione urbanistica e oggi colpevolmente assente, con conseguente danno per il territorio, si veda la speculazione edilizia in corso a Giovino.

Per passare agli appalti, la maggior parte dei quali assegnati in maniera sospetta e in sfregio alle regole, tanto è vero che le ditte ricorrono al Tar dove trovano sistematicamente ristoro ai propri diritti, con conseguente esborso di soldi pubblici a favore di pochi studi legali e a danno dei cittadini (l’ultimo caso è l’appalto dell’Ente fiera). Passiamo poi alla raccolta differenziata: a fronte di un canone mensile di ben 800mila euro, versato dalle casse comunali, la società incaricata non rispetta una serie di elementari obblighi contenuti nel capitolato, sia nello svolgimento del servizio, sia nelle sacrosante tutele sindacali dei lavoratori. Il tutto con la colpevole copertura di Sergio Abramo e dell’intero centrodestra. Ed ora è la volta dei concorsi e della gestione del Personale, con assunzioni sistematicamente a favore di persone vicine al centrodestra, amici e parenti di consiglieri comunali di maggioranza, di figure di fiducia di Abramo o addirittura di suoi ex dipendenti. Anche gli incarichi esterni pagati profumatamente sono stati affidati sempre alle stesse fortunate persone, violando le più elementari regole di trasparenza e buon governo. La concessione abusiva e illegale di due nuove autorizzazioni per stabilimenti balneari grida vendetta, dal momento che è stato palesemente violato il Piano spiagge in un’area – fra la foce della Fiumarella e il porto – a vincolo idrogeologico. Lido, che tanto viene citata da Abramo, è l’emblema del suo fallimento: mai nessuna programmazione è stata messa in campo, tanto è vero che un quartiere così importante è cresciuto in maniera anarchica e selvaggia, senza alcun intervento a favore della mobilità, dei parcheggi e del benessere dei residenti. Al contrario, abbiamo assistito a frettolose inaugurazioni di opere che oggi già cadono a pezzi, come il porto con la pavimentazione saltata, il parco Gaslini in preda all’incuria e alle erbacce.

Ed altre, invece, come il depuratore, con milioni di euro disponibili, non sono mai partite. La cura delle fasce deboli non ha mai fatto parte dell’agenda del centrodestra, con la voce Politiche sociali svuotata di ogni finanziamento per far largo a operazioni elettorali di dubbia trasparenza. Il rapporto con le categorie produttive della città, ancora, è esemplare di una concezione privatistica della cosa pubblica: i nostri imprenditori sono stati abbandonati a se stessi e spesso messi gli uni contro gli altri. Non una sola iniziativa è stata assunta in 15 anni di amministrazione per creare opportunità di lavoro per i nostri ragazzi e il bacino dei disoccupati. Le società partecipate sono state falsamente risanate con interventi scellerati a danno del bilancio comunale e in ultimo utilizzate per fini elettorali. Si veda il caso dell’Amc, dopo le dimissioni di Rosario Colace in aperto contrasto con Abramo affidata a Elio Bruno, la cui figlia ritroviamo candidata nella lista diretta emanazione del sindaco uscente. Oppure citiamo il caso di Enrico Consolante, prima nominato alla vicepresidenza del Comalca e poi candidato nella lista Abramo.

E come non fare riferimento allo stadio Ceravolo, i cui lavori sono stati fatti male, in tempi infiniti e con le ditte costrette ad anticipare fondi propri a causa di un bilancio deficitario e vicino al collasso. Oppure la vicenda Parco Romani, opera fortemente voluta da Abramo che l’ha poi rinnegata a discapito di decine di commercianti che avevano acquistato i locali e oggi si ritrovano sul lastrico, con risparmi di una vita andati in fumo e famiglie distrutte. Abramo è solo un mistificatore, che con irresponsabile superficialità e colpevole disinvoltura oggi parla di tradimenti e transfughi. Come dobbiamo classificare Catanzaro da vivere, la forza politica che fa capo a Piero Aiello, maggioranza con il centrosinistra a Roma, alla Regione e alla Provincia e traghettata all’ultima ora con Abramo, criticato fino a qualche giorno prima dai vari Polimeni ed Esposito? E come dobbiamo classificare il Cdu, 5 anni fa contro Abramo e a sostegno del candidato a sindaco Celi, elettori di Mario Oliverio alla Regione e oggi con Abramo, senza neanche avere avuto la capacità di fare una lista in proprio? Basta falsità; queste denunce le portiamo avanti da anni con documenti alla mano e in tutte le sedi istituzionali. Siamo pronti a un faccia a faccia con Abramo in  qualunque luogo per dimostrare la fondatezza delle nostre ragioni e attendiamo speranzosi un intervento della magistratura per fare luce su pratiche illegali consumate per anni a palazzo De Nobili.

Oggi, fieri delle nostre scelte, appoggiamo il candidato a sindaco Enzo Ciconte, il quale con generosità e autentico amore per la città è pronto ad assumere su di sé la guida del Comune, rinunciando a una comoda postazione di consigliere regionale, cosa che altri consiglieri regionali oggi con Abramo non hanno avuto il coraggio di fare, voltandosi dall’altra parte. La misura è colma e ci auguriamo che i cittadini e gli elettori che al primo turno hanno sostenuto altri schieramenti oggi con orgoglio possano contribuire con noi alla liberazione del capoluogo di regione".

Antonio Corsi, Tommaso Brutto, Giulio Elia, Mario Camerino, Tony Sgromo, Sergio Costanzo, Domenico Concolino, Oreste Cosentino, Eugenio Riccio, Rosario Lostumbo (esponenti della coalizione di centrosinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Vincenzo Ciconte)


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